Idomeneo-Scala

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daphnis
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Re: Idomeneo-Scala

Messaggio da daphnis » 22 mag 2019 16:29

Concordo con Ugo su entrambe le asserzioni.
Ho trovato eccellente l'Elektra della Lombardi, c'è solo da rallegrarsi di avere una giovane interprete come lei. Ribadisco: spero che ella stessa e chi la guida amministrino il futuro con saggezza di scelte e di uso di uno strumento vocale senz'altro "importante". E la dimensione dell'allestimento è quella di uno spettacolo molto vivo e godibile, senza per questo gridare al capolavoro registico. Però, mi sembra che la Scala abbia reso un ottimo servizio complessivo a Idomeneo. Produzione godibilissima: mi pare il giusto aggettivo.

marco vizzardelli



Robertino
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Re: Idomeneo-Scala

Messaggio da Robertino » 28 mag 2019 07:18

Quando si apre il sipario sembra di essere davanti ad un quadro 'marino', in 3D, di Friedrich, poi però scopriamo meglio le mega-scenografie di Hintermeier che, soprattutto nei primi due atti, riducono il grande palcoscenico scaligero in un mini-spazio, rendendo molto difficoltosi (e qualche volta anche forzati, innaturali) quasi tutti i movimenti scenici di cantanti e coro .
Il 'leitmotiv ' dell'allestimento di Hartmann è il semi-cerchio: è semi-circolare il movimento rotante della grande scenografia, la stessa pavimentazione del palcoscenico, sono semicerchi le strutture della nave (anche illuminate), le corna del toro (è il Minotauro ? Oppure è il suo genitore, 100% animale, cioè il grande 'Toro di Creta' ?), la grande ancora 'spiaggiata', la conchiglia posta sopra la 'buca' del suggeritore e, nel terzo atto, i movimenti scenici semi-circolari del quartetto dei cantanti ed il gruppo di sacerdoti di Nettuno che circondano Idomeneo.
Mi sembra comunque molto curioso (e non vorrei pensar male....) che il regista abbia avuto bisogno di ricorrere ad un 'aiutino' drammaturgico esterno (Kuster) per mettere in scena questo IDOMENEO...
Suggestive ed efficaci le luci generali di palcoscenico di Marker (ma nei primi due atti le luci personalizzate mi sono sembrate troppo deboli, spesso anche indifferenziate, con il 'dimmer' utilizzato poco e male).
Molto curiosi i costumi di Lubben, che alternano stivali, cappotti, grandi copricapi 'mediterranei' a tonache di monaci del monte Athos, in un 'mix' di abbigliamento che vorrebbe essere neutro, atemporale, ma che si rivela invece stucchevole e contro-producente.
Simpatici i danzatori-spie , veri e propri 'cookies' inviati sulla terra dal dio Nettuno, con il balletto finale in cinque movimenti, di varie tonalità, che appare all'inizio come una ' invitation à la danse ' per tutti (seguendo la grande tradizione dell' "opera seria " del tempo) ma che si trasforma poi nel finale in una vera e propria ' invitation au marriage ' rivolta soprattutto ai due giovani innamorati , con movimenti e passi di danza con evidenti simbologie sessuali (ottimo il lavoro coreografico fatto da Oliveira e dai suoi collaboratori).
Il coro assume posizioni sceniche 'stereofoniche' (destra-sinistra, alto-basso, davanti-dietro, vicino-lontano) e si conferma in buona forma (Casoni é sempre una garanzia assoluta di qualità ogni volta che il suo coro viene chiamato in causa).
Lucida, 'pulita' mi è sembrata la direzione di Fasolis, forse un pochino troppo 'settecentesca', con buona valorizzazione delle 'prime parti' solistiche e con l'orchestra scaligera che certamente ha tratto beneficio dal doppio ' basso continuo ' (cembalo + violoncello), che ha collegato bene orchestra, coro e cantanti.
Peccato, però, per tutti i tagli apportati (Fasolis li ha ereditati direttamente da von Dohnany ? o ci ha messo anche del suo ?)
Richter ha dimostrato buona presenza scenica, con gestualità e movimenti del corpo mai banali, vocalità potente ma che riesce poi anche a contenersi, ad ' umanizzarsi', quando richiesto da libretto e partitura.
La Losier mi è sembrata a suo agio (in una parte che Mozart aveva originariamente destinato ad un giovane 'castrato'), sempre abbastanza credibile nel suo voler essere un personaggio maschile pur conservando, volutamente, un carattere 'androgino' di fondo.
La Kletter, invece, sembrava come se avesse il freno a mano tirato, sia come cantante sia come presenza scenica: bella vocalità, ma ben poco 'pathos'. Comunque,sarà senz'altro da rivedere (e valutare) in altri ruoli ed in altri contesti.
Federica Lombardi é stata invece la piacevolissima sorpresa della serata: presenza scenica travolgente, grande fisicità, entusiasmo contagioso (in certi momenti mi sembrava di rivedere Anna Magnani!), vocalità fin troppo intensa, dispiegata senza risparmiarsi, un'interpretazione a tutto tondo, da dieci e lode.
Misseri mi è sembrato una buona 'spalla' vocale di Richter, nonostante qualche momento di incertezza, mentre invece Spicer mi è apparso l'elemento più debole del 'cast' : ha svolto il suo compitino con diligenza, ma il risultato finale non convince del tutto.
Elegante, quasi fosse il ' Commendatore ' in abito da sera, ' La Voce ' di Cordaro che si materializza nel finale, all'improvviso, dal palco reale illuminato a giorno.
In conclusione, se ci dimentichiamo per un momento i suoi punti deboli (tagli eccessivi, costumi, scenografie troppo invadenti ) questo nuovo allestimento di IDOMENEO può venire comunque giudicato senz'altro positivo e da ricordare perciò con grande simpatia.

marco_
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Re: Idomeneo-Scala

Messaggio da marco_ » 02 giu 2019 07:33

Fasolis dirige spigliato e vigoroso, senza rinunciare a definire l’articolazione. Ha il pregio di mettere in luce l’invenzione straripante di Mozart; inoltre cura i cantanti ponendosi a loro servizio: non li copre, e adatta l’agogica frase per frase per farli risultare al meglio. Sarebbe un’ottima prestazione se la prima metà del terzo atto non cadesse in una specie di torpore, con tempi lenti e colori appiattiti. Inoltre abbozza solo alcune atmosfere di sublimità apollinea, che ad esempio Harnoncourt mostró quanto possano completare una lettura viva. L’orchestra lo asseconda molto bene, così come il coro.

Il migliore in scena mi è parso l’Arbace di Misseri: simpatico, nobile, sensibile; la sua voce corre fluida e omogenea in sala, mostrando estrema facilità negli acuti. Brava anche la Lombardi, il suo "D'Oreste, d'Ajace" è il culmine della serata grazie al suo mezzo importante e ben governato, che le consente di svettare sull’accompagnamento tempestoso senza strafare. Non le manca carisma sulla scena, ma potrebbe affinare la caratterizzazione musicale. Buone la Losier e la Kleiter, rispettivamente un Idamante ardentissimo ma a volte impreciso, e una Ilia irreprensibile seppur dal timbro anonimo. L’Idomeneo di Richter mi pare discontinuo, ad esempio butta via la scena di sortita e a volte palesa incertezze di intonazione; prende quota man mano, distinguendosi per la nobiltà nostalgica che imprime al re.

L’allestimento è piuttosto riuscito nella recitazione: classica per il risalto che dà alla nobile umanità dei singoli; contemporanea per le interazioni che sviluppa, aiutando a rendere avvincente il dramma. La scena parte bene col relitto di nave, peraltro frutto di scenotecnica al vertice, ma a mio avviso naufraga nella riproposizione statica di oggettoni ‘alla Pountney’: conchiglie, ancore, il muso di un toro... reduce dalla mostra dell’inarrivabile Antonello da Messina, questo ciarpame a breve distanza mi ha dato il voltastomaco. La splendida Marta Romagna danza attorno a questi ‘cosi’ troppo fugacemente per farli sopportare.

Recita ScalAperta da tutto esaurito, col pubblico un po’ indisciplinato negli applausi ma attento fino alla fine. Purtroppo in una bella giornata calda la direzione di sala ha ben pensato che l’aria condizionata fosse un optional, a tratti la seconda galleria ricordava un bagno turco.

Robertino
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Re: Idomeneo-Scala

Messaggio da Robertino » 04 giu 2019 07:35

Marco,
non dimenticarti che SCALA APERTA è una buona operazione di 'marketing' ma gli incassi della rappresentazione molto difficilmente riescono a migliorare il conto economico ( ed il 'cash-flow ') della Fondazione.
Di conseguenza, se si riducono i costi fissi di SCALA APERTA (come, per esempio, tenendo spenta l'aria condizionata in sala ) il 'ragioniere' della Fondazione ....ringrazia vivamente !

fraaaa
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Re: Idomeneo-Scala

Messaggio da fraaaa » 04 giu 2019 11:29

suvvia spero sia una battuta. C'e'qlc che puo'credere che l'aria condizionata spenta dipendesse dall'essere ScalaAperta? O e'piu'facile pensare che ha fatto fretto fino a venerdi e da sabato -giorno della recita - e'scoppiata l'estate?
Non esistono piu'le mezze stagioni

albertoemme
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Re: Idomeneo-Scala

Messaggio da albertoemme » 05 giu 2019 09:26

Dirò anch'io la mia su questa buona produzione di cui ho visto la terza recita. Il tenore con le sue disomogeneità vocali ha comunque evocato un protagonista con un certo temperamento che nelle interpretazioni più omogenee di tenori leccati e leziosi (quali poteva essere Ghosta W.) diventa più vegetale che animale. Kleiter garbata come bene o male risulta da quando la ascoltai in Amore nel forse insuperato Orfeo ed Euridice diretto da Muti in forma di concerto a Firenze. Idamante niente di che e piacevole sorpresa l'Elettra della Lombardi che tuttavia può migliorare nel registro basso (un po' assente) e nell'agilità. Registro acuto promettente. Fasolis vivace.-

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