Il pezzo è mio e me lo gestisco io (ossia L'inutil precauzione)

Discussioni: per i neofiti che vogliono togliersi dei dubbi e per gli esperti che vogliono approfondire...
Rispondi
marcob35
Messaggi: 211
Iscritto il: 07 set 2017 16:59
Contatta:

Il pezzo è mio e me lo gestisco io (ossia L'inutil precauzione)

Messaggio da marcob35 » 31 mag 2019 15:39

Ha un bell'avvertire Alberto Mattioli nel convegno milanese sulla critica viewtopic.php?f=1&t=24183 (vedi la nostra sintesi video ivi), che se scrivi un pezzo di 8 pagine (1 pagina=1800 battute spazi inclusi) sul Web non lo legge nessuno manco se sei Eduard Hanslick e che il limite o la media massima dovrebbe essere di 30-60 righe.
Lo confortavano in quella occasione tanto Carla Moreni, ma soprattutto Aldo Lastella ("Il Web ha un grosso limite: dopo 30 righe non ti legge più nessuno") e il trentenne freelance Mattia L. Palma, quest'ultimo puntiglioso nell'additare (e bacchettare) "recensioni" in stile programma di sala (stampato) di oltre 10.000 battute (pura follia sul Web, dice), il lessico "altisonante" e d'accordo con Mattioli la tendenza al racconto della trama e le "ovvietà" risapute. Un po' di matematica e tre esempi freschissimi sono indicativi e curiosi, relativi all'immediatamente raccolto trionfo scaligero de "La città morta" (in linea con l'esortazione di "subito uscire" col pezzo, dichiarata dai suddetti illustri nomi).

Il virtuoso oltre che rifinito è (naturalmente?) Mattioli che sul Web batte 1.881 caratteri, per 31 righe ergo una pagina ed una manciata di lettere, senza racconto trama e risapute cose: perlomeno coerente.
Mattia L. Palma sembra predicare bene ma razzolare meno bene (benino), visto che il suo libero pezzo del Web è di 3.975 cioè 67 righe e circa 2 pagine e un po', e di trama ne dice dopotutto. Il suo pezzo ha pure un "distico"!
Da parte sua il critico ufficiale su questa testata che mi ospita non si cura dell'hanslickiano mònito di Mattioli e fa un botto di 13.468 battute, pari a 228 righe e quasi toccando le fatidiche otto pagine, ovviamente con riferimenti di sinossi inclusi: secondo Mattioli nessuno avrebbe letto l'articolo, forse il capo-redattore e compagni di cordata (Eduard non lo sappiamo).

Giusto perché capitato davanti ai nostri occhi, un mirato-contenutisticamente-"intervento" nel Forum sul Paisiello mutiano a Firenze, che è un "topic" sì, ma in guisa di recensione ha questi numeri: 6.839 battute, 116 righe per 3 pagine e 26 righe (una pagina si calcola essere di 30 righe).
Naturalmente siamo d'accordo che è il contenuto la cosa importante e da salvaguardare, meglio-molto meglio però-se con l'abile sintesi alla Fedele D'Amico e dei suoi "micro-saggi" presenti nelle proprie recensioni "qualsiasi" e comuni. Quasi "banali".

Resta poi sempre l'opzione Paolo Isotta, che "non leggendo mai le critiche degli altri" risolve ogni problema, a se stesso e al mondo. E sempre la vanità di dire o non dire, lungamente o sinteticamente.

[Il testo sopra è di 2.634 battute, 44 righe ca. ossia 1 pagina + 14 righe]


Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

Avatar utente
Giulio Santini
Messaggi: 430
Iscritto il: 02 mar 2016 17:29

Re: Il pezzo è mio e me lo gestisco io (ossia L'inutil precauzione)

Messaggio da Giulio Santini » 31 mag 2019 15:46

Come recensore faccio abbastanza pietà, e questo lo sapevo anche prima che me lo segnalasse il prof. Garganese: amare dilungarmi peraltro è un mio limite anche negli altri generi di scrittura, quando ho avuto da rispettare un limite stretto di caratteri mi è sempre toccato tagliarmi a posteriori. Ma che ruolo mai è quello di "critico ufficiale" di questa testata (che peraltro non ospita nessuno degli utenti di questo spazio di discussione, ché è cosa separata dalla rivista)?

Avatar utente
notung
Messaggi: 19606
Iscritto il: 07 nov 2004 23:10
Località: Trieste
Contatta:

Re: Il pezzo è mio e me lo gestisco io (ossia L'inutil precauzione)

Messaggio da notung » 31 mag 2019 20:44

Giulio Santini ha scritto:
31 mag 2019 15:46
Ma che ruolo mai è quello di "critico ufficiale" di questa testata (che peraltro non ospita nessuno degli utenti di questo spazio di discussione, ché è cosa separata dalla rivista)?
Ipotizzo che Garganese si riferisca a Ugo Malasoma, visto che si parla di Die tote Stadt. Ma, come sai, lanciarsi in interpretazioni del Garganese-pensiero è impresa ardita e forse perniciosa.
Ciao, Paolo
La Spada di Sigfrido

http://amfortas.wordpress.com/

<<Sono responsabile di quello che dico non di quello che capiscono gli altri.>> Massimo Troisi, forse.

Avatar utente
Giulio Santini
Messaggi: 430
Iscritto il: 02 mar 2016 17:29

Re: Il pezzo è mio e me lo gestisco io (ossia L'inutil precauzione)

Messaggio da Giulio Santini » 31 mag 2019 22:03

Anche io avevo pensato a Malasoma: con l'interrogativo su quali siano i critici "non ufficiali", dato che mi sentirei di escludere gli utenti del forum, che, appunto, è altra cosa...

marcob35
Messaggi: 211
Iscritto il: 07 set 2017 16:59
Contatta:

Re: Il pezzo è mio e me lo gestisco io (ossia L'inutil precauzione)

Messaggio da marcob35 » 02 giu 2019 17:07

Una non (troppo) inutil precisazione, unicamente al contenuto del mio proprio "topic" d'attacco (31 maggio ore 15,39).
Come appare altresì evidente dai momenti di giorno ed ora relativi le pubblicazioni, di Alberto Mattioli risultano due scritti sul Web.
Il primo uscito con data 29 maggio su "Amadeus" ("controcanto") ed a quello che mi riferisco nel mio testo; un secondo suo vergato su "La Stampa" on line sezione spettacoli, alle 17,35 del 1 giugno, ma non incluso nella edizione cartacea del giornale di oggi domenica.

Nel suo secondo scritto, contenutisticamente ben più articolato del primo, con accenni "fisiologici" al "plot", coglie le 6.991 battute per 118 righe, quindi quasi 4 pagine: un po' meno "virtuoso" perciò rispetto la prima occasione.
Anche se il mio "topic" verteva sulla destinazione informatica e problematiche cui alludevo, noterò che l' "antiwebbista" Carla Moreni sul "Sole 24ore" domenicale odierno, ha confezionato una tradizionale (e mi si consenta, assai bella) recensione calcolabile in 4.148 battute pari a 70 righe (2 cartelle + 10 righe). Le famose "settanta" righe generosamente concesse dal capo pagina, svegliatosi di buon umore, in difformità alla regola ferrea delle sessanta off-limits.
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

Rispondi