'Kindertotenlieder' a Bologna

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mascherpa
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'Kindertotenlieder' a Bologna

Messaggio da mascherpa » 03 mag 2013 11:55

Di grandissimo impatto, iersera al Manzoni di Bologna, l'esecuzione del ciclo mahleriano cantata da una sorprendente Sara Mingardo (autentico contralto) e diretta da Claudio Abbado con l'Orchestra Mozart di Bologna in formazione allargata.
La voce cosí timbrata della Mingardo m'ha dato veri e propri brividi: le frasi mahleriane sono state cantate senza perdere mai di vista il complesso dei pezzi, con una sottilissima graduazione dei piani dinamici. Alla capacità della voce di "passare" cosí distintamente ha indubbiamente contribuito la trasparenza di lettura ottenuta da Abbado da un'orchestra molto ben concentrata.

Diretto iersera da Abbado è stato anche il Concerto n. 2 in Sol minore per violino e orchestra di Prokof'ev, solista un ottimo Guy Braunstein, particolarmente distintosi per la starodinaria intensità del suono nei piano e nei pianissimo, qualità nuovamente evidenziata nei bis: prima una Sarabanda di Bach, poi un pezzo che non ho saputo attribuire (l'unico nome che mi sia venuto in mente è quello di Szymanowski, ma non ne sono convinto).

Il primo e l'ultimo numero della serata sono stati diretti dall'assistente di Abbado, Philipp von Steinaecker, che m'è parso seguire bene la linea interpretativa del maestro sia nell'Ouverture e in qualche pezzo delle musiche di scena di Mendelssohn per il Sommernachtstraum (un po' discutibile ho trovato la decisione di concludere la minisuite di iersera proprio con la Marcia nuziale), sia nell'impegnativa Sinfonia in Mi bemolle maggiore KV 543 di Mozart. Von Steinaecker m'è parso molto piú disteso e disinvolto rispetto alla precedente occasione in cui l'avevo ascoltato (alcuni pezzi di Bach all'inizio dello scorso dicembre, quando Abbado era influenzato); potrei addebitargli solo una non ancor perfetta misura dello spessore sonoro dei registri piú forti dell'orchestra: dal mio posto, un po' infelicemente all'estremità dei destra della quinta fila di platea, sentivo un po' troppo trombe, timpani e contrabbassi (questa sensazione cessò poi quando sul podio arrivò Abbado), ma mi pare indubbio che il giovane direttore tedesco sia in grado di farsi ben assecondare dall'Orchestra Mozart, con la quale ha un rapporto di collaborazione particolarmente intenso e, quel che piú conta, che sappia ben trasmettere al pubblico la sostanza dei pezzi eseguiti.


Il quartetto è la forma più alta di democrazia (Angelo Zanin, Quartetto di Venezia)

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τί μοι σὺν δούλοισιν;

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