Bignamini-Arciuli Bernstein Beethoven a La Verdi

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daphnis
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Bignamini-Arciuli Bernstein Beethoven a La Verdi

Messaggio da daphnis » 28 apr 2018 02:25

Fresco reduce dal trionfone personale e dei cast ottenuto nei Puritani a Palermo (di cui Opera Click ha dato puntuale resoconto), Jader Bignamini si presenta in stato di evidente grazia a La Verdi. E fa crollare, due volte, di applausi ritmati l'Auditorium milanese, con un programma di "natura del sentimento" concepito accoppiando The Age of Anxiety di Bernstein alla Pastorale di Beethoven, lette ed eseguite, una sull'altra, come interdipendenti nello "spirito". Geniale, ed entrambe risolte nello splendore del suono-luce proprio di questo direttore. Di un'accuratezza pressoché totale l'esecuzione del capolavoro (sì, senza se e senza ma) di Bernstein, che non a caso un sommo pianista quale Kristian Zimerman sta eseguendo come suo solo programma annuale in omaggio al Maestro amatissimo. Qui c'è Emanuele Arciuli e non lo fa rimpiangere: la sua è una prova di profonda adesione e conoscenza di questo repertorio, vissuto con vero amore, a fianco di un direttore che regala alla complessa partitura bellezza di suono, trasparenza e tensione spirituale. L'orchestra Verdi risponde alla grande.
Dopo questo, la Pastorale è "investita" di una freschezza di concertazione, di suoni, di ritmi. Evviva, evviva, evviva! Il doppio crescendo nel primo movimento. La scena al ruscello che è "andante molto mosso", come prescritto, non il cachinno svenevole di tanti interpreti, ma lo è perché il direttore può ricamarla di tutte le trasparenze del tessuto musicale e la esegue in maniera tale che il conclusivo canto del cuculo giunge come un incanto. La ritmica (lo scoppiettìo dei corni!) del terzo movimento. Le dinamiche e lo scioglimento dell'inno conclusivo. Sensazione di danza dello spirito. Tutto questo compone una Pastorale vissuta e restituita in prima persona. Qualche minima imprecisione da regolare alla replica di domenica, ma dedizione totale dell'orchestra (il fantastico clarinetto di Ghiazza fa miracoli!). E, sia dopo Bernstein che dopo Beethoven, l'Auditorium decreta l'applauso ritmato. Chi può non perda la replica.

marco vizzardelli



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