Manfred Honeck alla Scala

per discutere di tutto quel che riguarda la musica strumentale

Moderatore: Berlioz

daphnis
Messaggi: 1314
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da daphnis » 03 gen 2018 13:41

Reso noto il programma del concerto di Manfred Honeck alla Scala domenica 7, giovedì 11 e venerdì 12 gennaio.
Direi magnifico! Dovendo sostituire Zubin Mehta, Pereira ha scelto uno dei massimi (e non conosciutissimi) direttori di oggi, lo scorso anno passato qui, all'Accademia della Scala, con una folgorante Settima di Beethoven, apprezzatissimo a Santa Cecilia in Mahler ed altro, e splendido nel repertorio viennese, che affronta con un gesto che ricorda quello di Carlos Kleiber ma con esiti "di suono" tutti suoi (più corposo) e con fraseggi di sorprendente freschezza.


Filarmonica della Scala
Direttore Manfred Honeck
Soprano Mandy Fredrich
Mezzosoprano Judit Kutasi
Tenore Tomislav Mužek

programma
Johann Strauss (figlio)

-da Der Zigeunerbaron
Overture

-Tritsch-Tratsch-Polka
-Wein, Weib und Gesang
Walzer

-da Der Zigeunerbaron
Als flotter Geist
Entrée: Aria Barinkay
da Der Zigeunerbaron
So elend und so treu
Zigeunerlied: Aria Saffi

-Eljen a Magyar!
Polka schnell

-da Der Zigeunerbaron
Ein Greis ist mir im Traum erschienen
Terzett: Saffi, Czipra, Barinkay
da Ritter Pázmán
Csárdás

- Frühlingsstimmenwalzer

-Josef Strauss
Die Libelle
Polka mazur

-Johann Strauss (figlio)
Furioso Polka quasi Galopp

-Franz Lehár
da Das Land des Lächelns
Dein ist mein ganzes Herz
Aria Sou Chong
da Giuditta
Meine Lippen sie küssen so heiss
Aria Giuditta

-Johann Strauss (figlio)
da da Der Zigeunerbaron
Wer uns getraut
Duett: Saffi, Barinkay

-Auf der Jagd
Polka schnell

-Im Krapfenwaldl!
Polka française

-Unter Donner und Blitz
Polka – Schnell


BIS PREVISTI
-Josef Strauss
Feuerfest!
Polka française
-Johann Strauss (padre)
da Radetzky-Marsch
----------------------------------------------------



marco vizzardelli
Ultima modifica di daphnis il 03 gen 2018 14:36, modificato 1 volta in totale.



Dr.Malatesta
Messaggi: 2786
Iscritto il: 23 gen 2008 14:06

Re: Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da Dr.Malatesta » 03 gen 2018 14:22

Secondo me la sostituzione è decisamente migliore dell'originale (francamente ho più di un dubbio sul Metha di oggi, e anche del passato, ma è un discorso lungo). Sarà interessante vedere se e come l'orchestra "imparerà" la complessa leggerezza e malinconia di questo repertorio che mi pare, ahimè, molto lontano dalle sue corde...

Peccato che al medesimo direttore non sia stato offerto Fledermaus che - magari purgato della presenza di Paolo Rossi e della "Principessa Orlofskaya" - sarebbe risultato assai interessante.
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

daphnis
Messaggi: 1314
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Re: Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da daphnis » 03 gen 2018 14:30

Stimo Mehta ma per il resto condivido quanto afferma Malatesta, comprese le note sul Fledermaus.
Spero che Honeck possa avere dalla Scala e dall'orchestra un' adeguata tempistica di prove, è probabile che l'ideale sia (come del resto quasi sempre nei concerti sinfonici scaligeri) andare ad ascoltare il concerto alla terza serata (io ho un impegno per venerdì 12, quindi ho preso il posto per la seconda). In ogni caso Honeck è stato una scelta decisamente affascinante, anche in rapporto al programma.


marco vizzardelli

Dr.Malatesta
Messaggi: 2786
Iscritto il: 23 gen 2008 14:06

Re: Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da Dr.Malatesta » 03 gen 2018 14:36

daphnis ha scritto:
03 gen 2018 14:30
In ogni caso Honeck è stato una scelta decisamente affascinante, anche in rapporto al programma.
Vero: talmente affascinante che mi stupisce sia stata presa dall'attuale dirigenza del teatro. In effetti spero che sia stato dato un tempo necessario di prove, tenuto conto del fatto che questo repertorio non è affatto semplice e che, anzi, basta un nulla per renderlo volgare e noioso.
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

Avatar utente
UltrasFolgoreVerano
Messaggi: 16268
Iscritto il: 23 dic 2001 21:42
Località: Verano Brianza (MI)
Contatta:

Re: Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 03 gen 2018 16:16

Ma il concerto di Capodanno non l'hanno già fatto a Vienna?

Quanto al direttore d'orchestra Honeck, confesso la mia completa ignoranza. M rifarò sentendo qualcosa su Qobuz.

daphnis
Messaggi: 1314
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Re: Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da daphnis » 03 gen 2018 17:36

59 anni, da anni direttore della sinfonica di Pittsburg (alla quale fu eletto, nel 2007, praticamente per acclamazione di popolo, dopo alcuni concerti folgoranti) in gioventù assistente di Claudio Abbado alla Gustav Mahler. Austriaco che più non si può, legatissimo alla propria terra e cultura, e alla musica che eseguirà alla Scala (la biografia ne ricorda la prima idea di fare il direttore d'orchestra, allorché da bambino, presente al Concerto di Capodanno di Vienna nei posti di cosiddetto solo ascolto e sommerso dalle persone adulte, ricevette la gentilezza di una maschera che lo accompagnò in prima fila). Agli inizi è stato anche violinista presso i Wiener Philarmoniker. Persona di profonda spiritualità e, dicono gli orchestrali stessi con cui lavora, suprema gentilezza e tratto umano. Sposato con 6 figli.
Credo di averlo ascoltato quand'ero ragazzo, ma non ricordo l'occasione. Grazie alla segnalazione di un amico, ho potuto "ritrovarlo" dal vivo, nel maggio 2015 a Roma, con l'Orchestra di Santa Cecilia, in esecuzioni di altissimo livello della Jupiter di Mozart e della Prima (Titano) di Mahler. Il "suo" Mahler (ma non solo) è una vera avventura dell'anima. A Santa Cecilia erano rimasti letteralmente folgorati anche da un suo Requiem di Verdi, lo invitano appena possibile. Qui alla Scala, ripeto, l'ho ascoltato con l'Orchestra dell'Accademia in una Settima di Beethoven di straordinaria forza ideale e dinamica. Ne parlai alla fine di quel concerto con alcuni dei giovani orchestrali scaligeri, erano rimasti incantati dal musicista e dalla persona. E' capace di concertazioni di grande finezza e originalità, nel pieno rispetto dello stile degli autori. Come già scritto, nel gesto "aereo" e in certe accensioni dinamiche talora ricorda Carlos Kleiber, ma il suono è assai più denso e corposo, molto chiaroscurato . Proprio quando lo si ascolta in repertorio "viennese", risulta pienamente connaturato a quella musica, che rievoca allo stesso tempo con una fortissima coscienza della collocazione storica, sociale, stilistica delle musiche e con eccezionale freschezza e personalità. C'è realmente "anima", e spiritualità, oltreché cultura, in quel che fa. I suoi Strauss e Lehar dovrebbero rivelarsi un'occasione preziosa, per il pubblico e per la stessa orchestra Filarmonica della Scala. Sono stato veramente contento quando Pereira ne ha annunciato l'arrivo per questo concerto.

marco vizzardelli

Avatar utente
UltrasFolgoreVerano
Messaggi: 16268
Iscritto il: 23 dic 2001 21:42
Località: Verano Brianza (MI)
Contatta:

Re: Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 03 gen 2018 19:15

Grazie Marco per le delucidazioni. Cavolo ha gia' 69 anni e ripeto non l'ho mai sentito nominare, nemmeno di fama.

Tra l'altro, seppur occasionalmente, compro pure la rivista mensile Musica, eppure nello loro numerose recensioni, non mi è mai capitato di beccare questo direttore austriaco.

Vedo che comunque ha inciso assai poco, per lo meno per quanto è disponibile sulla piattaforma Qobuz.

Avatar utente
massenetiana
Messaggi: 443
Iscritto il: 11 dic 2017 12:06
Località: Costiera Amalfitana e zona vesuviana

Re: Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da massenetiana » 03 gen 2018 21:27

Anch'io ringrazio Marco in quanto conosco pochissimo Honeck, l'unica registrazione che ho in merito a ciò è un DVD dell'opera "Così fan tutte" con Ana Maria Martinez e Sophie Koch e il direttore alla guida dei Wiener, risalente al 2006.
massenetiana sfegatata

" 'A morte 'o ssaje ched'è? È una livella"
(Antonio De Curtis, 'A livella)

"Ogni napoletano è vesuviano, ogni napoletano è precario ma determinato"
(Maurizio De Giovanni)

Avatar utente
Emanuele
Messaggi: 4556
Iscritto il: 02 dic 2003 11:03
Località: Milano P.ta Romana - Torre Boldone (BG)

Re: Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da Emanuele » 03 gen 2018 22:40

Ascoltato dal vivo con la New York Philharmonic, in un programma che comprendeva un brano di Martinu, il concerto di Grieg con Thibaudet e la Settima di Beethoven. Elettrizzante, quest'ultima, per il virtuosismo dell'ultimo movimento, dove l'orchestra fu letteralmente scatenata in una folle corsa a briglie sciolte. Gesto molto chiaro, sempre nella musica, essenziale. Pubblico in delirio. Notevole, ma più standard, la prima parte, anche perché il concerto di Grieg non si presta a particolari stravolgimenti e Martinu pur gradevole, era di routine.
[i]Il compito dell'uomo è dare alla luce se stesso[/i]

daphnis
Messaggi: 1314
Iscritto il: 17 mag 2014 10:01

Re: Manfred Honeck alla Scala

Messaggio da daphnis » 04 gen 2018 10:54

Sì il suo "finale" della Settima di Beethoven è qualcosa che non si dimentica...
Honeck ha 59 anni, non 69. Aggiungo: nel 2012, stupì e commosse Pittsburgh con una "serata tematica" dedicata al Requiem di Mozart, composta di una prima parte di letture inerenti al tema proposte da Murray Abraham (il Salieri di Amadeus, ricordate...) e poi dell'esecuzione, pare sconvolgente, del Requiem medesimo (fra l'altro, nel Tuba Mirum, pose la "tuba" da sola su un palchetto per isolarla assieme alla voce del basso, con esito sonoro incredibile). I critici locali dissero di aver vissuto una sorta di meditazione sul ruolo della fede e del cattolicesimo negli Usa (che, sapete, è argomento spinoso e fonte di tensioni, fra gli americani). Ecco, lui è uno così: non esecuzioni formali o fredde o fini a se stesse, ma,come dire, culturalmente "collocate", senza che questo significhi pesantezza o pedanteria, anzi, le letture di Honeck sono freschissime, appassionanti. Credo che con Strauss e Lehar, che fanno totalmente parte della sua biografia e cultura (e di quella dello stesso Pereira, che è stato accorto e intelligente, nell'invitarlo), sarà la stessa cosa.

marco vizzardelli

Qui, nello stesso anno 2012, ripropone il Requiem di Mozart con complessi danesi, facendolo precedere dal Laudate Dominum dei Vespri e poi interpolando canti gregoriani (ripete l'accorgimento del Tuba Mirum, e l'esito è evidente, ma c'è ben altro: ascoltate la morbidezza del Laudate Dominum soprattutto quando esposto dal coro, poi nel Requiem la sillabazione del Lacrimosa, poi lo slancio anche ritmico dell'Offertorio, e ci sono tante tante altre cose, compresi i volti degli esecutori, solisti e coro...)

▶ 58:39
https://www.youtube.com/watch?v=QLv8XPW1gwU

Rispondi