Un vecchio problema

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marcob35
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Un vecchio problema

Messaggio da marcob35 » 17 mag 2018 08:21

da "La Repubblica" edizione di Bari, 16 maggio 2018:

Bari, l'opera per bambini al Petruzzelli rovinata dalla maleducazione dei genitori
Smartphone accesi, snack sgranocchiati in platea, bimbi che saltano sulle poltrone: questi e altri comportamenti da pubblico poco attento hanno segnato il debutto de Il gatto con gli stivali. Non serve a nulla accompagnare i propri figli all'opera se non si educa all'ascolto


Tale padre (o madre), tale figlio. Oggetto: la disattenzione - o la maleducazione? - del pubblico (soprattutto adulto) al debutto dell'opera per ragazzi Il gatto con gli stivali, l'altro pomeriggio al Petruzzelli. Perché a nulla serve accompagnare i propri figli all'opera, illudendosi di assolvere al proprio ruolo di genitore attento e sensibile alla cultura, se poi i primi a dare il cattivo esempio sono proprio loro: quei genitori che non frenano il figlio, di pochi anni, che salta incessantemente sulla poltrona rischiando di romperla.

Quei genitori che nel mezzo dell'opera scartano un pacchetto di crackers (infischiandosene delle briciole per terra e del fastidioso rumore delle confezioni) perché terrorizzati all'idea che il figlio resti senza merenda (erano le 19, e l'opera dura appena 55 minuti).
Per non parlare dei cellulari a regime e delle libere conversazioni a voce alta tra adulti, come stessero lì a sorvegliare i propri figli impegnati in un laboratorio in ludoteca [...]


Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

fracapi
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Re: Un vecchio problema

Messaggio da fracapi » 17 mag 2018 09:25

marcob35 ha scritto:
17 mag 2018 08:21
da "La Repubblica" edizione di Bari, 16 maggio 2018:

Bari, l'opera per bambini al Petruzzelli rovinata dalla maleducazione dei genitori
Smartphone accesi, snack sgranocchiati in platea, bimbi che saltano sulle poltrone: questi e altri comportamenti da pubblico poco attento hanno segnato il debutto de Il gatto con gli stivali. Non serve a nulla accompagnare i propri figli all'opera se non si educa all'ascolto


Tale padre (o madre), tale figlio. Oggetto: la disattenzione - o la maleducazione? - del pubblico (soprattutto adulto) al debutto dell'opera per ragazzi Il gatto con gli stivali, l'altro pomeriggio al Petruzzelli. Perché a nulla serve accompagnare i propri figli all'opera, illudendosi di assolvere al proprio ruolo di genitore attento e sensibile alla cultura, se poi i primi a dare il cattivo esempio sono proprio loro: quei genitori che non frenano il figlio, di pochi anni, che salta incessantemente sulla poltrona rischiando di romperla.

Quei genitori che nel mezzo dell'opera scartano un pacchetto di crackers (infischiandosene delle briciole per terra e del fastidioso rumore delle confezioni) perché terrorizzati all'idea che il figlio resti senza merenda (erano le 19, e l'opera dura appena 55 minuti).
Per non parlare dei cellulari a regime e delle libere conversazioni a voce alta tra adulti, come stessero lì a sorvegliare i propri figli impegnati in un laboratorio in ludoteca [...]
.. che si puo' dire ? che sono ( siamo ) completamente d 'accordo ' .non ci puo' essere alcun dubbio , maleducati i genitori - maleducati i figli ...e la chiudiamo qui dopo esserci detti e scritti tante ovvieta' ( che pero' ci risparmiamo .)
.... non ho mai creduto , che portare in gruppo bambini a " cose " culturali gli educhi ad apprezzare quelle " cose "
le gite nelle citta' d'arte , musei , concerti e opera classica ,in gruppo ,secondo me , non vanno vanno fatte !
devono essere atti individuali , preparati dai genitori ( se essi sono interessati alla materia ) se no producono solo gazzarra e niente piu'.
una " cosa " artistica dice "qualcosa" in un linguaggio che se non lo conosci ti annoia.
L'arte , la matematica , la fisica , la filosofia , non e' per tutti , se la vuoi capire , devi esserne prima attratto ed esserci portato ,poi devi applicarti per conoscerne il linguaggio. Non e' semplice.
Forse tra quei ragazzini che saltavano sulle poltrone , potra' esserci un futuro scienziato o musicista di fama . un giorno egli - da solo - avra' un interesse improvviso per quella "cosa " ed iniziera ' ad appassionarvisi.

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massenetiana
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Re: Un vecchio problema

Messaggio da massenetiana » 17 mag 2018 15:39

fracapi ha scritto:
17 mag 2018 09:25
le gite nelle citta' d'arte , musei , concerti e opera classica ,in gruppo ,secondo me , non vanno vanno fatte !
devono essere atti individuali , preparati dai genitori ( se essi sono interessati alla materia ) se no producono solo gazzarra e niente piu'.
Vero.
fracapi ha scritto:
17 mag 2018 09:25
una " cosa " artistica dice "qualcosa" in un linguaggio che se non lo conosci ti annoia.
L'arte , la matematica , la fisica , la filosofia , non e' per tutti , se la vuoi capire , devi esserne prima attratto ed esserci portato ,poi devi applicarti per conoscerne il linguaggio. Non e' semplice.
Anche questo è vero, infatti, per esempio, mio cugino ha deciso di studiare mandolino in assoluta libertà...
Io, in verità, ritengo che sia giusto che un genitore (o un altro familiare) provi ad avvicinare un bambino o un ragazzo all'arte, a condizione, però, che non solo ne sia appassionato per primo (altrimenti non ha proprio senso) ed inoltre che non si tratti di una cosa forzata... io per esempio ho provato varie volte a far ascoltare a mio fratello, quando aveva 13-14 anni, qualche brano di musica sia operistica che strumentale, ma non ne ha mai voluto sapere e tuttora non gli interessa, e così ho rinunciato... se un genere non piace è inutile continuare.
massenetiana sfegatata

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Re: Un vecchio problema

Messaggio da Annaimperfetta » 18 mag 2018 06:16

A Ravenna fanno un ottimo lavoro con i bambini delle elementari: scelgono un’opera all’anno, a scuola la studiano e cantano alcune parti del coro. Poi a teatro i bambini fanno i loro interventi dalla platea.
In questo modo si sentono coinvolti, si avvicinano con emozione ad un nuovo linguaggio e, mi racconta un’amica che ha tre figli, quando poi tornano a teatro per gli spettacoli in abbonamento (a prezzi irrisori per le famiglie) sono molto attenti e partecipi.

fracapi
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Re: Un vecchio problema

Messaggio da fracapi » 18 mag 2018 10:50

Annaimperfetta ha scritto:
18 mag 2018 06:16
A Ravenna fanno un ottimo lavoro con i bambini delle elementari: scelgono un’opera all’anno, a scuola la studiano e cantano alcune parti del coro. Poi a teatro i bambini fanno i loro interventi dalla platea.
In questo modo si sentono coinvolti, si avvicinano con emozione ad un nuovo linguaggio e, mi racconta un’amica che ha tre figli, quando poi tornano a teatro per gli spettacoli in abbonamento (a prezzi irrisori per le famiglie) sono molto attenti e partecipi.
e' esattamente cio' che intendevo :imparare con calma un nuovo linguaggio.

marcob35
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Re: Un vecchio problema

Messaggio da marcob35 » 19 mag 2018 10:35

Si sa che la regola pedagogica, come la metodologia e didattica impone che specie con i giovanissimi si debba procedere "attivamente" e non "passivamente". Il ragazzo è interessato solo se viene coinvolto.
Nella breve clip dalle esperienze di una nota associazione (Europa-in-Canto) e dall'evento presso il Comunale di Bologna, si capisce perfettamente (10 maggio 2018).



http://www.europaincanto.com/
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ZetaZeta
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Re: Un vecchio problema

Messaggio da ZetaZeta » 20 mag 2018 13:41

Come in tutte le cose occorre distinguere: un conto sono i bimbi delle medie, un conto quelli delle medie e quelli delle superiori.
E' evidente che un linguaggio complesso come quello della musica d'arte deve essere prima spiegato, se si vuole ottenere un risultato didattico apprezzabile. Per i bimbi è importante un coinvolgimento, per i ragazzi più grandi non necessariamente, ma in ogni caso occorre renderli consapevoli di un genere d'arte purtroppo molto lontano da loro e per nulla veicolato dai media.
E' anche evidente però che l'educazione è una cosa che viene prima e la scuola non può insegnare l'educazione a un ragazzo quando i genitori sono maleducati, come mi pare sia chiaro nel caso di Bari: la scuola è responsabile per 6 ore, ma per le altre 18 lo sono i genitori.
A onor del vero va anche detto però che nella stragrande maggioranza dei casi i ragazzi si comportano bene a teatro, come ebbe anche a notare il recensore del Barbiere a Firenze. Personalmente sono orgoglioso di aver portato domenica scorsa alla Scala per Francesca da Rimini, che non è un titolo leggerissimo o di grande repertorio, ben 52 tra alunni e genitori eppure il comportamento è stato impeccabile, così come i 44 alunni dell'Opera di Roma e i 40 del S. Carlo.

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