Il concerto del Primo maggio a Bolzano

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Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da mascherpa » 05 mag 2009 08:55

È stata una di quelle volte in cui sono uscito dal concerto hundert prozent zufrieden.

Nell'esecuzione del Requiem di Mozart, come in quella del Laudate Dominum KV 339 in apertura di serata, non saprei indicare qualcosa che non mi sia piaciuto: tutto vi appariva necessario. La severità di stile non andava mai scapito della grande tensione emotiva, e questa non prevaricava mai sull'austerità necessaria a queste musiche. Tra i solisti, tutti capaci d'un fraseggio pertinente e a loro agio nelle tessiture di questa composizione mozartiana, mi sembra doveroso tributare un plauso particolare a Sara Mingardo, per quel suo cantare sempre ohne Anstrengung, senza sforzo, in modo che la voce esce sempre con la massima naturalezza e definizione timbrica. Superiore a ogni elogio, e applauditissimo, il Coro della Radio svedese e molto concentrata la Mahler Chamber, sempre senza rivali nel tramutare in suoni quel che Claudio Abbado sente dentro di sé un attimo prima del gesto. Tenore e basso erano Saimir Pirgu e il "berlinese" Christof Fischesser.

Piú articolato dev'essere il discorso sulla grande, bella e difficile aria d'opera bipartita «Vorrei spiegarvi, oh Dio! – Ah conte, partite!» KV 418, scritta su misura per Aloysia Weber affinché disponesse d'una "carta in piú" nelle rappresentazioni viennesi del Curioso indiscreto di Pasquale Anfossi. La Harnisch s'è dimostrata anche qui (come farà poi negli attacchi "scoperti" di Introitus e Communio) padrona d'un fraseggio e d'una timbrica mozartiana ideali, mentre i suoi "centri", perlomeno se ascoltati nell'acustica perfetta della sala di Dantestraße, hanno raggiunto una notevole robustezza senza mai "ingrossare" (lo stesso non si potrebbe dire, però, per le regioni piú basse della tessitura toccate da Mozart in questa composizione). Questo, a mio gusto, può fare buon aggio, almeno per l'ascoltatore piú musicofilo che "vociomane", sulle innegabili difficoltà che questa cantante mostra talvolta nel registro acuto e nei salti molto ampi (dei quali Mozart ha generosamente disseminato la cabaletta di bravura per Aloysia): quel che la Harnisch sa restituire sempre sono i valori musicali, per me ben piú importanti (direi quasi, parafrasando una celebre vecchia frase, "meno sensuali, piú estetici") della disinvoltura funambolica negli acuti scomodi.

Successo convinto e molto intenso, già dopo l'aria.


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Re: Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da WRossini » 12 ago 2009 18:49

mascherpa ha scritto: nell'acustica perfetta della sala di Dantestraße
scusa ma non sono proprio riuscito a verkneifen, ma ne esiste anche il nome italiano, la via Dante... :D

abiti da quelle parti....?
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Re: Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da mascherpa » 15 set 2009 18:33

WRossini ha scritto:abiti da quelle parti....?
Purtroppo no, ma ci vado sempre molto volentieri.

Non comprendo, poi, perché qualcuno debba sentirsi infastidito se una strada viene chiamata con uno dei suoi due nomi ufficiali.
Ultima modifica di mascherpa il 23 set 2009 12:46, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da WRossini » 22 set 2009 14:58

non sono infastidito, ma non ha molto senso, trovo
io uso parole di altre lingue solo se non esiste un parola identica in italiano, chessó tipo Zeitgeist, ma visto che il nome italiano c'é.... (via Dante, e qui mi viene in mente sempre "le dame di Dante" di Totó :lol: )
io sono di Merano e mi piace veramente tanto l'Alto Adige, ma viverci...... :roll:
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Re: Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da mascherpa » 23 set 2009 13:19

WRossini ha scritto:...non ha molto senso, trovo
Invece, presumibilmente, riesci a trovare un senso nel discorso che hai messo in piedi. Me ne congratulo e devo scusarmi, perché non sono da tanto.

Desidero dire, innanzitutto, mi pare fuor di luogo l'osservazione, da me peraltro pienamente condivisa (e nel Forum l'ho scritto decine di volte), che sia inutile usare una parola straniera in contesto italiano quando esiste «la parola identica» in italiano. Inoltre, l'esempio che fai mi sembra molto infelice, poiché proprio Zeitgeist può essere reso perfettamente, e ormai lo è tradizionalmente, con un semplicissimo "spirito dei tempi" (o "del tempo": dipenderà dal contesto stilistico italiano); e trovo contradditorio con codesto assunto anche il tuo stesso verkneifen dell'altra volta, avendo tu a disposizione l'italianissimo ed "equiespressivo" abbozzare (ma ci ritorno su piú avanti). Avresti potuto esemplificare, invece che con lo Zeitgeist, con un gemütlich o un Seligkeiten, che mi paiono effettivamente difficilini da rendere con parole italiane.

Il senso di chiamare una strada di Bolzano con il suo toponimo in lingua tedesca mi pareva, ahimè, chiarissimo, e del tutto estraneo al deplorato vezzo di non usare la "parola identica"; per essere veramente tale, però, un traducente lessicale, deve anche assumere, nel contesto, la stessa pregnanza di significati. E qui siamo al punto: era, infatti, mia intenzione esprimere, anzi sottolineare, la differenza tra le realizzazioni mediocri di molte amministrazioni comunali italiane (Milano e Arcimboldi e nefasto restauro della Scala in testa, per tacere sulle ultime sparate della capetta dell'Amministrazione locale sulla futuribile ruota panoramica...) e quella, che trovo ottima, d'una piccola amministrazione che d'italiano ha solo la bandiera davanti alla porta e il pacco di soldi che riceve ogni anno in varie forme dal governo centrale (è notorio che un cittadino della provincia di Bolzano costa all'erario italiano piú d'un cittadino della Regione Sicilia, anche se molto meno che uno della Val d'Aosta...). Però, quei soldi che, di solito senza nemmeno saperlo, i contribuenti italiani pagano al Tirolo meridionale per il quieto vivere locale ed europeo (permettimi di non usare l'espressione "Alto Adige", che trovo ridicola: tempo fa ebbero persino la perversa fantasia di ricalcarla in tedesco in un assurdo e ufficiale Oberetsch, ora saggiamente abolito), quei soldi le amministrazioni locali sudtirolesi mi dànno l'impressione di saperli usare per buoni risultati: com'è, a mio parere, la sala in questione. Tutto questo discorso, d'una decina di righe, era, sempre a mio parere, implicito, e trasparente, nell'uso del toponimo tedesco invece di quello italiano.
Ovviamente, considerazioni simili spiegano benissimo, a mio avviso, anche il tuo verkneifen, per me simpaticissimo.
Perlomeno sulla trasparenza della mia scelta lessicale m'ero bellamente illuso, e ora sono corso ai ripari, anche se temo di non essere riuscito ad essere meno spiacevole di prima.

Non dubito nemmeno che vivendo in un luogo anziché passandoci solo qualche giorno all'anno, se ne riconoscano anche i lati negativi e gli sprechi, che non dubito sussistano. Però, ad esempio a Milano, per rendersi conto dei lati negativi e degli sprechi non è necessario viverci: basta arrivare una volta alla stazione e andare a prendere la metropolitana.

P.S. Prometto che se, come spero, avrò modo di parlare del concerto previsto per il prossimo 31 ottobre nello stesso luogo, scriverò qualcosa del tipo: "la sala che s'affaccia sul viale alberato il cui toponimo, nel capoluogo d'una nota provincia autonoma a maggioranza alloglotta, celebra il maggior poeta italiano". Spero che t'andrà meglio.
Ultima modifica di mascherpa il 24 set 2009 09:02, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da Berlioz » 24 set 2009 08:36

mascherpa ha scritto: Però, ad esempio a Milano, per rendersi conto dei lati negativi e degli sprechi non è necessario viverci: basta arrivare una volta alla stazione e andare a prendere la metropolitana.
Un bel pronostico...domani mi aspetta un Milano - Gessate :mrgreen:

sempre che arrivi..visto che viaggio con un margine di dieci (10) minuti per la coincidenza fra il regionale Prato Bologna e il Freccia Rossa Bologna Milano. C'è l'opzione di riserva, ovviamente...

Se fossi in Olanda, non avrei dubbi, vista la cronometrica puntualità dei treni (a meno del classico suicida...scelgono tutti i binari nei dintorni di Utrecht così da essere certi di fare partecipe l'intera Olanda della loro dipartita....)
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Re: Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da mascherpa » 24 set 2009 09:12

Berlioz ha scritto:Se fossi in Olanda, non avrei dubbi, vista la cronometrica puntualità dei treni...
Verissimo.

Però, a me è capitato, domenica 2 dicembre 2001 (giorno successivo all'ultima esecuzione concertante del Parsifal diretto da Abbado alla Philharmonie, con l'indimenticabile Gurnemanz di Kurt Moll), che il diretto Berlino-Amsterdam, giunto alla stazione di confine con circa sessantacinque minuti di ritardo a causa d'una precedente inopinata deviazione, ne sia ripartito con quasi mezz'ora di ritardo in piú, giungendo trionfalmente alla Centraal Station 89 minuti dopo il dovuto. La deviazione in Germania aveva anche comportato l'inversione del senso di marcia del convoglio, cosicché i vagoni di coda, che dovevano essere sganciati alla frontiera, s'erano ritrovati, anziché in coda, tra la motrice tedesca e i vagoni che dovevano proseguire. La gestione di questo problemino, un tempo comunissimo in tutte le reti ferroviarie europee, pare avesse sconvolto i ferrovieri locali (che ne diedero dettagliata spiegazione in quattro lingue).
Superfluo dire che, su quel treno, dove regnava la piú cupa costernazione, ero l'unica persona al colmo della gioia: per una rara volta, il mio onore nazionale era salvo!
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Re: Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da Berlioz » 24 set 2009 10:44

Immagino il panico...l'annuncio Vertrek over enkele minuten viene accolto di solito con sgomento che in altri paesi è riservato alla notizia di un colpo di stato....

Domenica scora il mio rientro è stato salutato con un ritardo di 55 minuti del regionale Pistoia Prato....(tempo di percorrenza 14 minuti)
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Re: Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da mascherpa » 24 set 2009 11:31

Tieni conto che il mio rientro a casa serale, da oltre un anno, cioè da quando non ho piú l'automobile, si gioca tutto sur una combinazione di ritardi tra l'autobus che mi porta da qui alla stazione di Pavia e il treno che mi porta da Pavia a Milano. Il tempo totale di viaggio varia, escludendo i valori estremi, da 65 a 110 minuti (contro i 50-55 che impiegavo in automobile: adesso, in viaggio, non sento piú musica, ma in un anno ho letto un numero strabiliante di libri, nonostante i quattro quotidiani cambi di mezzo).

Una grossa difficoltà sta nel pronosticare quanto sarà in ritardo il regionale successivo a un Intercity in ritardo: infatti, con questo devo andare sino in Centrale, con quell'altro posso scendere a Rogoredo. Come tempo di metropolitana, casa mia è equidistante dalle due stazioni, mentre per raggiungere la metropolitana, dal momento in cui il treno passa da Rogoredo, la differenza in piú andando in Centrale è di circa 20 minuti, somma dei 12-13 (salvo ulteriori imprevisti...) di maggior percorso in treno e dei 7-8 in piú da farsi a piedi (in questo gioca anche l'affollamento dell'Intercity, dal quale in genere è molto piú lento scendere).

La cosa si complica tenendo conto che, talvolta, un regionale che d'orario sarebbe 36 minuti dopo l'Intercity arriva a Pavia prima di questo. Ma, se anche ne riparte prima, potrebbe darsi che venga fatto fermare in una delle tre stazioni tra Pavia e Rogoredo per far passare avanti quell'altro. E, com'è ben noto, quando un treno in Italia si ferma, nessuno ha la piú pallida idea del momento in cui riuscirà a riprendere la marcia.

Ovviamente, le rarissime volte che l'autobus ha cosí poco ritardo da rendere possibile prendere il primo Intercity anche se questo ha pochissimo ritardo, il suddetto Intercity passa con incredibile e sfacciata puntualità, e non mi resta che vederne i fanalini di coda mentre salgo le scale verso il binario 3 della stazione di Pavia...

A furia di calcolare quasi ogni sera quel che mi conviene fare, m'è venuta l'idea d'aprire un banchetto di scommesse sui ritardi e le loro possibili combinazioni.

Credimi: fare il pendolare da queste parti riserva piú sorprese che fare il ricercatore monteverdiano.
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Re: Il concerto del Primo maggio a Bolzano

Messaggio da Berlioz » 24 set 2009 12:20

Mi sorge spontanea a domanda che spero non sia indiscreta: come mai hai rinunciato alla macchina?

Io la mia l'ho venduta al momento del trasloco, per ovvi motivi 8)

La cosa buffa è che l'università mi rimborsa un tanto al km per il tragitto casa lavoro anche se lo faccio in bicletta...(per non parlare delle spese per l'acquisto e la manutenzione)
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