Turandot a Bologna

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ZetaZeta
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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da ZetaZeta » 08 giu 2019 06:18

Nel topic sulla Kovancina si disse molto su orchestrazioni e integrazioni di Rimskij-Korsakov, Sciostakovich e Stravinskij.
Su Carmen poi, c'è chi si inventa dei finali strampalati, ma qui la partitura c'entra nulla.
Per il resto, io direi molto più semplicemente che il finale di Alfano è più di mio gusto degli altri, ancorché (o forse proprio perché) si senta che non è Puccini. Quello di Berio forse è il più fedele ai frammenti pucciniani, ma anche a me sembra un po' moscio.

E comunque il bello di queste opere lacunose o incompiute è proprio che si può discutere sulle versioni preferite :pip :pip :pip



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il_bonazzo
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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da il_bonazzo » 08 giu 2019 09:04

cabaletta64 ha scritto:
07 giu 2019 19:33
Dr.Malatesta ha scritto:
06 giu 2019 22:28
cabaletta64 ha scritto:
06 giu 2019 21:35
...Les contes d'Hoffmann è un incompiuta dal suo autore ma poi portata a termine da Guiraud, e pare di ricordare pure con diverse versioni.
La Kovantscina ( tra le mie preferite) e terminata (per fortuna) da Rimskij-Korsakov, ci mettiamo pure il Principe Igor dove Borodin nella sua unica opera manco c'è riuscito a finirla ma credo sia stata terminata a quattro mani (fonte teatro Verdi Trieste), e anche l'Africaine di Meyerbeer ha avuto completamenti e rivisitazioni varie.
Se poi ci mettiamo anche la Carmen, dove i librettisti vari e anche Guiraud intervennero in modo deciso dopo la morte di Bizet.
In realtà non è così: per nessuna delle opere che hai citato (in particolare Contes e Carmen)
Ecco la negazione di fatti storici e documentati, per chi volesse approfondire con un po' di ricerca può verificare la veridicità di quanto da me scritto.
Per Le Contes in realtà l'opera è fin troppo compiuta, nel senso che Offenbach prima di morire aveva completato lo spartito per canto e piano e doveva ancora finire di mettere mano all'orchestrazione di alcuni brani (a prove per la prima già iniziate, durante le quali aveva comunque iniziato a fare tagli e spostamenti a causa della mediocrità di alcuni cantanti, prima fra tutti Adèle Isaac che pare a nemmeno trent'anni fosse già scassata). Quello che Guiraud e successivamente Choudens fecero non fu portare a termine, ma tagliare, spostare, aggiustare, ridurre e via dicendo.
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Eusebius
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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da Eusebius » 08 giu 2019 09:36

Cercherei comunque di distinguere. Vasco de Gama/L'Africaine e Les contes d'Hoffmann sono opere a cui manca la definizione di diversi dettagli (anche importanti), ma la cui concezione generale era piuttosto chiara ai loro autori. Forse estremizzando un po' in questa categoria ci metterei anche Lulu, o persino la Decima di Mahler, opere a cui certo manca ben più di qualche dettaglio, ma che con ogni probabilità non si sarebbero discostate più di tanto da ciò che troviamo scritto negli abbozzi e nelle particelle (se i relativi autori avessero avuto tempo di finire).
Diverso il caso di Turandot: qui mi sembra invece che Puccini stesso non fosse affatto convinto del finale, e che perciò avesse problemi di tipo drammaturgico ben più pesanti rispetto a qualche battuta in più o in meno, o a come dovesse essere orchestrato quel brano. Tra la famosa serata in cui egli suonò il duetto finale agli amici e la sua morte avrebbe avuto tutto il tempo per scriverlo in modo esteso e completo (almeno come particella). Se non lo ha fatto è forse perché aveva davvero troppi dubbi sulla sua efficacia. Per questo sono anch'io del parere che Turandot andrebbe conclusa con la morte di Liù, accettando la sua incompletezza.

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mascherpa
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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da mascherpa » 09 giu 2019 11:49

Eusebius ha scritto:
08 giu 2019 09:36
...suonò il duetto finale agli amici...
...nessuno dei quali si ricordò d'un finale fragoroso e trionfalistico: quelli che ne scrissero o dissero, osservarono comunque che l'abbozzo (improvvisazione o ripetizione che fosse) si concludeva in pianissimo, come svanendo.
Convincentissima trovo poi l'osservazione sulla riluttanza di Puccini a fissare su carta quel che aveva sonato in privato.

Sul presunto carattere «moscio» del finale di Berio: ne conosco cinque escuzioni, di cui quattro dal vivo, compresa quella d'un direttore famoso per piglio drammatico qual è Valerij Gergiev (Salisburgo 2002); di tutte posseggo una registrazione. Tra esse si distingue, a mio parere in modo incredibile, quella diretta da Bruno Bartoletti al Carlo Felice, mi pare nel 2004: sia perchè suona particolarmente "pucciniana" (in ogni caso molto di più di qualsiasi esecuzione a me nota del finale Alfano-Toscanini), sia perché appare, unica tra quelle che conosco, del tutto esente da fiacchezza. Poiché, del tutto in generale e sempre a mio parere, la qualità intrinseca d'un pezzo è assimilabile a quella delle migliori esecuzioni che se ne conoscono, mi permetto di non essere troppo pessimista sulla qualità del finale Berio... (fatta salva l'oppurtunità di rispettare l'estrema indicazione di Puccini, che ho ricordato nei giorni scorsi).

P.S. Ringrazio tutti coloro che negli ultimi giorni sono intervenuti con distinguo tanto ovvi quanto doverosi, sollevandomi dall'ormai noioso compito di farlo io, perlomeno in questa sede. Li sottoscrivo.
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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da cabaletta64 » 09 giu 2019 19:19

mascherpa ha scritto:
09 giu 2019 11:49



P.S. Ringrazio tutti coloro che negli ultimi giorni sono intervenuti con distinguo tanto ovvi quanto doverosi, sollevandomi dall'ormai noioso compito di farlo io, perlomeno in questa sede. Li sottoscrivo.
Quanto è bravo, signor Vittorio, e sopratutto modesto.

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mascherpa
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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da mascherpa » 10 giu 2019 09:25

ZetaZeta ha scritto:
08 giu 2019 06:18
Su Carmen poi, c'è chi si inventa dei finali strampalati, ma qui la partitura c'entra nulla.
Al di là delle stravaganze di qualche regista, esistono comunque due versioni d'autore del finale di Carmen: quella originale, piú stringata e tragica, non sembrò abbastanza auto-claqueuse all'impresario, che dopo la prémière indusse Bizet a modificarla in quel che s'ascolta pressoché sempre.

Di questi tempi, la versione "perfettibile", contenuta nell'edizione critica di Michael Rot, s'esegue nella messinscena di Barrie Kosky attualmente in repertorio all'Opera di Francoforte, recensita lo scorso marzo dalla Lazzari
(http://www.operaclick.com/recensioni/te ... urt-carmen) con un riferimento specifico alla questione del finale. Una corrispondenza da Londra sullo stesso spettacolo che si legge in un sito concorrente, dedica molto spazio a insolentire il regista e non sembra accorgersi della variante nel finale: forse, parafrasando Piave, l'odio atroce | puote in lui piú che la musica...

Sugl'inventi registici succedono talvolta cose strane: quando il settembre scorso vidi a Innsbruck la messinscena diretta da Laurence Dale, che alla fine fa rientrare Escamillo ferito a morte anche lui, la trovata non mi sembrò «valorizzare ulteriormente l’idea, in sé ottima e del tutto funzionale alla musica [quella solita, in questo caso], di rappresentare in luogo separato [la camera da letto usata ultimamente da lui e da Carmen] la cruenta conclusione della vicenda» (cosí scrissi nella recensione). Senza dubbio, che un torero incornato trovi ancora la forza di rientrare in albergo anziché essere portato all'ospedale o dissanguarsi sur la place, è ipotesi surreale e nemmeno molto "melodrammatica"... Però, dopo aver rivisto lo spettacolo un paio di settimane dopo, ora, a distanza d'una stagione, non la ricordo piú come cosí inutile.
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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da ZetaZeta » 10 giu 2019 10:15

A questo punto perché non concludere con il trionfo del povero toro? Sarebbe una trovata molto animalista al passo con i tempi.

:mrgreen: :mrgreen: :gigno

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mascherpa
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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da mascherpa » 10 giu 2019 10:28

ZetaZeta ha scritto:
10 giu 2019 10:15
Sarebbe una trovata molto animalista al passo con i tempi.
Sta' 'tento a scrivere di queste cose, ché magari qualcuno farà come quel Federale che in Anni difficili di Florestano Vancini interrompe con grida sdegnate una recita di Norma perché si rende inopinatamente conto che sul palcoscenico stanno dicendo malissimo dei Romani... Quel moderno "qualcuno", travestito in campagna elettorale da animalista, potrebbe proporre o imporre l'immediata probizione della Carmen su tutto il territorio nazionale.
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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da ZetaZeta » 10 giu 2019 13:55

mascherpa ha scritto:
10 giu 2019 10:28
ZetaZeta ha scritto:
10 giu 2019 10:15
Sarebbe una trovata molto animalista al passo con i tempi.
Sta' 'tento a scrivere di queste cose, ché magari qualcuno farà come quel Federale che in Anni difficili di Florestano Vancini interrompe con grida sdegnate una recita di Norma perché si rende inopinatamente conto che sul palcoscenico stanno dicendo malissimo dei Romani... Quel moderno "qualcuno", travestito in campagna elettorale da animalista, potrebbe proporre o imporre l'immediata probizione della Carmen su tutto il territorio nazionale.
Sai che non hai tutti i torti?
C'è già chi vuole proibire la Divina commedia perché troppo violenta e anti islamica....

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Re: Turandot a Bologna

Messaggio da mascherpa » 10 giu 2019 18:11

ZetaZeta ha scritto:
10 giu 2019 13:55
C'è già chi vuole proibire la Divina commedia perché troppo violenta e anti islamica....
Non dargli retta, sono solo "falsi scopi": la vogliono proibire perché definisce le cose con nomi univoci e spinge irresistibilmente a ragionare.
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