Una "nuova" orchestrazione dei 'Canti e Danze della morte'

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mascherpa
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Una "nuova" orchestrazione dei 'Canti e Danze della morte'

Messaggio da mascherpa » 03 ago 2012 12:20

Le virgolette sono d'obbligo perché il lavoro di Aleksandr Raskatov, musicista russo emigrato dopo il 1992, fu presentato già nel 2007, ad Amsterdam. Domenica 29 e lunedí 30 ha costituito il "cuore" del concerto salisburghese di Gergiev con i Wiener: lo aveva preceduto una tesa, cupa e affascinante esecuzione della Sinfonia di Salmi e l'ha seguito una brillante e strumentalmente impeccabile Quinta di Prokof'ev, pezzo che però non amo.

Alla lettura del programma di sala, il lavoro di Raskatov m'aveva destato una certa aprioristica diffidenza: tra i quattro numeri della suite musorgskiana, l'orchestratore ha inserito tre interludi orchestrali, intitolati Steady time I, II e III, di gusto che potremmo dire "tipicamente russo". Durano meno di due minuti ciascuno: il primo, tra la Ninna nanna e la Serenata, sembra voler "rifare" un coro di campane; il secondo, prima del Trepak, è sottotitolato «Unisono mistico» e l'ultimo, prima del Feld-Marschal, varia il celebre motivo strumentale per diminutionem che nel Boris Godunov apre il quadro dell'incoronazione. Alla prova dell'ascolto la mia diffidenza s'è dimostrata senza fondamento alcuno, sin dalle prime note del pezzo, affidate a uno spettrale impasto di pianoforte, clavicembalo e celesta che m'ha letteralmente tolto la pelle e gettato tra le braccia della sublime "retorica" musorgskiana.

La parte vocale è stata affidata da Raskatov a un tenore, in quest'occasione l'ottimo Sergei Semishkur dell'Opera Kirov. M'è sembrato nascerne un efficacissimo contrasto, quasi "straniato", con la linea timbrica sempre piuttosto desolata dell'orchestra, che fa largo uso di percussioni e rinforza a tratti il pizzicato del clavicembalo con due chitarre, la prima "acustica", l'altra "elettrica".

Sarà stato anche grazie alla straordinaria direzione di Gergiev e alla bravura di Semishkur e dei Wiener, ma questa nuova versione m'è piaciuta davvero molto e m'ha fatto nascere una grande curiosità per il compositore Raskatov. Non mi sembra poco, specie per uno come me che ha una vera e propria idiosincrasia per le "orchestrazioni".


Il quartetto è la forma più alta di democrazia (Angelo Zanin, Quartetto di Venezia)

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Re: Una "nuova" orchestrazione dei 'Canti e Danze della mort

Messaggio da umangialaio » 03 ago 2012 14:43

Vittorio, ti toccherà rimettere piede e natiche alla Scala l'anno prossimo...

A Semishkur ho sentito cantare un bellissimo Lensky nell'Oneghin diretto da Gergiev l'anno scorso a Roma in forma di concerto.

U

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mascherpa
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Re: Una "nuova" orchestrazione dei 'Canti e Danze della mort

Messaggio da mascherpa » 04 ago 2012 10:08

umangialaio ha scritto:...ti toccherà rimettere piede e natiche alla Scala l'anno prossimo...
Salvo imprevisti, credo che mi "toccherà farlo" già alla fine di quest'ottobre...

Mi fa molto piacere che anche tu abbia avuto un'ottima impressione di Semishkur.

Aggiungo, intenzionalmente questa parte molto defilata del Forum, che la mattina dopo il concerto, in cui m'aveva colpito molto anche l'esecuzione della Sinfonia di Salmi, sono stato lungamente in dubbio se acquistare la registrazione dell'Oedipus Rex diretta da Gergiev, oppure lasciarla sul banchetto per simbolico boicottaggio al Nikitin che vi canta la parte di Creonte... Poi mi sono "ricordato" che al Liceo, nel 1963, consideravamo il Creonte dell'Antigone come un autentico nazista antelitteram, e non ho più considerato un impedimento all'acquisto la partecipazione di Nikitin alla registrazione.

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Berlioz
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Re: Una "nuova" orchestrazione dei 'Canti e Danze della mort

Messaggio da Berlioz » 04 ago 2012 18:49

di Raskatov fu data ad amsterdam la prima mondiale della sua opera Cuore di cane da Bulgakov

Non rammento perche nn andai!

http://www.operamagazine.nl/binnenkort/ ... dpremiere/
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