Mahler2 - Gatti - Scala

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violamargherita
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Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da violamargherita » 15 ott 2017 00:50

Il tempo è una esperienza drammatica, umanamente parlando. È un punto dove soggettività e oggettività s’intersecano, eppure non coincidono. C’è come un abisso inesprimibile in cui si concreta la coscienza del proprio limite unita a un inestirpabile anelito alla sempiternità. Trovandomi in quel decennio che va dalle ottanta alle novanta primavere, periodo incredibilmente pieno ancora di possibilità di scoperte, sento che cresce in me una malcelata insofferenza verso tutto ciò che comunica una immediata falsità. È un difetto, spesso, nella vita quotidiana - per esempio mi secca terribilmente dover scrivere questo messaggio non usando le mie dita quasi inermi bensì attraverso il traduttore vocale regalatomi dai miei nipoti -.
Vi è però un ambito dove questa insofferenza si muta in risorsa insuperabile: nel giudicare un evento musicale. Non ti “fregano” più, si potrebbe dire. O, in positivo: quando accade il miracolo esecutivo te ne accorgi quasi fisicamente.

Di miracolo devo parlare riferendomi alla Seconda di Mahler udita poche ore fa. E siccome i miracoli sono difficilissimi da spiegare verbalmente, mi aiuterò con un paragone. L’esecuzione di Gatti va ad appaiarsi insieme alla Quarta di Mahler diretta da Bernstein come il miglior concerto sinfonico udito da me nella sala del Piermarini.
Il tempo si sospende. O per dirla con Gurnemanz «si fa spazio». E il cuore riposa. E sa che se è umanamente possibile fare musica così, allora non tutto è vano. Può valere la pena invecchiare. I gatti hanno sette vite. Il maestro Gatti ti fa venire voglia di viverne settanta volte sette.



daphnis
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Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da daphnis » 15 ott 2017 09:37

Il tempo e lo spazio, e l'incontro di quattro umanità. Mahler, il compositore che oggi più di tutti "parla" a noi, perché è uno di noi, oggi. L'interprete in grado di calare tutta la propria umanità nel testo restandone completamente al servizio (solo Bernstein faceva Mahler così! E Gatti e in sé sintesi fra l'anima di Bernstein e il nitore di Abbado). L'orchestra e il coro che diventano più che lo strumento: è comunione d'anime, in suono frasi espressioni. Mahler, Gatti, l'Orchestra e il coro della Scala un'anima sola. E il pubblico, la quarta umanità, che viene assorbito nella musica. Questo non è un ascolto: è l'ingresso in una comunione di vita. Morte e Resurrezione di tutti.

Una delle esperienze più sconvolgenti della mia vita, in teatro e non solo. A tratti insostenibile perché la bellezza manifestata a questo punto ti schianta.


marco vizzardelli

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manrico64
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Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da manrico64 » 15 ott 2017 18:15

spero di riuscire a vedere la replica del 19
Danilo

umangialaio
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Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da umangialaio » 17 ott 2017 10:20

Ieri Gatti e la Filarmonica, che ormai è mezza, forse meno, orchestra della Scala e una legione di avventizi, hanno fatto sembrare Thielemann e la sua Staatskapelle una schiera di leggiadri folletti.
Ma che pesantezza! E francamente il confronto con la Prima e la Nona di Mahler dirette da Salonen al Piermarini non si pone neanche.



U

Fafner
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Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da Fafner » 17 ott 2017 19:27

Strano destino, quello dei direttori alla Scala. Degli autentici messia quando sono lontani o arrivano solo quali ospiti, degli autentici incompetenti di cui liberarsi il più presto possibile una volta che si hanno (poi una volta andati ritornano messia ed "è scandaloso che non li si richiami"). Dubito che Gatti avrebbe una sorte diversa, nel remotissimo caso dovesse un giorno decidere di legarsi in maniera fissa alla Scala.
È il solo preambolo con cui riesca a spiegarmi l'idolatria che ormai da un po' imperversa qui, sempre e comunque, quando si parla di lui, tale dal tirare in ballo mostri sacri quali Bernstein o Abbado. Bernstein non ho mai avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo, Abbado sì, in particolare tutto quello che ha fatto a Lucerna. E francamente anche solamente nominare ciò che fu la Resurrezione lucernese del 2003 con quanto ascoltato ieri sera...tutto meramente soggettivo, ovviamente, ma rabbrividisco. Ma potrei citare anche quella di Jansons ascoltata qualche anno più tardi. Dudamel invece l'ho rimosso dalla memoria più che volentieri.
Già l'anno scorso a Lucerna dovetti sopportare una Quarta di Bruckner che pure Celibidache avrebbe ritenuto elefantiaca, qualche anno prima era stato non molto diverso con una Prima di Mahler eseguita con i Wiener, ma anche con la Seconda di ieri c'era poco da scherzare. A Lucerna quanto meno c'erano orchestre che in questo repertorio ci sguazzano, ma qui nemmeno quello. Orchestra sgraziata, incapace di sostenere le improponibili linee che il direttore avrebbe voluto, tempi estenuanti e senza alcun legame che potesse dare una minima parvenza di coerenza e di respiro interno. Decisamente in miglioramento le cose con l'avanzamento della serata, di cui però in definitiva mi è sfuggita l'eccezionalità tanto declamata. Per di più dopo 4 Resurrezioni ascoltate al KKL, ascoltare questa musica alla Scala è paragonabile a tornare a delle registrazioni monofoniche, ma qui ovviamente non è colpa degli artisti. Pubblico soddisfatto, ma gli autentici trionfi mi sembrano ben diversi.
Davvero, pur con tutta la soggettività che questa passione comporta non mi capacito di come qua dentro si possa definire un'esperienza del genere come quella di una vita. La Resurrezione di Abbado del 2003 lo è stato, la Nona sempre di Abbado del 2010 lo è stato, il Sacre di Salonen (sempre a Lucerna) lo è stato, ma questo assolutamente no.

daphnis
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Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da daphnis » 17 ott 2017 23:46

Scrive Angelo Foletto, critico musicale de La Repubblica, su facebook

Le sinfonie-mondo di Mahler andrebbero ascoltate solo dal vivo. Ma visto che domani sera alla Scala si esaurisce il trittico di esecuzioni della "Seconda" - esito e viaggio musicale di strepitosa ricchezza nella lettura di Daniele Gatti e nella soggiogata esecuzione di coro e orchestra - la registrazione live effettuata a Amsterdam nel concerto di insediamento alla Rco, un anno fa, aiuta chi c'era a "ricostruirla" e tenerla ben salda nel ricordo. E spiega a chi non ha potuto esserci cosa significa ragionare interpretativamente oggi su Mahler: senza soggezioni storico-esecutive, con umanità, determinazione, concezione poetica e drammatica matura, tenerezza e rabbia, paura e commozione. Quella che per tre sere ha riempito la Scala e ispirato a Gatti una dei più convincenti immersioni nel mondo mahleriano acoltabili dal vivo. Dimostrando per l’ennesima volta che al di là della padronanza tecnica e concettuale sulla gigantesca cattedrale sonora - che Gatti governa quasi con nonchalance: rinunciando anche alle “fisicità” direttoriali che piacciono tanto agli allocchi, usando bacchetta e mani con saggia parsimonia, e avendo la sfacciataggine di tenere la partitura sul leggio - ciò che misura la pienezza di un musicista che merita già di entrare nella storia dell’interpretazione mahleriana è la capacità di mettersi in gioco totalmente, senza calcoli né avarizie emotive, con gioiosa umiltà e autorevolezza. Regalando al pubblico l’impegnativa e infine esaltante avventura di condividere con gli esecutori la trama affettiva e poetica d'autore fatta di estasi e disperazione, di danze e lacrime, di smarrimenti e orgogli, di speranza e “resurrezioni”. (Angelo Foletto)

Fafner
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Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da Fafner » 18 ott 2017 11:15

Già al momento in cui uno parla di "tre sere" al passato quando una è ancora musica del futuro non posso evitare di pormi qualche domanda...

daphnis
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Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da daphnis » 18 ott 2017 11:54

Quegli incompetenti idolatri del Concertgebouw, notoriamente un'orchestrina di incompetenti in materia di Mahler, completamente privi di tradizione e cultura mahleriana....
Per te non è stata un'esperienza di vita? Per te, cioé non "assolutamente". Per me e per diversi altri (compresa, mesi fa, l'orchestra medesima del Concertgebouw), sì. Amen. Opinioni.


marco vizzardelli

Fafner
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Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da Fafner » 18 ott 2017 12:04

Messa su questo piano si potrebbe aprire una diatriba infinita tirando in ballo quel Chailly che ti fa sputare bile ad ogni occasione (per il quale, meglio precisare, non nutro particolare ammirazione). Ohibò, pure lui diresse il Concertgebouw ma evidentemente arrivò alla testa dell'orchestra con un colpo di stato, e a Lucerna Haefliger doveva essersi fatto di cocaina il giorno che gli affidò l'orchestra di Abbado (seppur vada detto che non fu la prima scelta, visto che avrebbe voluto Nelsons). Eppure da queste parti viene dipinto come un incapace della bacchetta, né più né meno. Coerenza...cmq esatto: opinioni.

daphnis
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Re: Mahler2 - Gatti - Scala

Messaggio da daphnis » 18 ott 2017 12:10

Nessun problema. In generale non stravedo per il musicista Riccardo Chailly ma non capisco cosa c'entri: qui non si sta parlando di lui, era completamente fuori dai miei pensieri. Stimo molto il musicista Daniele Gatti: stavo parlando di lui e di una sua esecuzione che ho gradito. Cosa c'entra Chailly? Nulla, nessuna diatriba. Non capisco questa modalità di dialogo, è solo ricerca di polemica, ed è un tipo di dialettica (si parla di uno, scatta la contrapposizione ad un altro: siamo ancora a questo?) in cui non mi imbarco più: mi sembra che non porti da nessuna parte, e i forum ne sono spesso ammorbati e rovinati.
Un carissimo saluto

marco vizzardelli
Ultima modifica di daphnis il 18 ott 2017 12:36, modificato 1 volta in totale.

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