Da Salisburgo: opere e altro

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mascherpa
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Re: Da Salisburgo: opere e altro

Messaggio da mascherpa » 05 set 2019 12:42

Tosca ha scritto:
05 set 2019 09:52
...dalla vicina Svizzera arrivano personaggi che hanno stampata in faccia la potenza e la ricchezza
Anche qualche cafone da surclassare qualsiasi Italiano e persino molti Russi, però...


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Ruan Ji
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Re: Da Salisburgo: opere e altro

Messaggio da Ruan Ji » 11 set 2019 03:21

Die Presse tira le somme sull’edizione del Festival 2019:
-budget totale di 61,7 milioni di euro
-vendita biglietti per 31,2 milioni di euro
-231,275 presenze
-97% di biglietti venduti
-43 giorni con 42 appuntamenti d’opera, 81 concerti e 55 recite di prosa
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mascherpa
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Re: Da Salisburgo: opere e altro

Messaggio da mascherpa » 11 set 2019 05:36

Ruan Ji ha scritto:
11 set 2019 03:21
Die Presse tira le somme sull’edizione del Festival 2019...
Ai dati di botteghino e di palcoscenico talvolta si trovano aggiunti, specie sulle »Salzburger Nachrichten«, quelli relativi ai contributi pubblici (città, Land e governo centrale) e soprattutto quello, molto significativo, dell'aumento del gettito fiscale prodotto dalle attività indotte dai Festspiele, che tradizionalmente supera(va) di qualche punto percentuale quello dei contributi.

Che per le amministrazioni pubbliche austriache la musica sia un provento, non un onere fastidioso da gestire con commenti idioti e favoritismi da retrobottega, lo sentii dichiarare nell'ottobre dell'anno scorso anche da una signora arrivata da Vienna, allora ministro centrale dell'economia, durante la cerimonia d'apertura del Haus der Musik di Innsbruck. Tra i vantaggi, per molti anche se, si capisce, non proprio per tutti, d'un sistema fiscale che funzioni decentemente, c'è anche quindi questo. Noi invece abbiamo introdotto, primi nella Comunità Europea —in cambio, si dice, di qualche impegno non assolto— l'obbligo della fastidiosa fatturazione "elettronica" per beni e servizi scambiati tra soggetti titolari di partita Iva (ennesima bonanza per fiscalisti e un rigoglioso sottobosco di software houses). Ma stiamo scoprendo, cosa prevista anche da Pierino, che nel 2019 i dati sull'evasione IVA sono in faustissima espansione...
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Re: Da Salisburgo: opere e altro

Messaggio da Ruan Ji » 11 set 2019 06:59

Che poi leggevo (oddio, se si può definire “lettura” il mio balbuziente torturare frasi in tedesco di cui riconosco due parole e ne salto tre.. :? ) comunque “leggevo” su un librone acquistato in aeroporto a Vienna, edito dalle Salzburger Nachrichten e dedicato al centenario del festival, che un turista spende in media 320 euro al giorno durante i suoi giorni di visita al festival. E se ho capito giusto, tale cifra non comprenderebbe la spesa per i biglietti degli spettacoli.
Se ciò fosse vero, io contribuirei enormemente ad abbassare questa media, visto che una mia giornata tipo festivaliera incide circa per la metà di quell’importo, arrivando massimo ai due terzi in serate particolarmente alcoliche :oops: . La situazione non cambia di molto anche includendovi gli economicissimi biglietti che solitamente acquisto. Questo però al netto degli spostamenti, dove ho contribuito alacremente a rifocillare i bilanci sia in arrivo sia in partenza di ÖBB e di Austrian Airlines.
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Re: Da Salisburgo: opere e altro

Messaggio da mascherpa » 15 set 2019 07:26

Ruan Ji ha scritto:
11 set 2019 06:59
...un turista spende in media 320 euro al giorno durante i suoi giorni di visita al festival. E se ho capito giusto, tale cifra non comprenderebbe la spesa per i biglietti degli spettacoli.
Senza dubbio non la comprende.
Pro capite, come spese di soggiorno propriamente dette (alloggio, vitto, parcheggi, autobus) sono nettamente al di sotto della metà, ma, avendo avuto la fortuna di conoscerlo nel 1989 per lavoro, d'estate vado sempre in un albergo non caro fuori Salisburgo, a metà giornata, dopo un Frühstück fastoso, mangio raramente (pur rifacendomi molto bene dopo gli spettacoli: annovero infatti i dietologi tra i piú infidi e balordi esponenti dell'arte medica...), e da tempo non ho l'abitudine di consumare alle buvette dei teatri, che cominciai a perdere ancora in Italia per la strabiliante sgradevolezza media degli addetti: a Salisburgo non è di certo cosí, ma i prezzi fanno immediatamente pensare a Marcantonio Bragadin — poco costosi sono, per contro, i programmi di sala).

Ho invece senza dubbio sforato di brutto la cifra indicata ogni volta che sono entrati in ballo oggetti (libri, dischi, superficie figurate da incorniciare, cadeaux per l'Opus 98 al potere, oggetti d'uso domestico, capi di vestiario) non attinenti in sé all'attività di spettatore, ma evidentemente generatori di lauti incassi per qualche commerciante salisburghese. Reputo quindi che i 320 € del tuo testo siano del tutto realistici e coerenti con l'affermazione del mio, che i finanziamenti pubblici alle attività musicali del Festival si ripagano piú che totalmente (purché sussista, ripeto, l'ipotesi di corretto funzionamento del fisco dipendente a sua volta da quella di sensatezza di leggi e regolamenti che lo riguardano).
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