Compagno Stravinskij

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titolucariello

Compagno Stravinskij

Messaggio da titolucariello » 01 giu 2017 16:49

Proprio allora la salute del mio povero maestro [Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov, ndr] cominciò a vacillare. Frequenti crisi di angina pectoris facevano prevedere una fine prossima. Andavo spesso a trovarlo, anche indipendentemente da ragioni di lavoro, e avevo l'impressione che gli facesse molto piacere. Gli ero sinceramente legato e sentivo per lui un affetto profondo. Solo più tardi appresi dai suoi familiari che il mio sentimento era corrisposto. La sua così caratteristica riservatezza gli impediva ogni sorta di effusione sentimentale.

Prima di partire per la campagna, dove solitamente trascorrevo le vacanze, andai con mia moglie a congedarmi da lui. Fu l'ultima volta che lo vidi. Durante la nostra conversazione gli parlai del progetto di una breve fantasia orchestrale, per cui già avevo trovato il titolo, "Feu d'artifice". Mi parve che il lavoro lo interessasse e mi raccomandò di mandarglielo non appena fosse ultimato. Giunto a Ustilug, la nostra proprietà in Volinia, mi posi subito a comporre col proposito di fargli avere il lavoro in occasione del matrimonio della figlia, che si sarebbe celebrato entro breve tempo. Finii la composizione in un mese e mezzo e gliela spedii in campagna dove stava trascorrendo le vacanze. Pochi giorni dopo un telegramma mi annunciò la sua morte, e poco più tardi riebbi il manoscritto, respinto per decesso del destinatario. Raggiunsi immediatamente la sua famiglia per assistere ai funerali. Si svolsero a Pietroburgo. Il servizio funebre fu celebrato nella chiesa del Conservatorio. La sua tomba si trova non lontano da quella di mio padre, nel cimitero di Novodievitcy.

Tornato in campagna, volli rendere omaggio alla memoria del mio maestro. Composi così il "Chant funèbre", che fu eseguito in autunno sotto la direzione di Felix Blumenfeld al primo concerto Beljaev, consacrato alla memoria del grande musicista defunto. Purtroppo la partitura di questo lavoro scomparve in Russia durante la Rivoluzione insieme a tante altre cose che vi avevo lasciato. Ne ho dimenticata la musica, ma ricordo perfettamente l'idea secondo cui l'avevo concepita. Era una sorta di canto funebre di tutti gli strumenti solisti dell'orchestra, i quali deponevano, uno dopo l'altro, sulla tomba del maestro, a guisa di corona, ciascuno la propria melodia, il tutto su un fondo grave di mormoranti tremolii, quasi vibrazioni di voci basse che cantassero in coro. Il pubblico ne fu molto colpito, e io pure. Oggi non saprei dire se fosse dovuto all'atmosfera funebre o ai meriti intrinseci della composizione.

Igor' Fëdorovič Stravinskij, Cronache della mia vita, 1935


Mariinskij Orchestra, Valery Gergiev.

cfr: http://www.operaclick.com/recensioni/te ... e-ray-chen



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