Styriarte Graz 2018

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mascherpa
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Styriarte Graz 2018

Messaggio da mascherpa » 12 gen 2018 11:06

A Graz, forti d'una tradizione musicale plurisecolare e del recente grande magistero di Nikolaus Harnoncourt, sembrano avere brillantemente superato la fase di transizione dell'anno scorso dovuta alla scomparsa del Maestro, fondatore e per trent'anni punto di riferimento della Styriarte.

Il programma di quest'anno, visibile su styriarte.at, snocciola nei trentun giorni dal 22 giugno al 22 luglio ben trentanove manifestazioni, con alcuni artisti di grande rilievo. Ho varato un piú che che raddoppio del mio precedente record di frequentazione di questo festival prenotandone undici, in tre tornate. Graz non è vicinissima ma neppure troppo lontana, specie da Venezia; l'inconveniente maggiore è il caldo, che può essere torrido. Le colline e campagne a sud sono grandi produttrici d'ottimi vini e di zucche.

La proposta piú provocatoria è probabilmente un Fidelio con un nuovo testo letterario, attualizzato a vicende recenti. Non è detto se sono stati riscritti solo i dialoghi parlati o anche, in tutto o in parte, le parole cantate. Dirige Orozco-Estrada, canta la Röschmann, un Ministro di lusso sarà Adrian Eröd. Ho appena stampato i biglietti per il 13 luglio. Con il Julo Ascanio, re d'Alba avrà inizio anche una pluriennannale programmazione d'opere di Johann Joseph Fux.

Jordi Savall eseguirà il 4 luglio con i suoi l'Ottavo libro di Monteverdi, non è detto chiaro se integralmente o no (in realtà, qualche dubbio lo fa nascere solo l'ora non anticipata d'inizio del concerto): per me un'occasione imperdibile, anche se l'unico, ormai remoto precedente ascolto dal vivo del musicista catalano m'ha lasciato molti punti di perplessità. Il giorno prima Pierre-Laurent Aimard, da quasi quarant'anni un pianista e musicista tra quelli che ammiro di piú, avrà eseguito, dopo Berg, Webern e Schönberg, la favolosa D 894.

Altra accoppiata fenomenale le due serate del 19 e 20 luglio, la prima con i Quartetti op. 76 nn. 1, 2 e 3 di Haydn (Quatuor Mosaïques), l'altra con il Dissonanze di Mozart, i Cinque pezzi di Webern e il grande Quintetto di Schubert (Pacific Quartet Vienna e Rudolf Leopold).


Il quartetto è la forma più alta di democrazia (Angelo Zanin, Quartetto di Venezia)

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τί μοι σὺν δούλοισιν;

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