Mahler2 - Gatti - Scala

per discutere di tutto quel che riguarda la musica strumentale

Moderatore: Berlioz

Fafner
Messaggi: 32
Iscritto il: 13 lug 2010 19:21

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da Fafner » 18 ott 2017 12:35

Chailly c'entra nel senso che spesso l'impressione che si ha è di impressioni dettate più da preconcetti o non so quali giochi di potere che da reali impressioni.
Che uno costantemente non ne azzecchi mai una e l'altro all'altro estremo sia un semidio in qualunque cosa faccia francamente fatico molto a crederlo.



daphnis
Messaggi: 1148
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da daphnis » 18 ott 2017 12:43

Ripeto il mio intervento precedente, e chiudo. Così posto, non è un dialogo che mi interessa.
Di nuovo un carissimo saluto.


marco vizzardelli

violamargherita
Messaggi: 744
Iscritto il: 16 feb 2011 00:19

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da violamargherita » 18 ott 2017 13:26

Fafner ha scritto:spesso l'impressione che si ha è di impressioni dettate più da preconcetti o non so quali giochi di potere che da reali impressioni.
Sei invero assai impressionabile. Occhio che di questo passo finisce che arriverà un giovanotto velsungo, ti ammazzerà e ti ruberà l'oro.

Avatar utente
mascherpa
Messaggi: 13198
Iscritto il: 28 apr 2004 14:12
Località: Borgotaro - Venezia

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da mascherpa » 18 ott 2017 23:46

Fafner ha scritto:Che uno costantemente non ne azzecchi mai una e l'altro all'altro estremo sia un semidio in qualunque cosa faccia francamente fatico molto a crederlo.
Tu fatichi molto a crederlo, ma credo sia meglio sorriderne... Infatti, non si può impedire a nessuno d'esibire i propri entusiasmi e le proprie idosincrasie come verità assolute: non è poi così difficile difendersene. Denigrazioni ed esaltazioni sistematiche mi spingono solo a credere vero il contrario di quel che leggo. Colpa imperdonabile del mio carattere impossibile, sia chiaro. Mi consolo con Musil: vero che ormai prendo spesso i geni per babbei, ma non ancora i babbei per geni...

A me il Mahler in salsa Gatti fece un'impressione deprimente quando inaugurò una stagione del «Quartetto» con la Nona, preceduta da Preludio e Incantesimo del Parsifal. S'era nel 2004, tanti anni fa, ma da allora non m'ha mai piú interessato. Ammirevole come "lirico", il Daniele Gatti, e questo, dopo un Wozzeck che con molta invidia sentii favolosamente definire "l'elegia dello sfigato", rese unica, nel 2010, la sua interpretazione della Lulu, ma la musica non s'esaurisce in questo "affetto", nemmeno per quel semirecente Pelléas fiorentino in cui dovetti attendere l'ultimo atto per poter dire "è valsa la pena di venire fin qua"... A fronte, nei mesi a cavallo di quel lontano concerto al Consevatorio, le straordinarie realizzazioni oratoriali dei primi due pannelli del Trittico dovute a Chailly all'Auditorium di Largo Mahler.
Eppure in molti, oggi, di Gatti raccontano meraviglie, anche persone che, direbbe il Gadda, «non si stupiscono mai di nulla»... Molto piú raro, lo sappiamo tutti, sentir esaltare, oggi, il Richard deux. Ovvio che gli anni trascorsi possono avere maturato l'uno e infiacchito l'altro. Gran galantuomo, il tempo: chi si sarebbe mai aspettato il Don Giovanni ferrarese dopo le algide Nozze di Figaro del 1973 alla Scala? chi avrebbe mai immaginato tonfi come la Forza del destino o il Trovatore milanesi dopo avere ascoltato e riascoltato una certa Traviata nella registrazione degli anni fiorentini con la Scotto e Kraus? Infatti anche prima di Gatti e Chailly tenevano campo i peani e crucifige, che ora non fanno memmeno piú ridere, di "Madame Tristano" con le sue mosche cocchiere... (devo però riconoscere che gli debbo enormi risparmi, perché nessuno come lui m'indusse a non spendere piú un soldo nell'acquisto di quotidiani e di riviste di musica).

Impoverisce di piú l'incoscienza del rischio o l'accidia della rinuncia? Ovviamente con il mio metodo di senile cautela non lo saprò mai... Ma anche evito di dover uscire da teatro a metà spettacolo, come m'è capitato solo poche ore fa dalla Fenice grazie a un altro presunto genietto, che a vederlo sul podio (rialzato ad hoc, ho persino avuto l'impressione) sembrava d'essere a una partita di pallanuoto dietro la porta della squadra che patisce, e che già quattr'anni fa, a Verona, m'aveva sospinto a casa nel bel mezzo d'un infausto Barbiere... Per il quale altri, guarda caso, aveva gridato al miracolo...
Il quartetto è la forma più alta di democrazia (Angelo Zanin, Quartetto di Venezia)

Immagine

τί μοι σὺν δούλοισιν;

daphnis
Messaggi: 1148
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da daphnis » 20 ott 2017 15:44

Antagonismi, polemiche frontali, denigrazione astiosa... non se ne esce. Il metodo è quello, non c'è mai un dialogo. Non capisco a cosa servano i forum, se questo è il metodo. Quando scrive Mascherpa, non mi viene in mente di dargli addosso per metodo. Perché dovrei? Ce l'ho con Mascherpa? Mi ha fatto qualcosa? No. Una volta, suggerii un sorriso. Si offese. Il sorriso non è ammesso, là dove è ammessa e praticata solo la contrapposizione frontale.
Stimi un musicista? Non capisci un... azzo. Ne stimi meno un altro? Sei fazioso (non importa che, volta a volta, tu abbia applaudito ed elogiato una Giovanna d'Arco o alcuni Puccini) . Stimi che un direttore attivo a Venezia o a Verona abbia del genio? Il compito e il metodo sarà smontarti volta a volta, proprio per metodo. L'ìmportante è dar torto, cercare la polemica per la polemica. E, che tristezza, un torto sempre accigliato. Mi scuso, ma... a volte viene il dubbio sia una forma di invidia. Non basta esser contenti dei propri (ottimi, e lo dico davvero) scritti ed editoriali?



Cordiali saluti e :), please.


marco vizzardelli

violamargherita
Messaggi: 744
Iscritto il: 16 feb 2011 00:19

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da violamargherita » 20 ott 2017 17:25

Ma Marco, ma come si fa a non capire che se non è piaciuta, udendola, una Nona di Mahler diretta nel 2004 da un certo direttore, non può piacere, non udendola, una Seconda di Mahler diretta nel 2017 dal medesimo direttore?
Analogamente: come ti permetti di giudicare strepitosa una Seconda di Mahler diretta da un certo direttore in una certa sala, quando nella stessa sala un altro direttore ha diretto una splendida Prima di Mahler?
Inoltre: se un certo direttore è in evidentissimo declino da anni e tu te ne rendi conto e lo dici, e un certo altro direttore è in evidentissima ascesa da anni e tu te ne rendi conto e lo dici, non ti sembra che tu possa farlo solo in quanto mosso da pregiudizio e oscuri disegni politici?

Post scriptum 1: Alla facciaccia vostra di bisunti invidiosi, ieri sera sono tornata alla Scala, mi sono rivista la Seconda diretta da Gatti e ho goduto ancora di più. E con me hanno goduto tutti gli spettatori e tutti gli orchestrali e tutti i coristi, che hanno, tutti insieme, rivolto al direttore l'ovazione più enorme che io abbia sentito in Scala per un concerto sinfonico. Tiè!
Post scriptum 2: Qualcuno mi moderi.

Avatar utente
paperino
Messaggi: 15716
Iscritto il: 25 set 2003 08:17
Località: Firenze

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da paperino » 20 ott 2017 18:54

violamargherita ha scritto: Post scriptum 2: Qualcuno mi moderi.
Non ci penso nemmeno. :lol:
La conversazione languiva, come sempre d'altronde quando si parla bene di qualcuno (Laclos/Poli).

daphnis
Messaggi: 1148
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da daphnis » 20 ott 2017 22:34

:love:

ZetaZeta
Messaggi: 127
Iscritto il: 06 mag 2017 21:03

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da ZetaZeta » 21 ott 2017 06:49

Ho ascoltato la seconda di Mahler eseguita da Gatti a Firenze due anni fa e ho apprezzato l'esecuzione e l'approccio un po' "alla Klemperer" del primo movimento.
Non è tuttavia uno dei concerti che ricorderò per tutta la vita: ben altra cosa il Mahler di Abbado o il Bruckner di Mehta.

daphnis
Messaggi: 1148
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da daphnis » 21 ott 2017 08:52

Anche io l'avevo ascoltata a Firenze. Era già assai bella, ma qui a Milano è stata tutta un'altra cosa. Non solo per la penalizzante acustica del nuovo hangar fiorentino, ma per l'approccio del direttore e la risposta stessa di orchestra coro e cantanti

marco vizzardelli

Rispondi