7 Dicembre 2018 - Attila

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daphnis
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da daphnis » 05 dic 2018 13:11

"Stavo giusto guardando un video con le interviste ai "giovani" della primina: che spettacolo imbarazzante e fastidioso".

Concordo. Desolanti. Piccoli milanoti crescono. Uguali ai precedenti.
Spero, e voglio credere, ci siano altri giovani diversi da questa "campionatura" presente alla Scala


marco vizzardelli



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karalis
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da karalis » 05 dic 2018 16:09

pbialetti ha scritto:
05 dic 2018 13:00
Io però amo quest'opera, forse perché nella mia memoria di spettatore l'interpretazione di Ramey alla Scala è rimasta un momento indelebile e sono cose che ti fanno amare poi l'intera opera...
io ricorderei anche una bella edizione fiorentina del 1972 diretta da Muti con Ghiaurov Gencer e soprattutto il Foresto di Veriano Luchetti.

daphnis
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da daphnis » 05 dic 2018 17:22

Nelle mie orecchie la splendida direzione di Michele Mariotti l'anno passato a Bologna


marco vizzardelli

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UltrasFolgoreVerano
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 05 dic 2018 21:04

marco_ ha scritto:
04 dic 2018 22:03
UltrasFolgoreVerano ha scritto:
04 dic 2018 18:05
Sto ascoltando diverse edizioni dell'Attila. C'è niente da fare, è un'opera che non m'intriga, nonostante abbia diversi momenti belli.
Se non la conoscessi ti consiglio la registrazione dal vivo a Vienna nel ‘80, con Sinopoli, Ghiaurov, Cappuccilli e la Zampieri. Per me è stata rivelatrice.
Quella e' vero ed e' fantastica!!! Sentita proprio ieri tramite l'app Qobuz.

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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 05 dic 2018 21:06

Dr.Malatesta ha scritto:
04 dic 2018 23:26
massenetiana ha scritto:
04 dic 2018 22:09
L'Attila scaligero con Ramey vi piace?
STREPITOSO!
Per me il live di Sinopoli lo sorpassa, almeno a livello di direzione d'orchestra, cosi' come Sinopoli sorpassa alla grande pure il Macbeth di Abbado.

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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 05 dic 2018 21:10

pbialetti ha scritto:
05 dic 2018 13:00
Io trovo che il prologo e il finale del primo atto siano dei gran bei pezzi di musica e di teatro.
Che poi sia il capolavoro di Verdi, credo non lo pensi nessuno. Io però amo quest'opera, forse perché nella mia memoria di spettatore l'interpretazione di Ramey alla Scala è rimasta un momento indelebile e sono cose che ti fanno amare poi l'intera opera...
Vedi ... sembra che la bellezza dell'opera non sia insita nelle note di Verdi, quanto nella bravura del cast. Si parla bene di Attila sentendo il Ramey diretto da Muti od il live viennese, ancor più strepitoso, degli anni '80 di Sinopoli.

L'Attila di Chailly non presenta personalità artistiche tale da attrarre e ravvivare da soli lo spettacolo. Spero di sbagliarmi.

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steccanella
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da steccanella » 06 dic 2018 09:48

Delle varie edizioni in commercio (studio o live) il mio top è

1) entrata Odabella: Sutherland in disco e Dimitrova, live Barcellona 84
2) duetto Attila/Enzo: Ghiaurov/Cappuccili, live Scala 72
3) aria di Foresto: Bergonzi, edizione Philips dir. Gardelli, '72
4) Grande scena di Attila: Ramey, live Venezia 85
5) aria Odabella (Oh del fuggente nuvolo): Caballé in Rarità verdiane RCA
6) terzetto Chi più s'indugia: Milnes, Deutekom e Bergonzi, dir. Gardelli, edizione Philips
7) quartetto finale: edizione scaligera 90 diretta da Muti con Ramey, Studer, Zancanaro e Shicoff
Elfo Catalano

ugo54
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da ugo54 » 06 dic 2018 14:31

Correggo Stecca: Il Live Scala è del '75 ( Ghiaurov/Cappuccilli/ Orlandi Malaspina/Luchetti/Patané).
Nel blog, che più blog non si può, dei mitici "professori cellettiani", che ormai hanno "annientato", peggio di Attila, tutti i cantanti lirici degli ultimi 40 anni, leggo, a proposito di alcune edizioni discografiche di Attila, che Ghiaurov ha emissione slavofona e di stomaco (?); Cappuccilli è troppo scuro e espressivamente "verista" e Bruson è in "evidente" difficoltà nel "passaggio" .....ovviamente come si canta il Verdi quarantottesco ce lo dicono Loro stessi rimandandoci ad esemplari ascolti dell'anteguerra, tutti ripresi live suppongo da loro stessi sin dai primi anni del secolo XX. Basta scuotere un po' le loro orecchie ammaestrate perché note paradisiache su note celestiali escano a dilettarci ma soprattutto a rammentarci che, non ci sono capperi, l'edizione che si andrà ad ascoltare sarà un disastro annunciato!
Domani dalle 18 metterò su i dischi di Donzelli, Tamburini, Grisi, David, Lablache....magari Lind, Rubini e perchè no anche Farinelli che mi pareva, se non ricordo male, un buon Foresto già nel '700. Lascio a voi l'ascolto e la visione di questa infima caricatura del Verdi degli anni di "galera", augurando che il cavallo di Attila non faccia proprio i bisognini durante la cabaletta...che i miasmi non coprano la voce esilina del povero Abdrazakov.
Saluti
amici cari
:D

biancano
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da biancano » 06 dic 2018 15:15

non avrei mai pensato di fare il difensore del sito nero ma ad onor di cronaca, oltre a non dire niente di nuovo sul trio menzionato, bisogna menzionare che a proposito di Ghiaurov e Cappuccilli parlano anche in sostanza di una "presenza" vocale sconosciuta ai cantanti odierni e che Bruson avesse difficoltà nel registro acuto lo può testimoniare chiunque lo abbia ascoltato dal vivo, senza ovviamente nulla togliere alla bellezza del suo timbro alla nobiltà del fraseggio ecc..., doti queste che, adesso esprimo un opinione personale, non si ritrovano in nessun baritono odierno

ugo54
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da ugo54 » 06 dic 2018 15:29

biancano ha scritto:
06 dic 2018 15:15
non avrei mai pensato di fare il difensore del sito nero ma ad onor di cronaca, oltre a non dire niente di nuovo sul trio menzionato, bisogna menzionare che a proposito di Ghiaurov e Cappuccilli parlano anche in sostanza di una "presenza" vocale sconosciuta ai cantanti odierni e che Bruson avesse difficoltà nel registro acuto lo può testimoniare chiunque lo abbia ascoltato dal vivo, senza ovviamente nulla togliere alla bellezza del suo timbro alla nobiltà del fraseggio ecc..., doti queste che, adesso esprimo un opinione personale, non si ritrovano in nessun baritono odierno
Il mio era un intervento ironico sulle mostruose pignolate snocciolate da anni...quindi, ribadisco, se fanno le pulci a quei "mostri sacri"...figuriamoci sui cantanti odierni. Per quanto riguarda gli acuti anche Bergonzi non mi pare fosse un modello di lucentezza ma le qualità erano ben altre, come Bruson del resto. Ben ascoltato per tanti anni dal vivo. :D

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