una nuova orchestra sinfonica a Milano

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marco_
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Re: una nuova orchestra sinfonica a Milano

Messaggio da marco_ » 06 feb 2019 07:23

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LaFil, nuova orchestra per Milano (e oltre)

La Lettura15 Jul 2018 di GIAN MARIO BENZING

La compagine «LaFil - Filarmonica di Milano» è composta da circa 40 musicisti e affianca a prime parti di orchestre italiane importanti anche musicisti più giovani. LaFil avrà diverse «residenze» in Italia e all’estero e ha l’obiettivo di fare del rinato Teatro Lirico la sua «casa» milanese. Il finanziamento sfrutterà forme di crowdfunding. Il logo è stato creato dai graphic designer di Studio FM Milano L’immagineRichard Pousette-Dart (1916–1992), Symphony No. 1, The Transcendental(1941–42, olio su tela), © 2015 Estate of Richard Pousette-Dart/ Artists Rights Society, New York L’agenda del debutto LaFil tiene i suoi primi concerti pubblici in Liguria, sotto la direzione di Marco Seco che, nato a Buenos Aires e con studi a Milano, ha debuttato sul podio al Festival di Spoleto nel 2011 con The Medium di Menotti. Da lunedì 16 a domenica 29 luglio l’orchestra è in «residenza» a Sestri Levante (Genova), ospite del Comune nell’Ex Convento dell’Annunziata. Due i programmi. Musiche di Prokof’ev ( Sinfonia n. 1 in re maggiore op. 25 «Classica» ) e Mendelssohn ( Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 «Italiana» ) il 20 a Sestri Levante (Teatro Arena Conchiglia, ore 21.30), lunedì 23 a Rapallo (Genova) al Teatro Auditorium delle Clarisse, (ore 21.30); musiche di Beethoven ( Sinfonia n.1 in do maggiore op. 21), Mendelssohn ( Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 «Scozzese» ) in concerto sabato 28 a Sestri (Teatro Arena Conchiglia, ore 21.30), domenica 29 a Camogli (Genova), Teatro Sociale (ore 21)
Il primo violino della Scala e quello dell’Orchestra di Santa Cecilia suonano fianco a fianco, insieme ai corni del Regio di Torino. Come, dove? In vista non c’è un’anomala fusione di enti storici ma la nascita di una nuova orchestra. Si chiama «LaFil - Filarmonica di Milano» e fra poche ore darà il «la» ai suoi primi concerti. «Il nome è un po’ sbarazzino, vuol essere immediato, ha un’aria meno paludata rispetto ad altre orchestre», confida a «la Lettura» l’editore Luca Formenton, presidente della nuova fondazione cui fa capo l’orchestra. «Immagino ragazzi che si dicono fra loro: “Dài, stasera andiamo a sentire LaFil!”».
Grande cultore di musica, Formenton si è appassionato al progetto e ne ha definite le prime strutture. «L’anno scorso a Sestri Levante — prosegue — il maestro Carlo Maria Parazzoli, che conosco bene perché è figlio dello scrittore Ferruccio Parazzoli, mi ha avvicinato e mi ha raccontato questo progetto. Avevano bisogno di una residenza estiva. Ho scritto allora alla sindaca di Sestri, Valentina Ghio, che, con una velocità impensabile per il mondo politico, mi ha risposto in modo entusiastico. E in poco tempo siamo riusciti a dar vita a una residenza per la nuova orchestra, nel Tigullio».
Il progetto, ideato insieme da Parazzoli, primo violino dell’Orchestra di Santa Cecilia, e da Roberto Tarenzi, viola del Quartetto Borciani e docente al Conservatorio di Milano, è chiaro e affilato. Creare un’orchestra giovanile sui generis, su un modello che guarda a Tanglewood o all’Accademia «Karajan» di Berlino, oltre che alla lezione imprescindibile di Claudio Abbado. Non un complesso di soli giovani strumentisti, guidati da un unico, celebre direttore, quasi come sua emanazione; ma un gruppo di giovani talenti che suonino allo stesso leggio insieme a prime parti di grandi orchestre italiane.
«Ci siamo chiesti: che cosa manca in Italia, per offrire una vera opportunità di crescita e di lavoro, ai giovani musicisti? Che cosa si può sognare?», dice a «la Lettura» il maestro Tarenzi. «Il nostro — precisa Marco Seco, il giovane direttore argentino che guiderà i primi concerti — non è un progetto didattico. Qui ognuno mette il proprio sapere a disposizione di un altro sapere. È il punto di incontro fra l’esperienza, da un lato, e la freschezza di musicisti super-selezionati, dall’altro. Altre orchestre giovanili tendono a realizzare un’esperienza formativa, noi andiamo oltre: lavoriamo su un’idea musicale. Vogliamo che l’orchestra sia dell’orchestra, non del direttore: una macchina che possa esprimersi partendo da sé stessa, arricchita da direttori ospiti, ma al fine di creare una propria identità». «Non vogliamo invadere il mercato. LaFil — riprende Tarenzi — lavora su progetti. Faremo una prima residenza estiva a Sestri Levante dal 16 al 29 luglio, ospitati nell’ex Convento dell’Annunziata, messo a disposizione dal sindaco. Due settimane: in ognuna delle quali faremo prove e tre concerti nei teatri della zona». «La filosofia — aggiunge Luca Formenton — è nuova, questa è un’orchestra che va verso il pubblico, non chiede al pubblico di venire da lei».
I fatti. LaFil è e sarà un’agile orchestra «da camera». Una quarantina di elementi sceltissimi. Repertorio mitteleuropeo, dal Classicismo al Novecento storico. Primi concerti, diretti da Marco Seco, il 20 luglio a Sestri Levante, il 23 a Rapallo con la Sinfonia «Classica» di Prokof ’ev e l’Italiana di Mendelssohn; poi, seconda tranche, Prima sinfonia di Beethoven e Sinfonia «Scozzese» di Mendelssohn, il 28 a Sestri, il 29 a Camogli. Oltre a progetti per New York e Dublino, «La main residence dell’orchestra — annuncia Tarenzi — sarà Milano. Stiamo collaborando con Filippo Del Corno e l’assessorato alla Cultura del Comune, alleato naturale di LaFil, per cercare una casa a Milano, che potrebbe essere il Teatro Lirico, con una serie di date certe, circa cinque appuntamenti all’anno, a partire dal prossimo autunno/inverno».
Il sostegno è tutto privato: come in America, gli sponsor «adottano» delle chair, delle seggiole, delle posizioni in orchestra, un violino di fila o un’intera sezione. A progetto, l’adozione di una chair si aggira sui 20 mila euro. Innovativo si annuncia anche l’uso della tecnologia legata alla fruizione dei concerti: «Creeremo dei programmi di sala digitali. La “realtà aumentata” — anticipa Seco — permetterà allo spettatore, via cellulare, di entrare sul palcoscenico o nel backstage, per vedere come si preparano gli artisti. I teatri diventeranno hot spot: a passarvi vicino si otterranno dei contenuti, dalla programmazione allo streaming del concerto in corso. A Milano, alcuni concerti verranno proiettati nei parchi, dal Sempione alla Martesana, o come mapping sulle mura del Castello; in alcuni chiostri storici, la proiezione sarà su tre lati, in modo che l’ascoltatore si senta come circondato dagli strumenti, quasi fosse lui stesso il direttore».
Eccoci dunque «dentro» l’orchestra. Accanto ai giovani, oltre a Carlo Maria Parazzoli suoneranno Francesco De Ange- lis, primo violino della Scala; Francesco Bossone, primo fagotto di Santa Cecilia; Luca Ranieri, prima viola dell’Orchestra Rai di Torino; Andrea Favalessa, primo violoncello dei Pomeriggi Musicali; Natalino Ricciardi e Ugo Favaro, primi corni del Regio di Torino. Anche per loro, un’esperienza entusiasmante. «Questo — sostiene Parazzoli — è un servizio a tutto il Paese. In Italia le orchestre mancano: nella sola Berlino ce ne sono 14, tante quante gli enti lirico-sinfonici in tutta Italia. Noi da giovani avevamo maggiori possibilità. Oggi molte orchestre sono state chiuse, e per entrare in quelle che restano c’è una lotta al coltello».
«Con LaFil — interviene Francesco De Angelis — vogliamo offrire ai giovani l’esperienza della disciplina d’orchestra. Disciplina ritmica, di sonorità, nell’uso dell’archetto, nel modo di affrontare determinate soluzioni tecniche. Lo staccato in Beethoven non è lo staccato di Strauss». Con questa disciplina, quali sono le virtù prime del «buon orchestrale» che voi trasmetterete ai giovani? «L’ascolto. È meglio lasciare indietro qualche nota, non pretendere tutto alla prima lettura — sintetizza Parazzoli — ma ascoltare tutto quello che accade attorno a noi». «Trovare soddisfazione totale nel far parte di un gruppo — conclude De Angelis — nel dare il proprio contributo all’insieme, nell’essere tutt’uno con gli altri. Suonare in orchestra è anche una scuola di convivenza. Una scuola morale».



daphnis
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Re: una nuova orchestra sinfonica a Milano

Messaggio da daphnis » 06 feb 2019 13:39

O.k. grazie delle precisazioni Viola e Marco
Restiamo in fervida attesa. La cosa pare ottima
marco vizzardelli

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Amfortas_Genova
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Re: una nuova orchestra sinfonica a Milano

Messaggio da Amfortas_Genova » 06 feb 2019 19:29

È lecito sognare una subsidiary residence al Sociale di Camogli :clap:
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violamargherita
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Re: una nuova orchestra sinfonica a Milano

Messaggio da violamargherita » 06 feb 2019 19:40

Amfortas_Genova ha scritto:
06 feb 2019 19:29
È lecito sognare una subsidiary residence al Sociale di Camogli :clap:
Guarda, me lo auguro. È uno dei teatri più affascinanti della provincia italiana, e dopo il restauro i suoi colori ti donano gioia già solo entrandovi.

daphnis
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Re: una nuova orchestra sinfonica a Milano

Messaggio da daphnis » 07 feb 2019 11:35

Magari! Adorabile Camogli!

marco vizzardelli

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Amfortas_Genova
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Re: una nuova orchestra sinfonica a Milano

Messaggio da Amfortas_Genova » 07 feb 2019 20:50

violamargherita ha scritto:
06 feb 2019 19:40
Guarda, me lo auguro. È uno dei teatri più affascinanti della provincia italiana, e dopo il restauro i suoi colori ti donano gioia già solo entrandovi.
Sottoscrivo :wink:
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Berkeley

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