È morto Franco Zeffirelli

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Tebaldiano
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È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da Tebaldiano » 15 giu 2019 11:44

Letto ora sul sito del quotidiano toscano.


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massenetiana
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Re: È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da massenetiana » 15 giu 2019 13:43

Mi dispiace tantissimo, come regista d'opera per me è stato il migliore in assoluto. Inarrivabile.
R.I.P. Franco
massenetiana sfegatata

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(Antonio De Curtis, 'A livella)

"Ogni napoletano è vesuviano, ogni napoletano è precario ma determinato"
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Francescadarimini
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Re: È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da Francescadarimini » 15 giu 2019 22:09

Sono totalmente d'accordo.

fracapi
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Re: È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da fracapi » 16 giu 2019 09:45

dal Corriere della Sera :
" . “MI È MANCATO L’APPOGGIO DELLA CRITICA ITALIANA. È COME SE NON FOSSI ESISTITO" «Non mi è pesato l’ostracismo in patria, perché comunque non ha danneggiato la mia carriera. Mi ha indispettito perché è un ostracismo ideologico. È stato manovrato dal possesso della cultura operato dai comunisti in questi ultimi cinquanta anni."
"
«La mia colpa è aver rifiutato di spargere il sale davanti alla statua dell’imperatore. Sa come facevano i primi cristiani, per sfuggire alle persecuzioni? Rendevano omaggio formale al dio in terra; che nella nostra epoca è il comunismo, la sinistra. Prenda Luchino Visconti. Comunista lui? Io l’ho visto licenziare in tronco un cameriere e una cameriera che avevano dimenticato di pettinare i suoi gatti persiani.
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2 post sul il piu' conosciuto ed amato ed osannato regista italiano nel mondo dopo Fellini . .....e quello piu' famoso IN ASSOLUTO per le sue regie d'opera lirica 8)

Dr.Malatesta
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Re: È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da Dr.Malatesta » 16 giu 2019 12:36

Potranno piacere o meno le sue regie, ma resta un grandissimo artista e uomo di cultura. Ha perfettamente ragione sui motivi dell'ostracismo da parte della critica italica: ma di questo non mi stupisco (basti pensare alla pagliacciata che la medesima risma di "intellettuali" sta mettendo in scena a Trieste contro la statua di D'Annunzio). E anche ora - a poche ore dalla scomparsa - tornano i ridimensionamenti e la velata derisione (e pensare che il suo Shakespeare era osannato nel Regno Unito...). Vabbè nessuno è profeta in patria...
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

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Giulio Santini
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Re: È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da Giulio Santini » 16 giu 2019 13:27

Può venire molto facile non amare Zeffirelli, al di là dell'attribuirgli un notevole talento; dato che in morte sua si è letto ben peggio di qualche malizioso ridimensionamento, ma veri e propri rigurgiti di livore, che sarebbero suonati odiosissimi anche lui vivo, ben venga l'elegante silenzio di quanti possono non averlo apprezzato e compiangerlo senza rimpiangerlo.
Avrà, almeno, la considerazione istituzionale di un "artista ufficiale", quale forse, volendolo, è ben stato: coi funerali in Duomo e la sepoltura alle Porte sante.

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marcob35
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Re: È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da marcob35 » 16 giu 2019 13:56

[Tempo di lettura 3-5 minuti]

Sono cosciente che per questo "post" verrò "maledetto" da alcuni, ma resta sempre la possibilità data dal sito di inserirmi fra i cosiddetti "ignorati" (o "ignoranti"?) e non vedere più le mie osservazioni.
Attesto anzitutto che ier sera alla prima de "Le Nozze" fiorentine dopo la breve, un po' confusa, allocuzione di Chiarot alla ribalta, "in memoriam", nel minuto non di silenzio ma-come ha espressamente chiesto il Sovrintendente-di applausi, mi sono unito (per 20 secondi) pure io (molti si son alzati in piedi, orchestra inclusa; io ed altri no).

Deve essere proprio vera la storia che da morti siamo tutti migliori anche agli occhi dei nemici e denigratori, muoviamo a umana compassione, e che poi chi muore giace e chi vive si dà pace.
Per tutta una vita-accanto, certo, alle fortune e consensi di Zeffirelli-ho sempre sentito lamentazioni per non dire ostilità non solo di pancia o colore politico, verso il Maestro.
Che i suoi spettacoli fossero in fondo di second'ordine, routine, sia pure di un certo livello, ma ripetitivi, talvolta grossolani nella loro "stereotipia", nel loro oleografismo.

Li ho visti i suoi film e non ve ne è uno, dico uno, che mi abbia veramente interessato e commosso.
Certo, lui detestava e rimproverava i film di Pasolini (di cui ammetteva tuttavia la grandezza come poeta), film quegli altri non facili come i suoi, ma almeno la regia esisteva sul serio nelle opere pasoliniane.
Da bravo fiorentino era di molto polemico e si annetteva alcuni vizi e molte virtù, nel privato, nel pubblico, nello specifico dello spettacolo. Come ha pure rammentato Chiarot, si compiaceva dell'aver portato il Giglio per il mondo.

Si compiaceva pure di essere (diceva lui) l'erede di Visconti (che-diceva sempre lui medesimo-non era per nulla di sinistra, anzi comunista): nella realtà i film di Luchino sono quasi tutti dei capolavori la cui ipotetica scomparsa sarebbe una perdita per la Cultura, laddove la sempre ipotetica scomparsa delle pellicole zeffirelliane, poco priverebbe la storia del settore, salvo s'intende, come testimonianza di quel gusto calligrafico ripetuto incessantemente. Troppo ne corre.

Capace ed abile scenografo e costumista nel teatro lirico, creava ad esempio un "Ballo in maschera" alla Scala (1972) dove all'aprirsi del sipario all'inizio, la gente osservava: "Sembra un quadro di Rembrandt" e sempre nello stesso allestimento, il cambio di scena a sipario alzato, sulla sala del ballo alla fine, per il caleidoscopio di luci, obbligava a facili applausi regolari da fiera.
La super-compressa "Turandot" scaligera del 1983 o la penosa incursione ne "Il lago dei cigni" sempre a Milano nel 1985, sono ricorrenti testimonianze di un limite estetico e costituzionale che sempre lo ha accompagnato-coerentemente va detto-per l'intera carriera.
La bontà della sua celeberrima "Bohème" (1963, Vienna) è paradigmatica per quanto si è sin qui detto.

Riuscivano meglio le prove nella prosa, ma va detto che si avvaleva sempre di attori grandissimi che da soli avrebbero fatto il successo di quasi qualsiasi messa in scena.

Fiero delle sue amicizie e dei suoi gioielli (la Callas, Kleiber, i bei giovanotti e belle donne) li usava senza batter ciglio, e quando dentro essi-nel caso accadesse-poco vi era (si pensi all'attore Powell nel "Gesù")-ne utilizzava l'involucro esteriore per un bozzettismo sin troppo evidente.
Non parliamo nei titoli cinematografici di autentiche sciocchezze come "Amore senza fine" (1981) e "Il giovane Toscanini" (1988) mortalmente noioso da ogni punto lo si consideri.

Così, siccome prima o poi tocca a tutti e Franco Zeffirelli (RIP) aveva toccato l'invidiabile traguardo dei 96 anni, anche lui ora se ne è andato come s'usa dire ma, se pure criticamente, dopotutto siamo qui a parlarne.

[3.746 battute, 63 righe, 2 pagine ca.]


[Redatto alle ore 13:00 del 16.6.2019, prima di più interventi subito sopra questo, non presi in considerazione]

[2 correzioni per typo alle 19:49 e 23:19 del 16.6]
Ultima modifica di marcob35 il 16 giu 2019 22:20, modificato 2 volte in totale.
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

ZetaZeta
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Re: È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da ZetaZeta » 16 giu 2019 18:23

Si può discutere per un anno se sia stato più grande come regista o come scenografo (come se essere scenografo diminuisse la grandezza professionale), ma non certo sulla sua cultura.
E non si può non ammirare l'uomo e l'intellettuale che, venuto al mondo in una condizione obiettivamente difficile, si è formato ed è rimasto sempre fedele - lui che era omosessuale (ma non gay) - a certi principi cattolici e liberali anche passando per un bastian contrario come la sua concittadina Fallaci.
In un mondo nel quale molti da una parte e dall'altra non seppero prendere le distanze fino in fondo dalla proprie radici totalitarie non era poco.

fraaaa
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Re: È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da fraaaa » 16 giu 2019 19:01

ZetaZeta ha scritto:
16 giu 2019 18:23
Si può discutere per un anno se sia stato più grande come regista o come scenografo (come se essere scenografo diminuisse la grandezza professionale), ma non certo sulla sua cultura.
E non si può non ammirare l'uomo e l'intellettuale che, venuto al mondo in una condizione obiettivamente difficile, si è formato ed è rimasto sempre fedele - lui che era omosessuale (ma non gay) - a certi principi cattolici e liberali anche passando per un bastian contrario come la sua concittadina Fallaci.
In un mondo nel quale molti da una parte e dall'altra non seppero prendere le distanze fino in fondo dalla proprie radici totalitarie non era poco.
scusa che differenza c'e'tra omosessuale e gay?

fracapi
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Re: È morto Franco Zeffirelli

Messaggio da fracapi » 16 giu 2019 19:41

fraaaa ha scritto:
16 giu 2019 19:01
ZetaZeta ha scritto:
16 giu 2019 18:23
Si può discutere per un anno se sia stato più grande come regista o come scenografo (come se essere scenografo diminuisse la grandezza professionale), ma non certo sulla sua cultura.
E non si può non ammirare l'uomo e l'intellettuale che, venuto al mondo in una condizione obiettivamente difficile, si è formato ed è rimasto sempre fedele - lui che era omosessuale (ma non gay) - a certi principi cattolici e liberali anche passando per un bastian contrario come la sua concittadina Fallaci.
In un mondo nel quale molti da una parte e dall'altra non seppero prendere le distanze fino in fondo dalla proprie radici totalitarie non era poco.
scusa che differenza c'e'tra omosessuale e gay?
Zeffirelli :
Omosessuale sì, ma non gay. “Una parola che odio, offensiva e oscena”» . Ha spiegato in un’altra intervista il motivo di tanta irritazione: «È l’etimologia. Nasce nella cultura puritana: l’idea che, per bilanciare questa “anomalia”, devi essere simpatico, gaio. E così in America vediamo questa roba da carnevale, si truccano come pagliacci, tutti felici e allegroni, sei così spiritoso e divertente che ti chiamano gay. Una specie di attenuante. Ma si può? Dire a Michelangelo che è gay? A Leonardo? Andiamo, essere omosessuali significa portare un grave peso di responsabilità, scelte difficili: sociali, umane e di cultura»

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