"Top five" della Musica Sacra

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garibaldo
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da garibaldo » 26 dic 2009 12:50

mascherpa ha scritto:A Praga, il Brentner lavorava per la Confraternita di San Nicola in Malá Strana, legata ai Gesuiti, che ne avevano fatto ricostruire da poco la loro chiesa nel loro tipico stile (dodici anni fa m'apparve di gusto molto festevole). Una speciale sensibilità musicale dovette comunque regnare in quell'ambiente
Tutto vero, e - curioso da segnalare in tempi di globalizzazione - i Gesuiti praghesi spedirono le sue partiture ai confratelli nelle reducciones del Paraguay (cfr. il Candide di Voltaire e il film Mission). :P Se ne trovano ancora nell'archivio di Chiquitos, Bolivia, e ci sono fondati sospetti che gli Indios locali continuassero ad eseguirli fin dentro la metà del secolo XX. A modo loro, naturalmente, ma con strumenti e prassi esecutiva derivati dalla tradizione orale dei loro antenati settecenteschi. Un caso già abbastanza studiato di barocco "fossile", che include anche nomi illustri tipo Zipoli e Alessandro Scarlatti...


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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da mascherpa » 10 feb 2010 11:53

Splendida esecuzione, domenica 31 gennaio al Mozarteum, della Messa in Do minore di Mozart diretta da Marc Minkowski con i Musiciens du Louvre, due soprani solisti e otto altri cantanti (sei uomini e due donne) per il coro e le due parti maschili: avesse avuto quelle due (Camilla Tilling e Judith Gauthier) anche nell'Idomeneo che avevo sentito pochi giorni prima!
Ultima modifica di mascherpa il 10 feb 2010 13:06, modificato 1 volta in totale.
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da Berlioz » 10 feb 2010 12:42

mascherpa ha scritto:Splendida esecuzione, domenica 31 gennaio al Mozarteum, della Messa in Do minore di Mozart diretta da Marc Minkowski con i Musiciens du Louvre, due soprani solisti e otto altri cantanti (sei uomini e due donne )per il coro e le due parti maschili: avesse avuto quelle due (Camilla Tilling e Judith Gauthier) anche nell'Idomeneo che avevo sentito pochi giorni prima!
un' edizione tascabile...

Ho assistito ad una San Matteo in siffatta versione...ma a me queste miniaturizzazioni non e' che piacciano molto...e non si venga a dire che e' cosi' che fu eseguita la prima volta perche' quella fu la contingenza....

Come erano gli equilibri? Intendo i grandi doppi cori, come il Qui sedes o la fuga sull Osanna (o hanno eseguito solo il tronco mozartiano seza completamento del secondo coro?)
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da mascherpa » 10 feb 2010 13:50

Berlioz ha scritto:...a me queste miniaturizzazioni non e' che piacciano molto...e non si venga a dire che e' cosi' che fu eseguita la prima volta perche' quella fu la contingenza...
A me, in linea di principio, non piacciono per nulla: tempo fa discutemmo a lungo del "coro bachiano", ed ebbi occasione di citare qui alcune delle molte richieste del Thomaskantor perché gli finanziassero un maggior numero di "coristi" (che comunque erano di solito, perlomeno in organico, tra i dodici e i diciassette). In effetti, né la Thomaskirche, né la Nikolaikirche di Lipsia sono cosí piccole da "giustificare" un coro di sole quattro voci, come, ad esempio, Kuijken usava a Milano per le esecuzioni delle Cantate a lui affidate tra il 1995 e il 2004, sia pure nella raccolta e bassa San Satiro (a mio parere e gusto, la scelta non si giustificava nemmeno in quell'ambiente, se non per mere considerazioni di bilancio).

Nel caso specifico di KV 427, non so nemmeno se si possa parlare d'una "prima volta", ma non mi pare dubbio che Mozart pensasse a una massa corale propriamente detta, perlomeno in vista d'un esecuzione in chiesa.

Due giorni prima dell'esecuzione, Minkowski aveva spiegato la sua scelta durante un Kunstlergrespräch. Disse senza mezzi termini che si trattava d'un esperimento, come esperimento era stato l'uso del tenore per Idamante, che non ha intenzione di ripetere (nonostante l'interprete del ruolo, Yann Beuron, fosse stato il piú convincente tra i quattro principali nell'Idomeneo che egli stesso definí "un mezzo successo — da questo punto di vista, ha attribuito l'insoddisfazione in primis all'inadeguato adattamento che Mozart avrebbe fatto del quartetto per l'esecuzione in casa Auersperg).

"Esperimento", quello sulla Messa, suggeritogli, ha detto, dalla piccolezza della chiesa di San Pietro a Salisburgo, in cui erano state eseguite alcune Messe giovanili di Mozart, ma soprattutto sentito come idoneo alla sonorissima e molto regolare acustica del Mozarteum (che, sebbene costruito nel 1913, e già con uso –mi pare– di telai laterali in cemento armato, ha sopra il soffitto in legno e stucco della sala la classica "camera" alla Bibiena, con due ampie prese d'aria verso le due estremità in senso longitudinale).

Alla prova dei fatti, sarà stato merito dell'acustica, o degli otto solisti che componevano il "coro", o della concertazione accuratissima, io non ho colto carenze d'impatto sonoro né d'equilibrio timbrico.

Ma non ho dubbi neanch'io che in un ambiente diverso, o anche solo con "coristi" meno buoni dei soprani Julia Lezhneva e Joanne Lunn, dei tenori Markus Brutscher e Colin Balzer, dei bassi Luca Tittoto e Christian Immler, dei controtenori Terry Wey e Owen Willetts, ai quali davano ogni tanto "man forte" anche la Rilling e la Gauthier, gli equilibri tra l'orchestra e le voci avrebbero rischiato d'andare a patrasso.

P.S. Al termine della fuga sul secondo Hosanna, dopo il Benedictus, è stata ripetuta la conclusione "händeliana" del primo Hosanna.
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da Berlioz » 11 feb 2010 10:24

Grazie per la spiegazione.

A me nessuno leva il sospetto che questa progressiva miniaturizzazione degli organci da parte dei barocchisit sia dovuta in parte e alle eseigenze di budget (particolare tutt'altro che trascurabile) sia alla manifesta incapacita di molti di loro di dominare le masse.

Nessuno fa piu' la Messa in Si minore di Bach con 100 coristi come faceva Klemperer, vuoi perche' ritenuto non filologico, vuoi perche' nessuno ad oggi sarebbe in grado di far reggere musicalmente una simile struttura (e pure Karajan, Klemperer Jochum ci riuscivano)..

I barocchisti ci impongono le edizioni da solatto, gli altri direttori hanno abdicato al repertorio con l'unico risultato che adesso direttori ed orchestre moderne non sanno piu' dirigere e suonare certo repertorio.

In fin dei conti mi pare che si sia perso di piu'di quello che si e' guadagnato.
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da mascherpa » 11 feb 2010 11:18

Berlioz ha scritto:...gli altri direttori hanno abdicato al repertorio...
Non tutti, a dire il vero, anche se nella maggior parte dei casi, come Claudio Abbado, si limitano ai capolavori: con l'Orchestra della Scala fece le musiche d'Andrea Gabrieli per l'Edipo re e l'Offerta musicale (primo violino Isaac Stern), i Brandeburghesi li ha fatti anche con i solisti di Lucerna; per contro, alla Mozart fa suonare anche Bruckner, Prokof'ev e Nono, non solo un divino Pergolesi (con il coro svizzero che si disimpegna, grazie a Diego Fasolis, non meno bene nel repertorio "antico" che nelle Noces di Stravinskij). Per la San Matteo e la Si minore a Salisburgo negli anni Novanta con i Berliner Abbado usò, cosí a occhio, una quarantina di coristi e un quarantacinque-cinquanta strumenti. Di quando aveva fatto la San Matteo a Milano (eravamo nel tragico dicembre 1969) ricordo un organico piú ampio: difficile, tra l'altro, dimenticarmi il primo violoncellista della RAI (di cognome si chiamava Rossi) che accompagnava, anzi suonava i recitativi.

E mi permetto di ricordare anche lo splendido Händel di Boulez, sebbene risalga ormai a molti decenni fa.

Sono, quindi, del tutto d'accordo che la specializzazione fine a sé stessa produca in musica guai non minori che nell'ingegneria. Però t'assicuro che, alla prova dei fatti, il Mozart secondo Minkowski, che è direttore venuto dall'orchestra e non dalla biblioteca, è tutt'altro che da salotto.
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da Berlioz » 11 feb 2010 12:41

mascherpa ha scritto:Però t'assicuro che, alla prova dei fatti, il Mozart secondo Minkowski, che è direttore venuto dall'orchestra e non dalla biblioteca, è tutt'altro che da salotto.
Per carita'! Io l'ho sentito a Parigi dirigere le Fate di Wagner e non si disimpegno' male, anzi!
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da Berlioz » 11 feb 2010 12:42

mascherpa ha scritto:
E mi permetto di ricordare anche lo splendido Händel di Boulez, sebbene risalga ormai a molti decenni fa.
e questo mi piacerebbe sentirlo...e' degli anni della BBC?
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da mascherpa » 11 feb 2010 13:41

Berlioz ha scritto:...e' degli anni della BBC?
Mi pare di quando insegnava il solfeggio alla NYP :mrgreen:
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da Berlioz » 11 feb 2010 15:45

mascherpa ha scritto:
Berlioz ha scritto:...e' degli anni della BBC?
Mi pare di quando insegnava il solfeggio alla NYP :mrgreen:
ma si trova in commercio?
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