Quarta e De Maria a Pieve a Elici

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mascherpa
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Quarta e De Maria a Pieve a Elici

Messaggio da mascherpa » 11 lug 2017 10:15

Aggiungo qualche considerazione, personale e no, alla recensione del concerto di giovedí 6 che si legge in Home Page.

La stagione di quest'anno a Pieve a Elici, inaugurata domenica 2 luglio con un concerto del Trio Carbonare al quale purtroppo non ho potuto assistere, si distingue anche per l'accresciuto numero delle serate, che diventano dodici nell'arco di due mesi, quindi con tre serate in piú rispetto alla naturale cadenza domenicale per nove settimane (fa eccezione il concerto della piansta Mariangela Vacatello, che invece di domenica 13 agosto si terrà la serata comunque festiva del 15). Un indicatore chiarissimo dell'ottimo rapporto che l'Associazione Musicale Lucchese sa stabilire e mantenere con gli artisti suoi ospiti, è già la grande frequenza dei ritorni da una stagione all'altra: pressoché tutti i musicisti di prim'ordine che soneranno nella Pieve fino al 27 agosto sono "vecchie" e ammiratissime conoscenze dei frequentatori delle due stagioni cameristiche annuali dell'AML (a fianco delle quali è decollato negli ultimi tre anni il rilevante festival d'inizio maggio, che coinvolge molti tra i luoghi piú suggestivi della «città dall'arborato cerchio, | ove dorme la donna del Guinigi»). E l'elevata qualità di questo rapporto s'è vista anche in occasione del concerto di giovedí scorso: un pianista di gran nome, valore e impegni come De Maria aveva infatti accettato di partecipare alla serata non appena, nemmeno un mese e mezzo fa, s'era profilata l'impossibilità che il pianista previsto all'inizio insieme con Massimo Quarta mantenesse l'impegno; la disponibilità di De Maria s'è spinta al punto di mantenere invariato il "pezzo forte" del programma, quella Sonata in La maggiore di César Franck che, come ha già scritto Bardelli, ne ha anche costituito il culmine tecnico e interpretativo, seguito poi allo stesso livello dalla trascrizione per violino (m'sembrata quella dovuta a Jascha Heifetz) del Vocalise op. 34 n. 14 di Rahmaninov e dall'Allegro iniziale della Sonata op. 24 "Primavera" di Beethoven.

Ricordata l'eccellente, e direi insolita qualità del pianoforte Steinway che l'AML ha messo a disposizione di De Maria, un altro punto sul quale m'associo volentieri alla recensione di Bardelli è l'ammirazione per lo splendido strumento sonato da Quarta, un Guadagnini del 1765, le cui caratteristiche timbriche sembrano confermare come l'evoluzione costruttiva del violino nella seconda metà del Settecento, cioè dopo l'età aurea degli Stradivari, degli Amati, dei Guarneri, abbia anticipato l'evoluzione preromantica e romantica della musica per questo strumento: un fenomeno, se vogliamo, di segno opposto a quello che s'ebbe nel caso del pianoforte.

Due, anzi tre ritorni di grande rilievo nelle domeniche immediatamente successive: il 9 Giuseppe Albanese ha interpretato di Schumann i Kreisleriana, di Liszt la Fantasia quasi Sonata dopo una lettura di Dante e la Rapsodia spagnola; il prossimo 16 sarà la volta del Quartetto di Cremona con i pucciniani Crisantemi, il Dissonanzenquartett e, insieme a Enrico Bronzi, il sommo Quintetto di Schubert.


Il quartetto è la forma più alta di democrazia (Angelo Zanin, Quartetto di Venezia)

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τί μοι σὺν δούλοισιν;

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