Pereira c'è

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Eusebius
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Re: Pereira c'è

Messaggio da Eusebius » 16 mar 2019 10:43

La mia opinione è che una delle cause dello spopolamento siano i prezzi troppo alti. A Monaco, che è una delle città più ricche d'Europa, si possono trovare biglietti di platea che costano circa un terzo rispetto a quelli della Scala. Non è un caso che i posti di galleria (che per molti sono gli unici economicamente abbordabili) da quel che ho visto nella mia esperienza siano quasi sempre esauriti.
I finanziamenti, pubblici o privati che siano, dovrebbero anche servire per poter abbassare i prezzi, e quindi per rendere più invitante una serata all'opera anche per chi non è un acceso appassionato.



fraaaa
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Re: Pereira c'è

Messaggio da fraaaa » 16 mar 2019 11:48

Esatto.
Aumento recite piu'aumento prezzi.
Un posto in platea nel 2008 era di 170 eur piu prevendita. Pian piano, un poco Lissner e molto Pereira, si e'arrivati sino ai 250 eur piu'prevendita delle opere piu'care in base alla diversificazione dei prezzi. Che %di rincaro e'? Non e'un filo oltre al tasso di inflazione? O prima i 170eur eran regalati? Il motivo credo stia in questo. Piu'recite, piu' cari i biglietti.

Dr.Malatesta
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Re: Pereira c'è

Messaggio da Dr.Malatesta » 16 mar 2019 12:10

I biglietti della Scala sono cari certo, ma non più cari rispetto alla ROH ad esempio (dove il prezzo più alto è sulle 290 £ eppure c'è quasi sempre il "tutto esaurito"). Il problema è che negli altri teatri vi è una politica di differenziazione di costi molto più sensata e basata sulla visibilità, sulla vicinanza o meno al palco, sulla posizione centrale o defilata, sul titolo proposto, sul cast e sulla replica. A Milano - perché fa più chic - la platea ha tutta lo stesso costo e i palchi idem a prescindere dove sono posizionati (i posti dietro in palco sono un po' più economici, ma non si vede nulla e non si sente bene). Inoltre gli altri teatri sono tutti aperti a tutto il pubblico, alla Scala chi è in galleria non può scendere nel foyer e deve pure entrare dall'ingresso di servizio. La realtà è che si dovrebbe cambiare radicalmente la politica dei prezzi e gestire il teatro con meno snobismo. La Scala è gestita come un museo che apre solo durante gli spettacoli.
Matteo

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albertoemme
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Re: Pereira c'è

Messaggio da albertoemme » 16 mar 2019 17:48

i prezzi di platea e palchi sono quelli di Londra ma evidentemente Milano non se li può più permettere. Tante attività: dal commercialista all’avvocato; dall’otorinolatingoiatra al veterinario; dal pasticcere al parrucchiere sono diventate molto selettive e anche chi può dirsi averne una bene avviata deve fare i conti con margini di profitto, una volta pagate le tasse, molto ridimensionati. Chi a Milano viveva con il patrimonio immobiliare ereditato ha subito la sua perdita di valore. Proverei con i 15 milioni degli arabi ad abbassare a 180 euro il costo della platea e a verificare se i vuoti che si riscontrano dall’apertura dell’expo 2015 non dipendono anche da altre cause.-

fracapi
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Re: Pereira c'è

Messaggio da fracapi » 16 mar 2019 18:16

Dr.Malatesta ha scritto:
16 mar 2019 12:10
I biglietti della Scala sono cari certo, ma non più cari rispetto alla ROH ad esempio (dove il prezzo più alto è sulle 290 £ eppure c'è quasi sempre il "tutto esaurito"). Il problema è che negli altri teatri vi è una politica di differenziazione di costi molto più sensata e basata sulla visibilità, sulla vicinanza o meno al palco, sulla posizione centrale o defilata, sul titolo proposto, sul cast e sulla replica. A Milano - perché fa più chic - la platea ha tutta lo stesso costo e i palchi idem a prescindere dove sono posizionati (i posti dietro in palco sono un po' più economici, ma non si vede nulla e non si sente bene). Inoltre gli altri teatri sono tutti aperti a tutto il pubblico, alla Scala chi è in galleria non può scendere nel foyer e deve pure entrare dall'ingresso di servizio. La realtà è che si dovrebbe cambiare radicalmente la politica dei prezzi e gestire il teatro con meno snobismo. La Scala è gestita come un museo che apre solo durante gli spettacoli.
il discorso e' ben fatto ,ma non mi convince . Il RHO e' un teatro di una citta' di piu' di 10 milioni contro piu' o meno 1 -2 a secondo dei punti di vista , con un arrivo giornaliero di turisti , viaggiatori , uomini d'affari di almeno 20 volte Milano . La Lombardia ha 12 citta ( meglio dire cittadine ) 8 fanno una stagione lirca ,in tutta in Inghilterra : Liverpool niente , Manchester e Leeds sono associate per proporre 7 opere altrettanto lo sono Southampton e Plymouth , niente a Brighton ecc. Senza continuare ,la noisa rassegna il tutto e' nei numeri che non mentono mai. In italia c'e' tanta opera. e se togliamo la Scala e qualche potrona in platea in qualche teatro tipo quello piu' bello del mondo a Napoli ,i posti a buon prezzo. Sai perche' pur vedendo tante cose che non vanno non mi lamento dell'Italia ? perche', mio malgrado , ho dovuto viaggiare molto e toccare con mano le realta di tanti paesi che qui vengono considerati quasi un paradiso ... non e' cosi . Esempio sono da poco ritornato dall'Inghilterra , dopo le fanfaronate che hanno fatto credendosi ancora un'impero potente .. attualmente hanno realizzato che non se li fila nessuno e se la stanno facendo LETTERALMENTE addoso. :D

otorino
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Re: Pereira c'è

Messaggio da otorino » 16 mar 2019 20:21

concordo su londra: il bacino di utenza è diverso. 10 milioni di abitanti, un PIL medio che è 6 volte quello europeo, in media 400000 turisti al giorno .....

i prezzi della scala sono troppo alti per milano , e gli abbonati stanno morendo ,,,,

ZetaZeta
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Re: Pereira c'è

Messaggio da ZetaZeta » 16 mar 2019 21:51

fracapi ha scritto:
16 mar 2019 18:16
il discorso e' ben fatto ,ma non mi convince . Il RHO e' un teatro di una citta' di piu' di 10 milioni contro piu' o meno 1 -2 a secondo dei punti di vista , con un arrivo giornaliero di turisti , viaggiatori , uomini d'affari di almeno 20 volte Milano . La Lombardia ha 12 citta ( meglio dire cittadine ) 8 fanno una stagione lirca ,in tutta in Inghilterra : Liverpool niente , Manchester e Leeds sono associate per proporre 7 opere altrettanto lo sono Southampton e Plymouth , niente a Brighton ecc. Senza continuare ,la noisa rassegna il tutto e' nei numeri che non mentono mai. In italia c'e' tanta opera. e se togliamo la Scala e qualche potrona in platea in qualche teatro tipo quello piu' bello del mondo a Napoli ,i posti a buon prezzo. Sai perche' pur vedendo tante cose che non vanno non mi lamento dell'Italia ? perche', mio malgrado , ho dovuto viaggiare molto e toccare con mano le realta di tanti paesi che qui vengono considerati quasi un paradiso ... non e' cosi .
E' vero. Spesso ci lamentiamo delle programmazioni - io per primo, sia chiaro - dei nostri teatri e di come sono gestiti, dimenticandoci che da noi esiste ancora, bene o male, una rete di enti lirici e teatri di tradizione di tutto rispetto, eccetto poche regioni come Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. Non so quanti paesi possano vantare una rete paragonabile alla nostra.
Motivo in più per rivedere la politica dei prezzi dei teatri più cari senza per questo svendere la cultura.

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mascherpa
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Re: Pereira c'è

Messaggio da mascherpa » 17 mar 2019 10:47

Eusebius ha scritto:
16 mar 2019 10:43
A Monaco, che è una delle città più ricche d'Europa, si possono trovare biglietti di platea che costano circa un terzo rispetto a quelli della Scala.
Lo stesso vale per Amsterdam, altra nota città di poveracci (basta vedere i cartellini dei prezzi nelle vetrine degli anitiquari in Spiegelstraat...).

Interessato a Fin de partie, a Milano per vederla dalla platea in due mi ci sarebbero voluti 360 € (rendo merito al tentativo d'attrarre qualcuno riducendo il costo rispetto agli spettatacoli "soliti", per i quali ne occorrerebbero 504). Ad Amsterdam, alla prima locale di mercoledì 6 u.s., mi sono bastati 100 € per due posti centrali di seconda fila. A parte l'orchestra, quella ottima (e soprattutto molto motivata!) della Radio olandese, della quale è direttore stabile il Markus Stenz già sul podio a Milano, tutti gli altri interpreti erano gli stessi. Interpreti che, non si sa come, ad Amsterdam hanno fatto benissimo, laddove a Milano, perlomeno a voler prestar fede a quel che quasi tutti hanno scritto in questo sito, sarebbero stati nefandi.

I 260 € rispamiati sono stati sufficienti a pagare per due persone il viaggio, l'albergo e anche i biglietti (questi sì carucci: 19 € l'uno...) per uno degl'importanti musei di Amsterdam. Ma, ripeto, stiamo parlando d'una città di poveracci.
ZetaZeta ha scritto:
16 mar 2019 21:51
Non so quanti paesi possano vantare una rete [d'istituzioni liriche] paragonabile alla nostra.
Hai tutte le ragioni di dirlo, perché i teatri lirici "provinciali" dell'Austria e della Germania (Paesi, lo sappiamo tutti, con problemi generali non più facili dei nostri) sono del tutto imparagonabili alla nostra "rete" per ricchezza e varietà di programmazione, per qualità delle orchestre, per comodità dei posti, per impegno e spesso per qualità dei cantanti, per numero di repliche e distribuzione del calendario, per "fidelizzazione" dello spettatore e, manco a dirlo, per i prezzi dei biglietti (ne è dimostrazione che quasi sempre sono venduti prima i posti "cari", cioè da 50-60 €, e si trovano liberi anche all'ultimo momento quelli da 15-25 €). Non è d'altra parte vero che in tutte le quattro regioni italiane da te elencate non funzionino teatri di tradizione.

Esempi di "fidelizzazione": quale teatro italiano ti fa scattare in automatico uno sconto del 10% per ogni biglietto oltre il quarto acquistato nel corso d'una stagione? quale manager teatrale nostrano è così "intelligente" da offrire nel ridotto un buffet dopo ogni "prima", occasione di ringraziamenti e incontri tra pubblico e artisti, ripagando (io credo) le poche centinaia di Euro necessarie per il cibo con gli abbondanti incassi per le bevande, anche se vendute a prezzi sempre ragionevoli, dal mezzo litro di birra alla bottiglia di champagne?

Insomma, non facciamoci illusioni: da noi non è più questione di non "svendere la cultura", ma semplicemente di ricostruirla dalle fondamenta. Discutere su chi e perché sia riuscito a distruggerla in pochi decenni, porterebbe ad accanimenti politici qui del tutto fuor di luogo, ma il fatto in sé resta innegabile.

Improprio trovo poi continuare a chiamare "enti lirici" le nostre malemerite fondazioni di diritto privato, proposte e di fatto imposte da uno dei più rigorosamente stolidi sovrintendenti degli anni Ottanta e Novanta: a mio parere strumento essenziale (sia le fondazioni, sia egli in prima persona..) nella perpetrata e intenzionale "distruzione della ragione" in salsa nostrana. Gestiti da fondazioni di diritto privato come tutti gli ex "enti autonomi", sono ormai infatti la quasi totalità dei cosiddetti "teatri di tradizione".

Un caro saluto da Klagenfurt, dove iersera siamo tornati a risentire e rivedere uno splendido Pelléas et Mèlisande, e donde tra poco ci rechiamo a Graz per la pomeridiana del Re Ruggero, a cui ci ha attirato la recensione che a suo tempo abbiamo letto in HP (perché, ripeto, l'organizzazione teatrale di queste parti, con "produzioni" che stanno in cartellone mediamente un paio di mesi anche nelle città "di provincia", permette di vederle o rivederle facilmente dopo averne valutato notizia o avuto contezza). E appuntamento, domenica prossima, alla replica popolare della Kovàncina!
Der Weg der neuern Bildung geht
von Humanität
durch Nationalität
zur Bestialität

(F. Grillparzer, aprile 1849)

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τί μοι σὺν δούλοισιν;

fraaaa
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Re: Pereira c'è

Messaggio da fraaaa » 17 mar 2019 14:18

Top. Pure un bel puttan tour nella red zone con il risparmio da Scala?

Ormai do'per quasi sicuro carlo fuortes / daniele gatti in arrivo. Mi spiacerebbe per Sciur Pereira. Meno per chailly

ZetaZeta
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Re: Pereira c'è

Messaggio da ZetaZeta » 17 mar 2019 21:24

Mah caro Mascherpa, che la Germania e l'Austria abbiano problemi generali non più facili dei nostri, soprattutto a livello di finanza pubblica statale e regionale, mi pare un'affermazione un tantinello azzardata. Loro i soldi li hanno e li spendono meglio di noi.
mascherpa ha scritto:
17 mar 2019 10:47
Insomma, non facciamoci illusioni: da noi non è più questione di non "svendere la cultura", ma semplicemente di ricostruirla dalle fondamenta. Discutere su chi e perché sia riuscito a distruggerla in pochi decenni, porterebbe ad accanimenti politici qui del tutto fuor di luogo, ma il fatto in sé resta innegabile.
Proprio per quello che scrivi tu, ovvero la trasformazione di quelli che io chiamo ancora "enti" lirici, perché nei fatti dipendono ancora dal FUS (tranne rare eccezioni), c'è da stupirsi che non sia stato desertificato tutto, anche se la decadenza è certa. Però la decadenza non inizia con la trasformazione, ma con certi contratti integrativi e certe spese fuori contesto che hanno indebolito il sistema anche prima.
Sulla politica dei prezzi sono perfettamente d'accordo: il mio riferimento sulla svendita della cultura è ai famosi biglietti a 1 euro per i giovani, che è un costo talmente basso da far apparire la cultura roba da poco.
Ultima modifica di ZetaZeta il 18 mar 2019 07:23, modificato 1 volta in totale.

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