Filarmonica della Scala - Chailly - 06.11.2017

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violamargherita
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Filarmonica della Scala - Chailly - 06.11.2017

Messaggio da violamargherita » 07 nov 2017 16:21

Con molta energia autolesionista ho pensato di recarmi al concerto che inaugurava la stagione 2017-2018 della Filarmonica della Scala.
Il motivo era evidentemente uno solo: sentire dal vivo Chant funèbre di Stravinskij (alla mia età vige una sola regola di vita: ogni lasciata è persa).

Prima ho dovuto sopportare la peggiore Seconda di Čaikovskij da me mai udita. Un'impostazione finto-trasparente, ma in realtà nebulosissima per le imperizie degli strumentisti, su cui svettava una interpretativa noncuranza dovuta a una direzione che sembrava voler negare ogni aspetto čaikovskijano in Čaikovskij (qualcosa di simile - per chi lo ricorda - del Puccini di Muti sempre in questo medesimo teatro). Idea già difficile da realizzare se si dirige da fuoriclasse, figurarsi qui.

Dopo ho dovuto sopportare una esecuzione di Petruška da record: per tutto il brano non un solo cambio di tempo che avvenisse in modo esatto, sempre qualcuno prima (archi in particolare), qualcuno dopo (corni in particolare), qualcuno boh (legni acuti e percussioni in particolare). Ascolto orrendo.

Però sono contenta di aver potuto sperimentare il per me nuovo brano di Stravinskij, ritrovato un paio di anni fa. Mi ha convinto come partitura, l'ho trovato molto sincero - e Stravinskij non spessissimo lo è - nel commemorare il maestro Rimskij-Korsakov, senza usare però solo colori rimskijani, bensì attingendo a sonorità inusitatamente provenienti da certe tradizioni mitteleuropee (lo Strauss di Also sprach Zarathustra, ma anche il Wagner del Siegfried-Idyll). Insomma, credo che meriti di entrare stabilmente in repertorio, e magari di ricevere migliore esecuzione di quella di iersera (nemmeno un grammo di commozione autentica) e miglior accoglienza di quella di iersera (cinquantaquattro secondi di applausi netti).



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