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Piero Gelli, critico letterario, musicale e direttore editoriale. In memoriam

Inviato: 12 mag 2020 22:00
da marcob35
Sul "Corriere fiorentino" di oggi un ricordo dell'editore ed autore scomparso in questi giorni, noto anche per il "Dizionario dell'Opera" (Baldini & Castoldi, 1997 e segg.)

PIERO GELLI, OVVERO LA FIRENZE CHE AVEVA IDENTITÀ CULTURALE

La scomparsa di Piero Gelli ha rappresentato una perdita non solo per la cultura italiana — che lo aveva visto protagonista in alcune delle maggiori case editrici del nostro paese, da Garzanti a Einaudi, da Rizzoli a Baldini e Castoldi — ma anche per la città di Firenze con la quale Piero Gelli aveva sempre mantenuto un rapporto, almeno finché la nostra città seppe conservare la vitalità del proprio tessuto culturale di riviste, case editrici, e istituti di cultura. Anticipatore, come il suo grande amico Oreste Del Buono, di nuove tendenze editoriali (quali ad esempio i tascabili, di cui ricordava con me l’antesignana Biblioteca del viaggiatore pubblicata nella prima metà del ‘800 da Passigli Tipografo Editore), e attento sempre agli sviluppi della grande editoria francese e anglosassone, la sua curiosità spaziava dalla narrativa alla saggistica, rifuggendo da quelle chiusure specialistiche che caratterizzano oggi le direzioni settorializzate delle grandi case editrici, sempre più affidate a manager piuttosto che a grandi editori. Formatosi nell’eredità della cultura fiorentina degli anni ’30 e ’40, amico di Luzi e Pampaloni, e poi di Caproni e Bertolucci, fu assiduo frequentatore di Pasolini e Gadda, a testimonianza di una professione editoriale che affondava le sue radici nella migliore cultura del nostro secolo.

Non fu solo editore, ma anche autore di alcuni libri memorabili, come quel «Dizionario dell’Opera», frutto del suo grande amore per la musica, che — quando a Firenze — frequentava assiduamente sia al Maggio Musicale, sia agli Amici della Musica di cui era socio fondatore. Ogni epoca ha i suoi protagonisti. Ma ripercorrere la vita, l’opera, e le amicizie di Piero Gelli fa inevitabilmente avvertire quanto si sia impoverita la vita culturale della nostra città rispetto ai tempi in cui la cultura italiana era più policentrica, e Firenze con le sue case editrici — la Vallecchi, la Sansoni, la Nuova Italia, la Le Monnier, tutte sigle scomparse o emigrate — e con le sue riviste — dalla Voce e Solaria, a Il Ponte e Testimonianze — il centro di una cultura letteraria, politica e civile che si è oramai ampiamente dispersa.

La perdita di Piero Gelli è così un po’ anche la perdita di quanto resta della nostra identità.

(Stefano Passigli - Presidente Amici della Musica)