'Il cappello di paglia di Firenze' al San Carlo

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mascherpa
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'Il cappello di paglia di Firenze' al San Carlo

Messaggio da mascherpa » 16 mag 2018 13:07

Ho assistito a tre recite dello spettacolo, e condivido in pieno le osservazioni e i commenti della recensione in Home Page scritta da Bruno Tredicine (http://www.operaclick.com/recensioni/te ... di-firenze).
Aggiungo, nota personale, che il gran teatro partenopeo non m'era mai sembrato cosí incredibilmente bello come questi giorni. Per la prima volta (dopo una decina di altre) vi ho ascoltato un'opera dalla prima galleria, dove il suono arriva splendido, ma anche dalla platea (prima fila la prima sera, settima fila la terza recita, in entrambi i casi piuttosto laterale) l'ascolto era risultato acusticamente equilibratissimo.

S'è dimostrato del tutto all'altezza della situazione anche il "secondo" cast, reso inevitabile dalla programmazione di due recite, sabato 12, a quattr'ore di distanza l'una dall'altra (scelta molto discutibile ma anche interessantissima per chi ha affrontato la sfida di sentirle entrambe, come non pochi interpreti, direttore Valerio Galli in testa, hanno brillantemente vinto quella, ben piú impegnativa, di realizzarle con immutato impegno). In particolare il tenore protagonista Filippo Adami e il basso Matteo D'Apolito, Beaupertuis, che hanno cantato la sera, mi sono sembrati dare una lettura interpretativamente diversa da quella dei loro colleghi in scena nel pomeriggio: il che è sempre un "valore in piú", specie per un titolo non frequente come l'opera di Rota. Di certo, se l'organizzazione consentisse di "spalmare" sur un paio di settimane le sole cinque recite d'uno spettacolo d'alta qualità come questo, anziché comprimerle nei quattro giorni da un giovedì sera alla domenica pomeriggio successiva, credo che le ultime di esse andrebbero esaurite anche in un teatro da quasi millecinquecento posti.

L'opera m'è parsa molto vitale, con tratti non solo d'assoluta maestria (di cui il compositore milanese si dimostra anche qui altrettanto ricco che nelle sue meritatamente celebri colonne sonore), ma anche di felice "ispirazione". D'opera buffa si tratta senza dubbio, e per valutare la riuscita di testo ed esecuzione non esiste criterio migliore dei frequenti scoppi d'ilarità che hanno punteggiato, in particolare, il pomeriggio (in abbonamento) di sabato: dovuti, io credo, alla musica e alla pregnanza musicale di buca e palcoscenico molto piú che alla realizzazione visiva, buona sí ma in questo caso non determinante.

Chapeau, infine, al soprano cèco Zuzana Marková (prossima Lucia a Genova) che a distanza di poche ore ha eseguito due volte la prate coprotagonistica di Elena: parte non lunga, senza dubbio, ma insidiosa per le agilità e la continua attenzione espressiva che richiede. Non è stata comunque la sola a uscire alla grande da questo tour de force (a cui sarebbe seguita l'ultima recita meno di diciotto ore dopo), ma la sua parte è piú faticosa di quelle degli altri "onnipresenti".

Un'ultima considerazione: come dimostra, soprattutto, la straordinaria riuscita di Gianluca Buratto nel ruolo di Nonancourt, l'ampiezza temporale del repertorio, da Monteverdi al Novecento, non solo non fa male alla voce, ma «fa molto bene alla testa» (parole che mi risultano essere state dette anche da Wilhelm Furtwängler quella volta che fu visto scendere la scala di un'elegante "casa" milanese da un imbarazzatissimo pianista, poche ore prima della recita d'una giornata della Tetralogia...).
Ultima modifica di mascherpa il 16 mag 2018 14:45, modificato 1 volta in totale.


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Re: 'Il cappello di paglia di Firenze' al San Carlo

Messaggio da massenetiana » 16 mag 2018 14:25

Lo studio... i libri... cosa combinano queste cose a Maria... :evil:
Una mia amica ci è andata (beata lei) la sera della prima, e mi ha detto che si è divertita molto, le è piaciuto tutto, dalla direzione ai cantanti e alla regia.
San Carlo gremito sebbene non pienissimo (ma cosa smuove ormai il pubblico napoletano? Si dovrebbe ragionare sul rapporto che c’è fra la città e il suo teatro, nonostante i recenti bilanci così come resi pubblici lascino ben sperare).
Anche la mia amica mi ha parlato di parecchi posti vuoti :shock: , boh... forse ai napoletani non piace il titolo "nuovo" e allora se così fosse, torneremmo al discorso, che stiamo facendo in questi giorni, dei cartelloni troppo ripetitivi... ribadisco che ogni tanto qualcosa di diverso ci vuole (e magari avessi potuto assistere a questo Cappello) e speriamo che si continui su questa strada.
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Re: 'Il cappello di paglia di Firenze' al San Carlo

Messaggio da mascherpa » 16 mag 2018 15:08

massenetiana ha scritto:
16 mag 2018 14:25
...parecchi posti vuoti :shock: , boh...
Ovviamente non li ho contati, ma ho avuto la netta impressione che sabato, pomeriggio e sera, i posti vuoti fossero nettamente meno che giovedí, giorno al quale si riferisce la recensione. Proprio per questo sono convinto che comprimere in pochi o pochissimi giorni le poche recite d'un titolo, come avviene non solo al San Carlo, finisca per penalizzare un po' tutti.

La soluzione la indicano, secondo me, le esperienze degli altri: i cast basati prevalentemente su risorse interne consentono di mantenere i titoli presenti per mesi e anche di giostrarne due o tre insieme, il che, se gli spettacoli sono di qualità adeguata, aumenta gl'incassi senza fare lievitare i costi, come invece avverrebbe da noi, dove esaurire le recite in pochi giorni ha certamente un costo per gli artisti ospiti (cioè praticamente per tutto il cast) minore che quello che s'avrebbe distribuendole una o due per settimana.
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Re: 'Il cappello di paglia di Firenze' al San Carlo

Messaggio da Tosca » 16 mag 2018 20:16

Tre Cappelli in due giorni! ...e alla fine ero contentissima!
Condivido la precisa recensione di Bruno e le attente osservazioni di Vittorio: le loro sensazioni sono state le mie.
Vorrei sottolineare il piacevolissimo Beaupertuis di Matteo D'Apolito: "Un sospetto repente si desta in me" è stato interpretato in modo introspettivo, dolente e la scena che ne è uscita poteva rimandare alla triste ironia del Don Pasquale.
Il Cappello è un'opera che mi garba in modo particolare e mi ritengo fortunata di averne viste tre produzioni, tutte notevoli: la prima, nel 2007 a Genova, diretta da Bartoletti, un ottimo cast e Michieletto regista, la seconda a Firenze nel 2011 con l'azzeccatissimo allestimento di Cigni (regia) e Cutùli (scene e costumi) e poi questa ...!
Delle recite viste la migliore mi è parsa quella del sabato pomeriggio, con il "primo cast" in forma splendida, con Valerio Galli ispirato più che mai e con il pubblico divertito e partecipe.

Posso dire, infine, che Napoli mi si è stampata nel cuore a lettere di fuoco?
Non riesco a smettere di pensare alle sensazioni provate, alla gioia mista a commozione che mi ha afferrato tante volte, alla vita che pulsa incessantemente come un fiume di fuoco sotto i piedi. I miei bisnonni erano ischitani e credo che ci sia un forte richiamo del sangue ... e, insomma: voglia 'e turnà dint'e vicoli e sta città ...
:comm

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Fatta dalla seconda galleria, sotto il cielo di questo bellissimo teatro!
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Re: 'Il cappello di paglia di Firenze' al San Carlo

Messaggio da massenetiana » 16 mag 2018 21:05

No Teresa De Sio no, con tutto il rispetto... :lol:
È più bella questa: "Vurrìa turnà addu te, pe' n'ora sola, Napule mia..." (canzone che da 60 anni fa parte del repertorio da me tanto amato).
Sì, in effetti Napoli è troppo bella... viva la città, la sua arte e la sua cultura!!!!! :love: :love:
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Re: 'Il cappello di paglia di Firenze' al San Carlo

Messaggio da fabiopappa » 16 mag 2018 21:56

Il San Carlo è bellissimo e dall'acustica eccellente. Quest'anno tra le grandi direzioni di Valcuha e titoli quali la Fanciulla del West, Lady Macbeth del distretto di Mtsensk e ora questo Cappello di Paglia è stata una gran bella stagione. Se si continuerà così, credo che anche il pubblico, spesso non numeroso, come capita anche a Firenze, Torino a volte anche a Milano, aumenterà.

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Re: 'Il cappello di paglia di Firenze' al San Carlo

Messaggio da b13ne » 17 mag 2018 00:33

fabiopappa ha scritto:
16 mag 2018 21:56
Se si continuerà così, credo che anche il pubblico, spesso non numeroso, come capita anche a Firenze, Torino a volte anche a Milano, aumenterà.
Lo speriamo tutti, ma oltre alla sempre auspicabile migliore politica dei prezzi, bisogna anche facilitare le cose. Io trovo particolarmente deleteria, anche dal punto di vista della gestione artistico-musicale, la nuova abitudine di compattare tutte le repliche in pochissimi giorni (come ha ben detto Mascherpa), addirittura con due esecuzioni una dopo l'altra in poche ore, lo si era fatto già per il Mosè in Egitto.
Ma così il margine di scelta per chi volesse venire da fuori così è veramente ristretto. Meglio, come era sempre stato, distribuire le repliche in sette-otto giorni, cosa che oltretutto non obbligherebbe a disporre per forza di due cast.
Vedete i garofani?

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Re: 'Il cappello di paglia di Firenze' al San Carlo

Messaggio da massenetiana » 17 mag 2018 03:40

Sono d'accordo con tutti voi, in effetti c'è una discrepanza notevole fra il Cappello che è stato rappresentato in quattro giorni (come avviene al Verdi di Salerno in cui i giorni delle recite sono quasi sempre venerdì - domenica - martedì, ed è già migliore come organizzazione) e la Traviata che torna domenica per un mese... il problema non sono le diciannove recite - siccome servono a riempire le casse del teatro per me potevano essere anche trenta, per una durata, di conseguenza, superiore ad un mese - ma la programmazione dei periodi di rappresentazione... la soluzione migliore sarebbe stata, anche per me, dedicare qualche giorno in più al Cappello, terminando, così, domani o venerdì e poi iniziare magari intorno al 25 con la Traviata per terminare intorno al 25 giugno... correggere questi lievi errori di organizzazione non puó essere che un bene per Napoli ed il suo splendido teatro.
Per quanto riguarda la prossima stagione, spero vivamente, in particolare, che torni il Werther, mi manca tanto.
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