Un capolavoro del Novecento: "Die tote Stadt" di Korngold alla Scala

Discussioni: per i neofiti che vogliono togliersi dei dubbi e per gli esperti che vogliono approfondire...
marcob35
Messaggi: 192
Iscritto il: 07 set 2017 16:59
Contatta:

Re: Un capolavoro del Novecento: "Die tote Stadt" di Korngold alla Scala

Messaggio da marcob35 » 11 giu 2019 18:32

[tempo di lettura: 4-6 min.]

Siccome un buon "critico" deve cercare le dolenti note ovunque, specie allorquando il coro di giubilo è unanime, troverò in questa nota tutto il "male" possibile dell'evento in oggetto, non per gioco ma per metodo. Mi serviranno anche le osservazioni blasonate e meno apparse qui e là, i saggi colti e coltissimi e la mia opinione, che sia pure per sua stessa definizione personale e soggettiva (ergo fallace)-è quel che ti distingue.

E' stato gridato al miracolo (di Asmik) nella notte della prima, con cronaca di applausi deliranti e standing ovation, d'accordo, ma alla quarta recita del 7 giugno, oltre una certa scarsità di pubblico, di furore da parte degli spettatori non è lecito parlare, malgrado l'applauso incautamente partito alla fine III, sul lunghissimo accordo conclusivo, nello svettare delle note acute di flauti e violini, insomma quasi come fosse il finale (I) di Bohème, segno di coinvolgimento degli astanti sia pure. Ma gallerie e platea si sono svuotate ben presto dopotutto, anche se i due protagonisti hanno avuto una chiamata fuori sipario dopo il II quadro.

Non che la musica e l'argomento stesso ben più che validi e seduttivi, lascino il fruitore smarrito. L'eclettismo di Korngold è palese ma gioca a suo favore e se Richard Strauss ne temeva per una possibile concorrenza pericolosa, aveva motivo. Però questa straripante opera lirica di un ventitreenne (con altri ben 4 titoli, sconosciutissimi ai più), è godibile appieno se si ha dimestichezza con e da Wagner in su, Richard Strauss ("Salome" etc.), Mahler ("Das Klagende Lied" et a.), seconda scuola di Vienna nessun assente, Debussy pure, incluso Puccini e operetta non esclusa.
Se si annotano-sul libretto o su uno spartito, a margine-le musiche non copiate ma evocate, i nomi che verranno scritti saranno quelli, ma-con puntualità-toccherà scrivere precisamente "Korngold", quello delle future colonne sonore americane [*].

Il ragionamento di Puccini non faceva una grinza: "Tu mio caro, sei troppo bravo, più del necessario, il doppio dell'occorrente per aver notorietà e soldi: non c'è bisogno di tutta questa fatica, dai! Guarda me. Dobbiamo saper far di tutto, ma non fare (e mettere) tutto".

Tutto-invece-e a solito suo, vuole il regista Vick, che mette sempre oltre il necessario, non importa se stia facendo la "Dama di picche", o "Macbeth" o "Stiffelio": il suo trucco è di operare per addizione e moltiplicazione. Ed è-inoltre-il classico regista che se (per intendersi) è anti-cattolico, prenderà ogni spunto per una variazione dissacratoria sul tema oppure conforterà la scena di erotismo, orge, nudi, mignottismo e travestiti, senza mai dimenticare dell'immancabile citazione al Terzo Reich.

Vick non è un genio dell'opera lirica-guardatevene bene dal crederlo pure se tentano di contrabbandarvelo: è abile talvolta, ma null'altro che abile. Le cadute di gusto, diffuse, sia per ciò che sta in scena, sia per ciò che la scena vuole secondo lui mostrare, in (apparente) allineamento con la musica e la creazione originale, lo provano e in questa "Città morta" non mancano. Meno fastidiose che le sue incursioni sui titoli "classici" verdiani per esempio, data l'origine del lavoro di Korngold, ben bene infarcito degli spunti psicoanalitici doc. La musica del mitteleuropeo Erich è autentica musica contemporanea oltre lo specifico ma il teatro la fa da padrone. Così stando le cose per Vick è un invito a nozze, ma che egli sia un reale conoscitore della musica (l'affermazione si basa sul suo atteggiamento di base) è dubbio.

Rimane da dire del risultato esecutivo, con una eccellenza strumentale ed un dispiego di voci-attori di cui si è tanto detto ed è superfluo tornarvi. Il fatto è che-con quel po' di buono dell'allestimento (a modo suo persin sontuoso)-il livello (lo standard) di questa felice edizione, è eccezionale nella misura in cui in terra nostra non si è abituati a sentire e vedere, poiché varcate le Alpi, non più lontano di Zurigo (nome a caso), questo è il minimo sindacale. Ossia, in Scala si è data una cosa normale o per meglio dire, come dovrebbe essere sempre.

Ciò non toglie che la prova della Grigorian sia da minimizzare e così dell'intero cast vocale, con un eccellente Klaus Florian Vogt messo in secondo piano nelle critiche pur lodevoli rispetto alle avvenenze della bella Asmik.
La scrittura di quest'opera non risparmia niente e nessuno, è come cantare un atto di Walkiria + Tosca + Cavaliere della rosa e muoversi di conseguenza, fate voi.

Mentre raccomandiamo di ascoltare il resto della produzione teatrale e musicale di Korngold di cui sotto, e il prezioso documento foto-audio con lo stesso compositore al pianoforte che realizza una sintesi dei suoi più noti temi cinematografici.


[4.713 battute, 79 righe, 2 pag. e mezza ca.]


[*] Le altre opere liriche di Korngold:

Der Ring des Polykrates (1916)
https://www.youtube.com/watch?v=qOfzsAeq9ZQ

Violanta (1916)
https://www.youtube.com/watch?v=hZqixbEDV9g

Das Wunder der Heliane (1927)
https://www.youtube.com/watch?v=jdGvTs8EzXY

Die Kathrin (1939)
https://www.youtube.com/watch?v=dMakQ2jqrJg


Alcune opere sinfoniche:

Concerto per pianoforte (composto 1923; prima esecuzione 1924)
https://www.youtube.com/watch?v=bGulyl8bzgQ

Concerto per violino, op.35 (composto 1945; prima esecuzione 1947)
https://www.youtube.com/watch?v=wTMFgk2i7Po

Sinfonia in fa diesis maggiore, Op.40 (composta nel periodo 1947-52; prima esecuzione 1954)
https://www.youtube.com/watch?v=JEgrnh0yjaw


Un pezzo di musica da camera (su una dozzina):

Quintetto per due violini, viola, violoncello e pianoforte in Mi maggiore, op. 15 (composto nel 1920 prima esecuzione 1923)
https://www.youtube.com/watch?v=WX-3DWxS8t4


Una famosa colonna sonora:

per il film "Delitti senza castigo" (Kings Row ,1942) di Sam Wood (con Roland Reagan)
(sintesi)


Korngold suona i suoi motivi dai film più famosi per i quali ha scritto la musica (con foto sue):





Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

Avatar utente
karalis
Messaggi: 552
Iscritto il: 06 nov 2010 16:35

Re: Un capolavoro del Novecento: "Die tote Stadt" di Korngold alla Scala

Messaggio da karalis » 13 giu 2019 22:11

Qualche forumista per l'ultima di Die tote Stadt alla Scala lunedì 17? Io ci sarò.

Rispondi