"Top five" della Musica Sacra

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superburp
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da superburp » 27 mag 2010 08:32

Fare solo 5 nomi non mi riesce, mi limiterò ai due che più mi impressionano: messa in si minore di Bach e Missa solemnis di Beethoven. Come esecuzioni ho Richter per la prima (mentre ho sentito un paio di cori da una delle due registrazioni di Karajan, pesantissima) e Böhm per la seconda (ho anche Toscanini, Klemperer e Giulini - quest'ultimo una delusione vera, me ne disferò prima o poi).


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mascherpa
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da mascherpa » 27 mag 2010 10:08

superburp ha scritto:...una delle due registrazioni di Karajan, pesantissima
...
Giulini - quest'ultimo una delusione vera
Suppongo che della Si minore tu abbia sentito la registrazione uscita nel 1973, sulla quale condivido la tua osservazione. Prova a sentire quell'altra, registrata a Vienna mi sembra nel 1949: ne vale la pena già solo per il corno obbligato di Denis Brain nel «Quoniam tu solus», ma la trovo tutta bellissima, ariosa, totalmente diversa dalla successiva (che quando uscí fu persino stroncata da non pochi critici).
...
Ricordo che quando Giulini diresse la Solemnis alla Scala me ne uscii dal palco e me ne andai a casa subito dopo l'«Et resurrexit».
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superburp
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da superburp » 27 mag 2010 15:28

mascherpa ha scritto:Suppongo che della Si minore tu abbia sentito la registrazione uscita nel 1973, sulla quale condivido la tua osservazione. Prova a sentire quell'altra, registrata a Vienna mi sembra nel 1949: ne vale la pena già solo per il corno obbligato di Denis Brain nel «Quoniam tu solus», ma la trovo tutta bellissima, ariosa, totalmente diversa dalla successiva (che quando uscí fu persino stroncata da non pochi critici).
Probabile. Sono curioso allora di ascoltare quest'altra registrazione, cercherò di procurarmela. Per alcune cose ho avuto l'impressione (ma non sono il solo mi sembra) che Karajan da giovane non avesse certi difetti che l'hanno caratterizzato con gli anni.
mascherpa ha scritto:Ricordo che quando Giulini diresse la Solemnis alla Scala me ne uscii dal palco e me ne andai a casa subito dopo l'«Et resurrexit».
Ah, quindi non è la mia registrazione storta, lo era lui con quel pezzo? Strano perchè pensavo fosse un repertorio adatto a lui (che invece non doveva avere molto senso del divertimento sentendo quel mortorio di Italiana in Algeri che ha registrato :zzzz: ).
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mascherpa
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da mascherpa » 28 mag 2010 05:26

superburp ha scritto:Strano perchè pensavo fosse un repertorio adatto a lui (che invece non doveva avere molto senso del divertimento sentendo quel mortorio di Italiana in Algeri che ha registrato :zzzz: ).
Forse è necessario senso del divertimento anche per comprendere la Risurrezione.

Mi sovviene il passo d'un Vangelo apocrifo in cui il narratore immagina che nell'attimo della Natività gli uccelli si fossero fermati nel cielo, cioè, detta in termini moderni, che quell'attimo fosse coinciso con una sospensione delle leggi fisiche. La narrazione è festevole.

Immagino ben pochi musicisti che saprebbero "gestire" immaginazioni del genere (ne trovo talvolta capace Olivier Messiaen); e pochissimi direttori adeguati ad eseguirne le musiche.
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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da Syrio » 15 ago 2010 14:18

Io credo che nell'eseguire un lavoro di musica vocale sacra - come d'altronde per gli altri generi di repertori vocali - è fondamentale attenersi all'organico stabilito dal compositore, specialmente se si tratta di grandi consumati compositori e se il lavoro che si eseguisce possiede una storia filologica e tradizione esecutiva consolidata e accreditata presso gli ascoltatori. Io credo - parlo sempre nel limite delle mie conoscenze musicali, di melomane e studioso dilettante di canto lirico, che sempre in questo ambito ho praticato -, dicevo, io credo che quando invece si tratta di un lavoro che non ha una storia filologica e tradizione esecutiva, bisogna quantomeno attenersi sull'organico strumentale e vocale stabilito dal compositore, se il direttore ritiene che un compositore è diciamo un poco dilettante o secondo lui ha sbagliato l'organico, beh, allora lì dipende da ciascuno direttore, che valutano se è un lavoro all'altezza o deve essere rivisto a livello di organico. Ma, comunque, io penso e credo, spece nel repertorio vocale sacro, se il compositore ha previsto un organico da "salotto" o da "gran teatro"e, a quello bisognerebbe attenersi, altrimenti, secondo il mio modesto parere, si deteriora la sonorità voluta e prevista da ciascuno compositore per le proprie opere. Certo, a volte la scelta dell'organico era dettata dalle ristrettezze economiche, il bisogno di risparmio o la non disponibilità di un grande organico, ma a quel punto il lavoro composto ad organico ristretto, così dovrà rimanere e così dovrà avere il suo cammino filologico. Questo è il mio personale parere, poi ognuno fa come vuole.

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Re: "Top five" della Musica Sacra

Messaggio da Ruan Ji » 14 set 2013 03:53

Ovviamente lontano da avere il peso delle maggiori pagine di musica sacra, pero' mi imparadiso ogni volta che ascolto il nisi dominus di Rigatti.
Is music such a serious business? I always thought it was meant to make people happy.

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