Dimissioni Walter Vergnano Torino

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mario
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Re: Dimissioni Walter Vergnano Torino

Messaggio da mario » 16 mag 2018 08:19

Madama ha scritto:
15 mag 2018 23:35
E se ci fosse spazio per tutto? Per le sperimentazioni e interpretazioni moderne e per gli allestimenti tradizionali di opere note?
Perchè unaTraviata classica ben cantata è così negativa? Qualche opera tra le più famose, di un vecchio e apprezzato allestimento che fa piacere comunque vedere e che riempie il nostro cuore e le casse del teatro, non mi sembra una cattiva idea. Si possono alternare a opere meno note o a registi di avanguardia con nuovi allestimenti.
Io, dopo boheme tra tossici di periferia e impalcature metalliche, qualche crinolina la apprezzo.
Quest'anno bellissimo l'Orfeo di Monteverdi ed il Tristano e Isotta, ed in estate la solita classica trilogia dapontiana. Ed è vero che un teatro che soffoca di debiti ci guadagna con i vecchi allestimenti.
Se riuscisse a fare un'alternanza sarebbe ottimale.
Ma forse non ho capito il punto...
Scusa, ma non capisco il tuo intervento. Quello che tu dici che apprezzi (bellissimo Orfeo di Monteverdi, Tristano, la classica trilogia dapontiana) sono frutto della gestione Vergnano, che è quella criticata e di cui si preannuncia il superamento. E se ci fosse spazio per tutto dici? Nella gestione Vergnano mi sembra ci fosse spazio per tutto, in questa dubito. Anch'io qualche crinolina l'apprezzo, ma se devo interpretare le dichiarazioni, vedremo solo crinoline.



Cossottiano
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Re: Dimissioni Walter Vergnano Torino

Messaggio da Cossottiano » 16 mag 2018 09:00

Madama ha scritto:
15 mag 2018 23:35
E se ci fosse spazio per tutto? Per le sperimentazioni e interpretazioni moderne e per gli allestimenti tradizionali di opere note?
Perchè unaTraviata classica ben cantata è così negativa? Qualche opera tra le più famose, di un vecchio e apprezzato allestimento che fa piacere comunque vedere e che riempie il nostro cuore e le casse del teatro, non mi sembra una cattiva idea. Si possono alternare a opere meno note o a registi di avanguardia con nuovi allestimenti.
Io, dopo boheme tra tossici di periferia e impalcature metalliche, qualche crinolina la apprezzo.
Quest'anno bellissimo l'Orfeo di Monteverdi ed il Tristano e Isotta, ed in estate la solita classica trilogia dapontiana. Ed è vero che un teatro che soffoca di debiti ci guadagna con i vecchi allestimenti.
Se riuscisse a fare un'alternanza sarebbe ottimale.
Ma forse non ho capito il punto...
Anche in questo caso, una piccola precisazione da torinese che ha amato l'intelligente gestione Vergnano: bene fare cassa creando un repertorio con la trilogia mozartiana, ma mi chiedo quanti concittadini torneranno a vedere per l'ennesima volta il Don Giovanni con la non-regia di Michele Placido e il Così con la regia di Scola. Vi prego, basta: tre Don Giovanni di Placido (ci andrò per le voci, quest'anno Gatell sarà don Ottavio) sono ridicoli. Ci sarà piuttosto da chiedersi se i progetti inaugurati gli scorsi anni (Janacek-Carsen; Strauss-Carsen; opera barocca) proseguiranno con la nuova gestione... Non è questione di crinoline o tossici, è questione di lungimiranza.
In furore hai tu cangiato / un amor ch'egual non ha!

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massenetiana
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Re: Dimissioni Walter Vergnano Torino

Messaggio da massenetiana » 16 mag 2018 16:35

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Madama
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Re: Dimissioni Walter Vergnano Torino

Messaggio da Madama » 17 mag 2018 09:23

Temo abbiate ragione voi. Sono stata troppo ottimista nell'interpretare le prime dichiarazioni.
Da Repubblica di oggi:

"Il problema? Evitare fra un anno di scoprire un altro rosso da circa 2 milioni. Bisogna quindi ridurre le spese, aumentare gli incassi e incrementare le sponsorizzazioni: i tre pilastri del piano emergenza di Graziosi. Sarà un cartellone 2018- 2019 più “ pop”. Dovrebbero saltare le prime due opere - care all’ormai ex direttore musicale Ganadrea Noseda - in programma in apertura: la prima è Siberia di Umberto Giordano. Un’opera insolita, una vera rarità. Ecco, troppo rara. Meglio inserire un Trovatore oppure una Traviata di Verdi, che potrebbe essere quella degli Specchi di Brockhaus, su cui il sovrintendente conferma che non ci sono problemi nonostante le polemiche emerse in passato, e incrementare le repliche, da cinque a dieci. I vantaggi? Un’opera di repertorio che attira il grande pubblico, riempie la sala, fa salire gli incassi, abbassando le spese di produzione. Stessa cosa per la seconda opera prevista, la Jen?fa di Leoš Janá?ek, e per il Wozzeck di Alan Berg, nel corso della stagione, per la regia di Mario Martone. Probabile che verranno sostituite con un altro Verdi e un Donizetti."

Aiuto.
Pero' qualche crinolina la vedrò volentieri...
Carla

Madama
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Re: Dimissioni Walter Vergnano Torino

Messaggio da Madama » 17 mag 2018 09:36

Cossottiano ha scritto:
16 mag 2018 09:00

Anche in questo caso, una piccola precisazione da torinese che ha amato l'intelligente gestione Vergnano: bene fare cassa creando un repertorio con la trilogia mozartiana, ma mi chiedo quanti concittadini torneranno a vedere per l'ennesima volta il Don Giovanni con la non-regia di Michele Placido e il Così con la regia di Scola. Vi prego, basta: tre Don Giovanni di Placido (ci andrò per le voci, quest'anno Gatell sarà don Ottavio) sono ridicoli. Ci sarà piuttosto da chiedersi se i progetti inaugurati gli scorsi anni (Janacek-Carsen; Strauss-Carsen; opera barocca) proseguiranno con la nuova gestione... Non è questione di crinoline o tossici, è questione di lungimiranza.

I Torinesi ci andranno eccome, conoscendo i miei concittadini. Credo che dal punto di vista dei biglietti sarà premiato, come per certi programmi televisivi non di qualità che fanno audience e raggranellano soldi di pubblicità. Su tutto il resto invece temo tu abbia ragione: si perderà in qualità, innovazione, visione.
Il fatto di incamerare un po' di introiti non è negativo, ma l'alternanza sarebbe auspicabile: dalle dichiarazioni saranno SOLO crinoline.
Mi perdo Gatell purtroppo, saro' in viaggio! Mi piace molto.
Buona giornata
Carla

Madama
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Re: Dimissioni Walter Vergnano Torino

Messaggio da Madama » 17 mag 2018 09:42

Vi copio questo da Repubblica di oggi, che penso sia il vostro pensiero, condivisibile.
Il titolo è esemplificativo.

UNA CACCIA AL SOLD OUT CULTURALMENTE INGIURIOSA
Angelo Foletto
È troppo presto, e sarebbe impietoso, dare i voti alla nuova sovrintendenza dopo una settimana dall’insediamento ufficiale. Ma qualche pensiero si può fare, al di là delle tortuosità procedurali e amministrative che a sorpresa hanno inzaccherato in zona Cesarini il lodato ventennio di Walter Vergnano. Facendo capire quanto armata fosse la pax che con l’arrivo di Gaston Fournier-Facio ( a proposito, la sua presenza artistica era un’altra ragione di continuità, oltre alla giusta promozione di Alessandro Galoppini, che il nuovo sovrintendente forse avrebbe potuto mettere a frutto) era stata siglata tra Vergnano e il direttore musicale Gianandrea Noseda. Che quella di William Graziosi sia stata una nomina politica, e non condivisa dai consiglieri, lo dicono i numeri dei votanti.
Qualcuno addirittura ha visto una singolare convergenza di assensi e astensioni, nella giornata che per la politica nazionale pareva
Di certo Graziosi non ha trovato un tappeto rosso arrivando a Torino. Ma una sterzata “artistica” come quella che ieri pare aver dato come inevitabile al Consiglio d’indirizzo, in contraddizione con il comunicato ufficiale cui si annuncia «un progetto triennale che, garantendo l’alta qualità artistica, sia economicamente sostenibile», non convince.
Intanto è culturalmente ingiurioso proporre come «economicamente sostenibile» la sostituzione di due titoli preziosi e caratterizzanti come Siberia di Giordano e Wozzeck di Berg (e forse non solo loro) con opere di Verdi e Donizetti.
Quasi che questi autori “popolari” siano solo un salvacondotto garantito per i sold-out. E come se non fosse molto più difficile, proprio perché partiture note e di repertorio, su cui il pubblico quindi non fa sconti, avere «l’alta qualità artistica» richiesta per avere la sala piena senza costi altrettanto alti.
Anche l’idea che Giordano e Berg non siano abbastanza attrattivi è debole. L’altra sera all’Opera di Roma, l’ultima recita di Billy Budd di Britten (opera che i torinesi conoscono bene e meno eseguita di Wozzeck) era esaurita come per un Trovatore.
E di ciò è sicuramente informato il neo-sovrintendente che proprio proponendo rarità spesso assolute, gli inediti o le edizioni rare di Spontini e Pergolesi, ha reso importante il programma festivaliero di Jesi. Poi esiste una questione morale e civile nei confronti della città.
Il Teatro Regio, accelerando ancor più la strategia negli ultimi anni, aveva assunto un ruolo di capofila di cartelloni monografici parafestivalieri (Vivaldi, Casella, Strauss) assumendosi un impegno come centro di divulgazione musicale propositivo.
Dimostrando che un teatro importante gli spettatori non li solletica (soltanto) facendo le solite opere, ma li stana con articolazioni artistiche che rendano anche le opere meno scontate irrinunciabili. A condizione che siano inquadrate in progetti che si ricaricano reciprocamente di interesse: rendendo eccitante la circolazione delle idee, tenendo viva la collaborazione tra le istituzioni cittadine e affezionando il pubblico.
D’accordo che occorrono azioni di emergenza ma sbocconcellare questo capitale di credibilità e maturità, senza peraltro essere certi che la manovra “artistica” avrà effetti certi in borderò, non pare una bella mossa per iniziare.

Buona giornata
Carla

Cossottiano
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Re: Dimissioni Walter Vergnano Torino

Messaggio da Cossottiano » 17 mag 2018 09:55

Senza parole. Non solo perché l'alternanza è sacrosanta, ma soprattutto perché così facendo si fa passare l'idea che Verdi e Donizetti siano i facili della compagnia, e vengono usati, letteralmente usati, per fare cassa solleticando gli istinti di quegli spettatori che CREDONO di conoscere Traviata 'perchè tutti conosciamo il brindisi', e quindi non vogliono impegnarsi per conoscere nuovi autori. Ma nemmeno impegnarsi per conoscere VERAMENTE Traviata. Insomma, sarà una Traviata in crinoline che non disturbi e non faccia pensare nessuno, o un Tovatore con spade, spadoni e corazze? è questo che mi irrita.
Attendo con ansia la presentazione della stagione per vedere se verrà mantenuto il 'progetto Strauss-Carsen', 'progetto opera barocca' e 'progetto Janacek-Carsen' (che poi anche lì: per inserire Strauss in un cartellone bisogna creare un progetto- parola orrenda! - apposito? cos'è, una operazione di recupero?); se verranno tolti, sarà semplicemente scandaloso.
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Re: Dimissioni Walter Vergnano Torino

Messaggio da fradiavolo_rOBERTO CONTE » 18 mag 2018 01:04

Il Regio di Torino era diventato con una crescita costante una delle più interessanti istituzioni liriche nazionali, guadagnandosi credibilità e un "nome" di rispetto anche internazionale.
Il nuovo corso che si prospetta rischia di ripiombarlo in un provincialismo che, se premierà, forse, il botteghino, potrebbe allontanare gli sponsor, con un danno maggiore del beneficio.
Una sponsorizzazione di qualità penso sia più gratificante (e remunerativa), rispetto ad una in cui il nome dello sponsor venga visto da qualche migliaio di spettatori in più, ma che abbia poi minor eco mass-mediatico per la qualità proposta.
Viva le femmine,
viva il buon vino,.
sostegno e gloria d'umanità

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