Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

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Dr.Malatesta
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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da Dr.Malatesta » 24 lug 2019 01:28

daphnis ha scritto:
24 lug 2019 00:17
Caro Matteo, scusami ma stavolta non hai risposto a tono. Non si tratta che... piaccia o non piaccia Luisi, o tirar fuori Abbado che è morto.
Si tratta che... c'è un collega costretto ad andarsene, praticamente mandato via in maniera sgarbata per giochi di politica. C'era così fretta di lanciarsi come un falco (non dirò: avvoltoio...)? Io credo che, nella vita, tanto più quando si è avuto quel che Muti ha avuto e ha (Philarmonia, Philadelphia, oggi Chicago, ieri Scala e Maggio), esisterebbero e sarebbero praticabili valori umani, uno dei quali è il rispetto. Qui, il defunto Abbado e Luisi (che alla Scala ha dimostrato grande rispetto, di recente, per il collega Mehta) non c'entrano. C'entra Muti, a 80 anni quasi suonati, con quel po' po' di carriera. Il rispetto umano, Matteo, questo c'entra.


marco vizzardelli

P.s. 1 - Per estensione del concetto, Bernard Haitink e Pretre hanno vissuto i loro anni tardi come osannati "ospiti d'onore", senza la pretesa di ruoli. senza invadere. Onorati come miti per questo. Trovo questo insistito "boia chi molla" molto meno attraente- Forse sbaglio...

P.s 2 - Non dubito, peraltro, che nei prossimi giorni il giornalista addetto del Corriere della Sera verrà convocato per darci tutte le ragioni umanitarie del gesto e vanificare ogni dubbio...
Marco, con gli anni ho maturato, insieme all'età anche un atteggiamento di più saggia e razionale accettazione di posizioni che distano anni luce dalle mie (parlando seriamente e fatta salva la vis polemica che un forum di argomento musicale necessariamente veicola e - lo ammetto - un certo gusto per la discussione anche sferzante, forse una deformazione professionale). Per cui ti ribadisco che aldilà delle battute e di certe fiammate, ognuno può e deve esprimere gusti e opinioni. Su Luisi sai come la penso (anche su Gatti, che però - pur non piacendomi - è direttore e musicista di ben altra schiatta rispetto all'onesto Fabio), e sai come la penso su Muti e su Abbado (che reputo grandissimo e inarrivabile in talune cose, ma non in tutto e di cui mi è in uggia il culto della personalità).
Capisco la tua posizione su Muti e, non ci crederai, in parte la condivido: oggi l'Italia musicale non ha bisogno di glorie del passato a celebrazione - legittima e a volte doverosa - di carriere e storie, ma di nuova linfa e vitalità. Però non mi dispiace un qualche coinvolgimento di Muti nelle cose di Firenze perchè trovo sia bello, e soprattutto umano, voler "tornare a casa" ala fine di una vita (artistica) che ha portato in ogni parte del mondo. Sarà una debolezza, ma non ci leggo mala fede, ma solo una dolce malinconia: uno ad uno stanno lasciando questo mondo i compagni d viaggio della mia formazione musicale e trovo bellissimo che dal podio di un'orchestra come la CSO si voglia tornare - per il poco tempo che rimarrà - ad una dimensione più piccola e meno prestigiosa. Credo c'entri molto coi sentimenti e con la consapevolezza di aver compiuto la propria esistenza e...non lo so...ma non ci trovo nulla di negativo.

Le sciocchezze che scriveranno e scrivono i giornali non mi interessano, così come l'oggettivamente disgustoso balletto politico del caso.
Ultima modifica di Dr.Malatesta il 24 lug 2019 14:43, modificato 1 volta in totale.


Matteo

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marcob35
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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da marcob35 » 24 lug 2019 11:38


Maggio Musicale, Serena Spinelli (consigliere regionale): "La Giunta si impegni per il rinnovo dell'incarico all'attuale sovrintendente Cristiano Chiarot".


"La Regione Toscana, in quanto socio fondatore della "Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino", può e deve dire la sua in merito alle recenti vicende che hanno visti coinvolti il Sovrintendente Cristiano Chiarot e il Sindaco di Firenze Dario Nardella, nella sua veste di Presidente della Fondazione".

“In particolare, con una mozione che ho sottoscritto dei consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti chiediamo che la Giunta si impegni a intervenire attivamente nella situazione creatasi all'interno della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con l'obiettivo di rinnovare l'incarico all'attuale sovrintendente Cristiano Chiarot, in modo da poter valorizzare e proseguire l'ottimo lavoro da lui svolto negli ultimi due anni. Chiediamo inoltre che la Giunta avanzi la richiesta che la carica di Presidente della Fondazione venga mantenuta dal Sindaco di Firenze”.

“Visti i risultati ottenuti come Sovrintendente riteniamo che Chiarot possa dare ancora tanto al Teatro del Maggio. Concordiamo inoltre sul fatto che sia opportuno mantenere nel ruolo di Presidente della Fondazione un rappresentante delle Istituzioni, quale è appunto il sindaco di Firenze. Chiediamo dunque che la Giunta si impegni attivamente su questi due aspetti”.

La dottoressa (medico) Serena Spinelli , fiorentina, 1973, è stata candidata alla Regione nel maggio 2015. Attualmente fa parte del Gruppo Misto.

https://www.gonews.it/2019/07/23/consig ... biologici/
news del 23 luglio 2019 ore 19:31
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

albertoemme
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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da albertoemme » 24 lug 2019 18:09

Propongo Noseda alla guida del MMF, mi è venuta questa idea quando ho sentito della nomina di Schwarz a Torino.-

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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da Dr.Malatesta » 24 lug 2019 20:46

albertoemme ha scritto:
24 lug 2019 18:09
Propongo Noseda alla guida del MMF, mi è venuta questa idea quando ho sentito della nomina di Schwarz a Torino.-
Sarebbe ottimo, ma credo che stia molto meglio a Washington dove è giustamente valorizzato
Matteo

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fraaaa
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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da fraaaa » 25 lug 2019 11:28

albertoemme ha scritto:
24 lug 2019 18:09
Propongo Noseda alla guida del MMF, mi è venuta questa idea quando ho sentito della nomina di Schwarz a Torino.-
Lo escludo, Firenze e Bolzano sono tra le città italiane più calde ed afose, ed il buon Gianandrea con il suo divincolarsi ed agitarsi sul podio nella calura estiva di Firenze rischierebbe troppo.

albertoemme
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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da albertoemme » 25 lug 2019 16:27

Scusa Fraaaa ho una curiositaaaà. Al massimo della tua carriera professionale ai tuoi collaboratori toccava ascoltare queste battutacce?

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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da fraaaa » 25 lug 2019 18:05

albertoemme ha scritto:
25 lug 2019 16:27
Scusa Fraaaa ho una curiositaaaà. Al massimo della tua carriera professionale ai tuoi collaboratori toccava ascoltare queste battutacce?
si, puntualmente. Poveri..

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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da albertoemme » 25 lug 2019 18:22

Beh dai, se le saranno meritate!

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marcob35
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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da marcob35 » 26 lug 2019 11:38

Caro direttore, in questi giorni sui giornali si sono lette tante, forse troppe, opinioni sul rinnovo della dirigenza del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Io non giudico questo o quel manager, perché non credo di esserne in grado, ma ho cercato di capire davvero, con le carte, quale fosse la situazione debitoria della «Fondazione lirico sinfonica» che gestisce il principale teatro della nostra città. Sono andato a cercare i bilanci disponibili su «Amministrazione trasparente».

Esiste un commissario straordinario nominato dal Governo con il compito di seguire la dinamica del debito delle fondazioni lirico sinfoniche e ogni sei mesi redige una relazione sullo stato di salute delle 14 realtà in Italia. L’ultima relazione ci offre un’ottima fotografia dell’attuale situazione delle fondazioni. Come sappiamo, alla fine degli anni ‘90, i teatri italiani erano così indebitati da essere tutti sull’orlo del fallimento. Furono tutti «salvati» trasformandoli in fondazioni private, ma con vincoli pubblici, aprendo quindi la porta a sponsorizzazioni da privati. Nonostante la riforma sostanziale, negli anni la situazione non è migliorata: in tutta Italia i fondi raccolti dai privati sono significativamente inferiori a quelli erogati dallo Stato e il totale dei debiti è sceso solo di poco, attualmente siamo intorno ai 400 milioni. Il nostro Maggio poi, viene descritto in modo critico.

È infatti il primo nella classifica dei teatri con maggior debito, con circa 59 milioni di euro di passivo, seguito a ruota dal Teatro dell’Opera di Roma con 51 milioni. Come se non bastasse, siamo gli unici ad avere anche un valore negativo del patrimonio netto. Negli ultimi anni, la Fondazione del Maggio è comunque riuscita a chiudere il bilancio in pareggio, nel 2018 anche con 30 mila euro di utile, e a iniziare un percorso virtuoso di lenta, ma costante riduzione del debito passando dai 62 milioni del 2017 ai 59 del 2018. La questione economica però resta, ed è enorme. A fronte di un costo totale della produzione di 32 milioni e 600 mila euro, i ricavi delle vendite e delle prestazioni sono stati nel 2018 pari a 4,5 milioni. Con risorse proprie, il Teatro copre poco meno del 15% dei propri costi. Salvano i conti solo i «contributi», principalmente quelli nazionali del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo), con oltre 27 milioni annui. In altre parole, è come se ogni anno i 200 mila spettatori pagassero solo il 15-20% del costo di produzione, mentre il restante 80-85% fosse a carico di tutta la collettività.

Credo sia giunta l’ora di un cambiamento serio sia a livello nazionale, con criteri di assegnazione dei contributi sempre più orientati al merito, che a livello locale, con una gestione che miri ad aumentare non solo il totale di spettatori e le «alzate di sipario», ma anche i contributi dei privati. I fiorentini ora pretendono responsabilità, rafforzamento e risanamento economico, indipendentemente da chi sarà nominato a guidare la Fondazione. È un’urgenza per i quasi 300 dipendenti, ma anche un dovere per rendere merito alla grande alla storia del Maggio.


Francesco Grazzini, Rappresentante di "Avanti Firenze" (Lista Civica)
Lettere al direttore in "Corriere fiorentino", 26 luglio 2019
(già pubblicata il 23 luglio su Facebook bacheca dell'autore)
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

ZetaZeta
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Re: Fabio Luisi abbandona il Maggio Musicale Fiorentino

Messaggio da ZetaZeta » 26 lug 2019 21:34

marcob35 ha scritto:
26 lug 2019 11:38
Caro direttore, in questi giorni sui giornali si sono lette tante, forse troppe, opinioni sul rinnovo della dirigenza del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Io non giudico questo o quel manager, perché non credo di esserne in grado, ma ho cercato di capire davvero, con le carte, quale fosse la situazione debitoria della «Fondazione lirico sinfonica» che gestisce il principale teatro della nostra città. Sono andato a cercare i bilanci disponibili su «Amministrazione trasparente».

Esiste un commissario straordinario nominato dal Governo con il compito di seguire la dinamica del debito delle fondazioni lirico sinfoniche e ogni sei mesi redige una relazione sullo stato di salute delle 14 realtà in Italia. L’ultima relazione ci offre un’ottima fotografia dell’attuale situazione delle fondazioni. Come sappiamo, alla fine degli anni ‘90, i teatri italiani erano così indebitati da essere tutti sull’orlo del fallimento. Furono tutti «salvati» trasformandoli in fondazioni private, ma con vincoli pubblici, aprendo quindi la porta a sponsorizzazioni da privati. Nonostante la riforma sostanziale, negli anni la situazione non è migliorata: in tutta Italia i fondi raccolti dai privati sono significativamente inferiori a quelli erogati dallo Stato e il totale dei debiti è sceso solo di poco, attualmente siamo intorno ai 400 milioni. Il nostro Maggio poi, viene descritto in modo critico.

È infatti il primo nella classifica dei teatri con maggior debito, con circa 59 milioni di euro di passivo, seguito a ruota dal Teatro dell’Opera di Roma con 51 milioni. Come se non bastasse, siamo gli unici ad avere anche un valore negativo del patrimonio netto. Negli ultimi anni, la Fondazione del Maggio è comunque riuscita a chiudere il bilancio in pareggio, nel 2018 anche con 30 mila euro di utile, e a iniziare un percorso virtuoso di lenta, ma costante riduzione del debito passando dai 62 milioni del 2017 ai 59 del 2018. La questione economica però resta, ed è enorme. A fronte di un costo totale della produzione di 32 milioni e 600 mila euro, i ricavi delle vendite e delle prestazioni sono stati nel 2018 pari a 4,5 milioni. Con risorse proprie, il Teatro copre poco meno del 15% dei propri costi. Salvano i conti solo i «contributi», principalmente quelli nazionali del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo), con oltre 27 milioni annui. In altre parole, è come se ogni anno i 200 mila spettatori pagassero solo il 15-20% del costo di produzione, mentre il restante 80-85% fosse a carico di tutta la collettività.

Credo sia giunta l’ora di un cambiamento serio sia a livello nazionale, con criteri di assegnazione dei contributi sempre più orientati al merito, che a livello locale, con una gestione che miri ad aumentare non solo il totale di spettatori e le «alzate di sipario», ma anche i contributi dei privati. I fiorentini ora pretendono responsabilità, rafforzamento e risanamento economico, indipendentemente da chi sarà nominato a guidare la Fondazione. È un’urgenza per i quasi 300 dipendenti, ma anche un dovere per rendere merito alla grande alla storia del Maggio.


Francesco Grazzini, Rappresentante di "Avanti Firenze" (Lista Civica)
Lettere al direttore in "Corriere fiorentino", 26 luglio 2019
(già pubblicata il 23 luglio su Facebook bacheca dell'autore)
Come direbbero a Roma dopo la scoperta dell'acqua calda: e sticazzi?

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