La Cenerentola, Teatro alla Scala

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umangialaio
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da umangialaio » 13 feb 2019 21:33

daphnis ha scritto:
13 feb 2019 14:59
Amerei ascoltare un suo Cherubino.
F

marco vizzardelli
Ho controllato negli archivi di operaclick: cantò Cherubino nel nuovo allestimento scaligero delle Nozze e tu stesso ne scrivesti, "Marianne Crebassa si confermerebbe un talento, non dovesse fare, di Cherubino, Sbirulino. "

U



Robertino
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da Robertino » 14 feb 2019 08:34

Semplici ' oggetti di scena ' (un cuscino, un tappeto rosso srotolato, un bastone da passeggio, una panchina, una sedia) danno vita a movimenti coreografici, svelando sentimenti ed intenzioni dei personaggi ed interagendo con loro.
La 'storica' regia di Ponnelle non é stata 'snaturata' da Grischa Asagaroff ma rimane ancora oggi quel capolavoro di messinscena fatto di scenografie essenziali ma evocative, costumi quasi sempre tricolori (prevalentemente: bianco, rosso, nero), con l'affettuoso 'omaggio' a Strehler e Fellini nella scena del temporale (valorizzata anche dalle belle luci di Filibeck).Questa 'nuova' CENERENTOLA non delude ed il 'cast' (se confrontato con quello del bellissimo film di Ponnelle con la direzione musicale di Abbado, disponibile sia in DVD sia su YOU TUBE) non gli è di certo inferiore. La partitura ed il libretto esigono infatti da tutti i cantanti sia una buona tecnica vocale sia grande agilità ed 'acrobazia' vocali, a cui tutti hanno risposto positivamente, tenendo conto chiaramente delle loro capacità ed esperienze rossiniane.
Marianne Crebassa è un' Angelina / Cenerentola moderna, si coglie benissimo il lavoro psicologico da lei fatto sul suo personaggio (vuole rappresentare infatti una donna 'vera', non certo un personaggio fiabesco), peccato per la sua ' R ' troppo 'francese' che, a volte, non riesce bene a mimetizzare.
Raffinato ed impeccabile il Principe Don Ramiro di Mironov, ed apprezzabili anche Schrott, Chausson e Alaimo (efficacissima la sua esuberanza scenica ' buffa ' contrapposta all'eleganza quasi naturale, a volte perfino 'minimale' di Mironov).
Le due ragazze dell' Accademia (Giorgadze e Capitelli) se la sono cavata abbastanza bene (interpretando le sorellastre di Cenerentola) anche se io avrei forse preferito vederle in scena a ruoli invertiti.
In 'buca' Ottavio Dantone ci ha dato un'interpretazione forse fin troppo 'settecentesca' ( a volte mi sembrava di ascoltare Haydn o Cimarosa, piuttosto che Rossini) ma nel complesso si é fatto comunque apprezzare (intendiamoci: la direzione ' storica ' di Abbado era tutt'altra cosa ).
Il 'basso continuo' del fortepiano (con Paolo Spadaro alla tastiera) ha sempre ' aiutato ' l'orchestra scaligera, soprattutto quando la partitura rossiniana non richiedeva particolari slanci dinamici o il libretto non imponeva rapidi vocalizzi ai cantanti.
Il coro (tutto maschile) non sempre ha dimostrato quell'agilità vocale (ma anche scenica) richiesta da libretto, partitura e regia, ma va comunque senz'altro apprezzato per compattezza vocale e, come al solito, grandissima professionalità.
In conclusione: questa CENERENTOLA 2019 è certamente prima di tutto un doveroso 'omaggio' postumo a due 'grandi' come Abbado e Ponnelle ma anche (come lo è stato per la ripresa di TRAVIATA) un' ottima occasione per la Scala di migliorare ancora di più il suo 'cash-flow' ( e questo è senz'altro un altro 'punto ' segnato a favore di una riconferma o, almeno, di una proroga del contratto, in scadenza, del sovrintendente Pereira).
Alla fine (ma anche a scena aperta) meritati applausi per tutti, senza nessuna particolare contestazione (certamente, se fosse stato installato in sala, l' 'applausometro' avrebbe confermato che gli applausi per TRAVIATA erano stati molto più convinti e numerosi rispetto a quelli ricevuti per questa CENERENTOLA).
Se fosse stata una partita di calcio, potremmo dire che il risultato finale è Verdi - Rossini 2-0 .

daphnis
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da daphnis » 14 feb 2019 12:02

"Ho controllato negli archivi di operaclick: cantò Cherubino nel nuovo allestimento scaligero delle Nozze e tu stesso ne scrivesti, "Marianne Crebassa si confermerebbe un talento, non dovesse fare, di Cherubino, Sbirulino. "



Vero. La frase non era riferita a lei, ottima, ma alla orripilante regia.

marco vizzardelli

ZetaZeta
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da ZetaZeta » 15 feb 2019 07:10

Robertino ha scritto:
14 feb 2019 08:34
Marianne Crebassa è un' Angelina / Cenerentola moderna, si coglie benissimo il lavoro psicologico da lei fatto sul suo personaggio (vuole rappresentare infatti una donna 'vera', non certo un personaggio fiabesco), peccato per la sua ' R ' troppo 'francese' che, a volte, non riesce bene a mimetizzare.
Interessante il concetto di "Cenerentola moderna". Ovvero una che magari sa cantare il giusto (o anche meno) ma è carina e recita bene?

Robertino
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da Robertino » 15 feb 2019 08:07

Proprio così. Sono pienamente d'accordo con quanto ha scritto ZetaZeta. Secondo me, infatti, Marianne Crebassa é molto brava a valorizzare la sua presenza scenica (sempre ottima) ma é anche ben consapevole di quanto può dare vocalmente (compresi i suoi limiti) , per cui il risultato finale é comunque quasi sempre accettabile (come in questa sua CENERENTOLA scaligera).

daphnis
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da daphnis » 15 feb 2019 14:47

Sinceramente: io apprezzo molto una che - per una volta - non trasformi "Non più mesta" in un vorticoso scioglilingua tipo "trentatre trentini entrarono a Trento". Preferisco la musicalità, la cura dell'espressione, la definizione del personaggio: resa fra l'altro, evitando, quando nel rondò "scende", di rifugiarsi in note artefatte e gutturali (Berganza, ebbene sì, pur eccelsa). E su questo, se anche gli acuti non siano sciabolate, Marianne Crebassa dà dei punti a molte.
Poi, anch'io, come penso altri, continuo a considerare il rondò, e non solo, l'intera Cenerentola di Lucia Valentini Terrani (che peraltro, a sua volta, aveva problemi in "zona alta", accentuatisi negli anni) come qualcosa di tutt'ora insuperato. Ma la Crebassa è fior d'un'artista.

marco vizzardelli

biancano
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da biancano » 15 feb 2019 15:07

daphnis ha scritto:
15 feb 2019 14:47
Sinceramente: io apprezzo molto una che - per una volta - non trasformi "Non più mesta" in un vorticoso scioglilingua tipo "trentatre trentini entrarono a Trento". Preferisco la musicalità, la cura dell'espressione, la definizione del personaggio: resa fra l'altro, evitando, quando nel rondò "scende", di rifugiarsi in note artefatte e gutturali (Berganza, ebbene sì, pur eccelsa). E su questo, se anche gli acuti non siano sciabolate, Marianne Crebassa dà dei punti a molte.
Poi, anch'io, come penso altri, continuo a considerare il rondò, e non solo, l'intera Cenerentola di Lucia Valentini Terrani (che peraltro, a sua volta, aveva problemi in "zona alta", accentuatisi negli anni) come qualcosa di tutt'ora insuperato. Ma la Crebassa è fior d'un'artista.

marco vizzardelli
Non più mesta non è uno sciolilingua e un rondò di fine opera che si basa sulle agilità...se le agilità non vengono eseguite con la precisione e il mordente prescritto dalla partitura e dallo stile del compositore il rondò non è eseguito bene...la Crebassa ha diverse doti che altri compositori possono far risaltare al meglio...non è obbligatorio cantare Rossini c'è tanta musica bellissima che la Crebassa può cantare al meglio....vero che la Valentini non era estesissima in alto ma le sue agilità avevano proprio quello che mancava alla Crebassa e non era certo l'unica ....

victorlebrun
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da victorlebrun » 15 feb 2019 15:42

biancano ha scritto:
15 feb 2019 15:07
daphnis ha scritto:
15 feb 2019 14:47
Sinceramente: io apprezzo molto una che - per una volta - non trasformi "Non più mesta" in un vorticoso scioglilingua tipo "trentatre trentini entrarono a Trento". Preferisco la musicalità, la cura dell'espressione, la definizione del personaggio: resa fra l'altro, evitando, quando nel rondò "scende", di rifugiarsi in note artefatte e gutturali (Berganza, ebbene sì, pur eccelsa). E su questo, se anche gli acuti non siano sciabolate, Marianne Crebassa dà dei punti a molte.
Poi, anch'io, come penso altri, continuo a considerare il rondò, e non solo, l'intera Cenerentola di Lucia Valentini Terrani (che peraltro, a sua volta, aveva problemi in "zona alta", accentuatisi negli anni) come qualcosa di tutt'ora insuperato. Ma la Crebassa è fior d'un'artista.

marco vizzardelli
Non più mesta non è uno sciolilingua e un rondò di fine opera che si basa sulle agilità...se le agilità non vengono eseguite con la precisione e il mordente prescritto dalla partitura e dallo stile del compositore il rondò non è eseguito bene...la Crebassa ha diverse doti che altri compositori possono far risaltare al meglio...non è obbligatorio cantare Rossini c'è tanta musica bellissima che la Crebassa può cantare al meglio....vero che la Valentini non era estesissima in alto ma le sue agilità avevano proprio quello che mancava alla Crebassa e non era certo l'unica ....
Concordo pienamente con biancano.

albertoemme
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da albertoemme » 15 feb 2019 17:42

Se la mettiamo sul “per una volta” mi può stare bene. Ricordo però a tutti quando la Rachvelischvili si cimentò “per una volta” in Isabella, con le agilità peraltro più a posto della Crebassa, che evitò nel prosieguo della carriera certi esperimenti.-

daphnis
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Re: La Cenerentola, Teatro alla Scala

Messaggio da daphnis » 15 feb 2019 19:03

Per approfondire questa nostra simpatica discussione vi invito ad un curioso ascolto storico comparato.
Lucia Valentini Terrani 1976 e Frederica Von Stade 1981 sono dirette dal medesimo Maestro, Claudio Abbado. Ma... ascoltate l'una e l'altra, e Abbado con l'una e Abbado con l'altra (i tempi e i modi) e traete le vostre conclusioni. E' interessante: per parte mia, oso opinare che le attuali agilità di Crebassa siano assai più "agili" di quelle di Von Stade, peraltro magnifica artista. Valentini fu e resta, nel ruolo, un mondo a parte, ma questo lo abbiamo detto.




https://www.youtube.com/watch?v=XTxGjNik4SY


https://www.youtube.com/watch?v=J67vh5DRURY


marco vizzardelli

P.s. Sono anche andato a riascoltarmi registrazioni della regal Berganza e confermo la regalità ma anche le discesa alle "zone basse" del rondò, con nota quasi afona e gutturale. E della regalissima Bartoli, anche lei un mondo a parte, nel ruolo.
Ultima modifica di daphnis il 16 feb 2019 00:54, modificato 1 volta in totale.

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