La Cenerentola all’Opera di Roma

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marco_
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La Cenerentola all’Opera di Roma

Messaggio da marco_ » 08 giu 2019 22:45

Montanari è un fior di musicista: onora questo capolavoro con talento vivo in ritmo, musicalità, accenti, senso della struttura. Condisce il tutto con un suono brillante e venato di bruniture quasi tedesche, esprimendo così compiutamente le sfaccettature di Rossini. Infine mi piace il suo gesto sobrio, elegante, chiarissimo.

Mi ha sorpreso la voce della Iervolino: un vero mezzosoprano senza discontinuità lungo il registro, con centri pastosi e acuti spavaldi. Le intenzioni sono pulite ma un po’ generiche, così come la presenza scenica e il rondò ne risente. Molto bene Lepore, la cui voce ha la giusta grassezza per tratteggiare un Don Magnifico incontestabile, caratterizzato da gusto naturale per la parola. Mironov si riconferma un Don Ramiro raffinato, con portamento sempre principesco e canto elegante e proiettato nonostante la voce senza squillo e piccina. Riuscito il Dandini di Priante per la caratterizzazione non monodimensionale e il timbro ricco, benché tenda ad appannarsi quando la scrittura si fa mossa. Funzionali l’Alidoro di Sâmpetrean, e le sorelle Albuquerque e Rocchi.

La Dante propone un allestimento noioso, che con una lettura musicale più fiacca farebbe piombare la sala nel torpore. I movimenti a macchinetta di troppi figuranti stancano dopo un minuto, e non basta riproporli in crescendo per attenuarne l’assuefazione e dissimulare le idee scarse nel muovere i protagonisti. Carine le scene ‘pastello’, rivedibili i costumi da casa delle bambole.

Successo festoso per tutti al termine.




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