Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

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Don Carlo
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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da Don Carlo » 17 gen 2019 10:43

Ciao, quella della Scala che edizione era? Per zucconi o per menti alate? Chiedo in quanto la trovai meravigliosa e vorrei catalogarmi di conseguenza. :idea:



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karalis
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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da karalis » 17 gen 2019 10:58

Don Carlo ha scritto:
17 gen 2019 10:43
Ciao, quella della Scala che edizione era? Per zucconi o per menti alate? Chiedo in quanto la trovai meravigliosa e vorrei catalogarmi di conseguenza. :idea:
Ho visto almeno tre produzioni dei Contes Firenze Sassari Düsseldorf e sempre differenti tra movimentazione atti, cancellazione arie o pezzi interi. Ricorderò però sempre a Sassari la reazione di un amico assolutamente digiuno d'opera che dopo il "famigerato" settimino proruppe entusiasta quasi a voce alta "Che bello!".
Cosa dire? A ciascuno il suo?

Dr.Malatesta
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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da Dr.Malatesta » 17 gen 2019 11:59

Don Carlo ha scritto:
17 gen 2019 10:43
Ciao, quella della Scala che edizione era? Per zucconi o per menti alate? Chiedo in quanto la trovai meravigliosa e vorrei catalogarmi di conseguenza. :idea:
Alla Scala - parlo dell'ultima volta - utilizzarono la vecchia Choudens con aggiunte della Oeser. Non si tratta di essere malati o zucconi, per carità. Ma accettare che l'opera di Offenbach non era così e se oggi siamo in grado di utilizzare tutto il materiale originale, mi chiedo perché non farlo. Nessuno vuole togliere valore ai ricordi e alle belle e infedeli versioni a cui ci siamo abituati, ma oggi, grazie ad una complessa ricerca sulle fonti, abbiamo un'edizione più completa e coerente...ed è molto più bella e ricca di quelle precedenti. Poi che ci siano state versioni meravigliose, beh...chi lo nega? Parlo solo di oggi A.D. 2019 in cui un teatro importante (come la Scala o il San Carlo) bene potrebbe permettersi di presentare i Contes secondo le ultime edizioni a stampa (peraltro ricordo che pure al Ponchielli di Cremona eseguirono i Contes in edizione critica ed integralissima). Saranno piacevoli fin che si vuole, ma - ad esempio - né il Settimino né Scintille diamant sono mai stati scritti da Offenbach.
Matteo

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mascherpa
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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da mascherpa » 17 gen 2019 12:14

A me non sembra, infatti, che qui si lancino strali contro i gusti degli spettatori, legittimamente diversissimi tra loro, ma contro le scelte dei teatri (essenziale nella questione è che il noleggio dell'edizione Choudens costa ancora oggi molto meno di quello della Keck-Kaye...). Sempre a mio parere, non è neppure detto che, pur preferendo oggi un'edizione piú "informata" delle fonti e piú rispettosa di esse, si debbano per forza trovare "indecenti" le versioni Choudens e Gunsbourg; né che trovando belle o bellissime le versioni "tradizionali" si debba aver "paura" di quelle piú recenti.

Ho visto ormai almeno una quindicina d'allestimenti dei Contes e, come a "karalis", non me ne sono mai capitati due che seguissero lo stesso testo, sia che si richiamassero alla "tradizione" (anche Choudens o Gunsbourg sono sempre un po' "aggiustati"), sia che si basassero sul lavoro di Kaye, integrato o no da Keck (la musica oggi disponibile supera non di poco, come durata, quella eccellente, e non si pone neppure l'ipotesi d'eseguirla tutta in teatro, non tanto per la lunghezza, quanto perché s'impongono comunque non poche scelte tra pezzi di fatto incompatibili tra di loro).

In due parole: un'opera come i Contes è un'enorme miniera dove alcuni filoni sono stati scoperti e sfruttati solo di recente, altri posssono sembrare quasi esauriti: le necessarie scelte di direttore e regista possono portare a esiti molto differenti. In due parole, ben piú che al testo si deve badare, appunto, alle qualità proprie della direzione e della regia, con la speranza che siano coinvolti anche cantanti capaci. Non sarebbe onesto tacere che il testo che a me è piaciuto piú di tutti è stato quello, basato sull'edizione Kaye con alcune revisioni ancora provvisorie di Keck (ma di certo non "integrale"), che una quindicina d'anni or sono Francesco Maria Colombo adottò per il Circuito lombardo (e diresse benissimo, specie a Cremona). Ma l'orientamento e queste scelte di Colombo non gli avevano impedito, anni prima, di considerare, come critico, degna d'essere tramandata all'eternità l'edizione genovese diretta da Peter Maag con la regia di Hugo de Ana, in cui gli scostamenti dalla Choudens erano del tutto marginali (tranne che nella conclusione, à melodrame, dell'atto di Giulietta, che moriva avvelenata facendo buona compagnia alle altre due), e addirittura si manteneva la sequenza "tradizionale" (ma certamente apocrifa), con la morte d'Antonia che coronava la serata in mezzo a trovate non da poco di Ana (per la cronaca: non molto dopo andai a Napoli esclusivamente per risentire Maag nei Contes e ne tornai delusissimo, cosí come non mi stravolge la sua registrazione dal Colón).

Resta oggettivo che i "prodotti" confezionati da Choudens e Gunsbourg sono molto diversi da quelli di Kaye e di Keck-Kaye, per tacere del lavoro pionieristico di Oeser, che fu rapidamente considerato "fallito". Discettare quale di essi si collochi "piú vicino" a quel che avrebbe fatto Offenbach se fosse vissuto qualche mese di piú, è cosa che a me interessa poco: lo trovo piú o meno come porsi il problema se Puccini si sarebbe tolto finalmente d'impaccio tagliando la testa a Calàf qualoramai fosse tornato da Bruxelles in condizioni di poter comporre ancora... Fantamusica, non storia! Non va nepppure dimenticato, infatti, che i "materiali" della prima esecuzione dei Contes andarono ben presto distrutti nell'incendio dell'Opéra comique e che quindi, da un lato, Choudens e Gunsbourg hanno lavorato molto di fantasia; dall'altro gli editori "moderni" hanno scoperto e utilizzato materiali precedenti alla fase iniziale delle prove, l'unica che Offenbach era riuscito a seguire.

Insomma: trovo inevitabile che ci siano persone che sono tentate dal suicidio preventivo all'idea che non ascolteranno Scintille, diamant, perché la trovano bellissima e per di piú offre occasione a una puntatura tra le piú rischiose. E che ci siano altre persone che soffrono della stessa tentazione alla sola idea che invece gli toccherà ascoltarla, perché la trovano snaturatrice della figura quadruplice del vilain (e persino, cattivoni che sono, un po' bruttina...).
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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da ZetaZeta » 17 gen 2019 13:55

Concordo con i commenti precedenti e mi permetto di porre un'ulteriore domanda: meglio i Contes in una edizione criticamente superata oppure l'ennesima Traviata/Boheme/Barbiere/Elisir/ecc. ?
Tocca ringraziare il Cielo che non hanno fatto come a Verona, dove hanno annullato il Mefistofele...

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mascherpa
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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da mascherpa » 17 gen 2019 14:33

ZetaZeta ha scritto:
17 gen 2019 13:55
...meglio i Contes in una edizione criticamente superata oppure l'ennesima Traviata/Boheme/Barbiere/Elisir/ecc. ?
A mio parere la domanda non è di quelle, come sta diventando di moda dire oggi, di tipo "binario". Infatti la risposta dipende in grande misura dalla prevedibile qualità esecutiva, variabile non considerata (perlomeno in apparenza...).
Se però si dà per scontato che «l'ennesima Traviata/Boheme/Barbiere/Elisir/ecc.» godrebbe, come spesso accade, di trascuratezze e maltrattamenti, troverei «meglio i Contes in una edizione criticamente superata». Anche perché, lo sappiamo tutti, si sopportano meglio le cattive esecuzioni delle opere che si conoscono poco (e questo è di sicuro anche il caso dei Contes in Italia, se ci riferiamo alla media degli spettatori), che non le cattive esecuzioni "ennesime".
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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da massenetiana » 17 gen 2019 16:16

Condivido i commenti precedenti.
Tra le ennesime rappresentazioni delle solite opere e l'edizione superata dei Contes preferisco la seconda. Per quanto riguarda invece il discorso sulle versioni dei Contes, io adoro le edizioni Choudens e Gunsbourg (e quindi versioni non fedeli) ma perché sono le versioni che conosco e sono abituata ad ascoltare... per questa volta, trattandosi anche dei miei primi Contes visti dal vivo, va bene così, ma in futuro andrò a rivedere quest'opera solo se sarà rappresentata in una versione più recente, per il gusto di ascoltare un'edizione diversa e soprattutto più fedele all'originale.
mascherpa ha scritto:
17 gen 2019 12:14
Insomma: trovo inevitabile che ci siano persone che sono tentate dal suicidio preventivo all'idea che non ascolteranno Scintille, diamant, perché la trovano bellissima e per di piú offre occasione a una puntatura tra le piú rischiose. E che ci siano altre persone che soffrono della stessa tentazione alla sola idea che invece gli toccherà ascoltarla, perché la trovano snaturatrice della figura quadruplice del vilain (e persino, cattivoni che sono, un po' bruttina...).
Io invece mi pongo in una posizione intermedia, se la ascolto mi fa piacere, in caso contrario non mi strappo i capelli, anche perché dei 4 ruoli cattivi il mio preferito, con tutto il rispetto per gli altri, è sempre il consiglier Lindorf (seguito dal Dr. Miracle)...
Ultima modifica di massenetiana il 17 gen 2019 18:31, modificato 4 volte in totale.
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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da massenetiana » 17 gen 2019 16:29

massenetiana ha scritto:
17 gen 2019 16:16
Condivido i commenti precedenti.
Tra le ennesime rappresentazioni delle solite opere e l'edizione superata dei Contes preferisco la seconda. Per quanto riguarda invece il discorso sulle versioni dei Contes, io adoro le edizioni Choudens e Gunsbourg (e quindi versioni non fedeli) ma solo perché sono le versioni che sono abituata ad ascoltare... per questa volta, trattandosi anche dei miei primi Contes visti dal vivo, mi adeguo, ma in futuro andrò a rivedere quest'opera solo se sarà rappresentata in una versione più recente, per il gusto di ascoltare un'edizione diversa e soprattutto più fedele all'originale.
mascherpa ha scritto:
17 gen 2019 12:14
Insomma: trovo inevitabile che ci siano persone che sono tentate dal suicidio preventivo all'idea che non ascolteranno Scintille, diamant, perché la trovano bellissima e per di piú offre occasione a una puntatura tra le piú rischiose. E che ci siano altre persone che soffrono della stessa tentazione alla sola idea che invece gli toccherà ascoltarla, perché la trovano snaturatrice della figura quadruplice del vilain (e persino, cattivoni che sono, un po' bruttina...).
Io invece mi pongo in una posizione intermedia, se la ascolto mi fa piacere, in caso contrario non mi strappo i capelli, anche perché dei 4 ruoli cattivi il mio preferito, con tutto il rispetto per gli altri, è sempre il consiglier Lindorf...
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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da b13ne » 17 gen 2019 19:17

massenetiana ha scritto:
17 gen 2019 16:16
in futuro andrò a rivedere quest'opera solo se sarà rappresentata in una versione più recente
Che peccato: io invece sono di quelli che trovano I racconti di Hoffman un'opera così bella che per me vale sempre la pena vederla.
Per fortuna non è più rara come una volta, perfino in Italia sta entrando in repertorio.
Vedete i garofani?

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Re: Les Contes d'Hoffmann al San Carlo

Messaggio da massenetiana » 17 gen 2019 19:23

b13ne ha scritto:
17 gen 2019 19:17
massenetiana ha scritto:
17 gen 2019 16:16
in futuro andrò a rivedere quest'opera solo se sarà rappresentata in una versione più recente
Che peccato: io invece sono di quelli che trovano I racconti di Hoffman un'opera così bella che per me vale sempre la pena vederla.
Per fortuna non è più rara come una volta, perfino in Italia sta entrando in repertorio.
Vabbè ma io la adoro, è sempre stato così, andrei a vedere solo una versione più recente per cambiare e anche per fare un confronto, almeno questo è ciò che penso adesso, poi può anche darsi che rimarrò talmente estasiata da questa rappresentazione da cambiare idea e decidere di rivederla in qualunque versione, tutto può essere... è veramente una fortuna che stia entrando in repertorio, ho sempre sognato di vederla e pensa che fino all'anno scorso ho pensato che avrei potuto vederla solo alla Scala o all'estero...
Un'altra opera che meriterebbe di entrare in repertorio e che andrei a vedere immediatamente è Thais... una domanda che faccio a tutti: a Napoli (o anche a Roma) qualche volta è stata rappresentata?
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