7 Dicembre 2018 - Attila

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mascherpa
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da mascherpa » 10 dic 2018 09:40

cabaletta64 ha scritto:
08 dic 2018 15:21
Considero Attila un opera minore sotto tutti gli aspetti, musicalmente molto lontana dal Verdi classico di riferimento, in una ipotetica classifica verdiana siamo attorno al 15° posto...
Mi sto chiedendo come si potrebbero elencare ben tredici titoli di Verdi inferiori ad Attila, opera esemplare nella sua totale incapacità di dar vita a un personaggio che sia uno: per me, in altre parole, codesto quindici «d'una decina devi aumentar» (Giovanna d'Arco, Un giorno di regno e, proprio a volerlo, il Corsaro restano il sottofondo: ma tutte le altre per me sono migliori, compresa l'esecratissima Alzira, che sfoggia un prim'atto molto bello, anche se il secondo semplicemente "non esiste").
Per elementari doveri d'ospitalità, venerdí sera m'è toccato d'ascoltare alla radio prologo e prim'atto, ancor piú irritato per la captazione audio oscenamente squilibrata a favore dei solisti, in particolare del basso. Per fortuna, dopo l'intervallo eravamo ormai a tavola e la seconda parte ho dovuto subirla solo come sottofondo...


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albertoemme
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da albertoemme » 10 dic 2018 18:53

Ringrazio chi ha suggerito il link per rivedere la ripresa televisiva. Lo spettacolo, in teatro, pur da un discreto posto di galleria non mi aveva convinto, invece, rivisto in tv l'ho trovato ben fatto. Certo come ha evidenziato Ugo54 ci sono tante cose già viste, ma il gusto delle citazioni è una delle caratteristiche di Livermore che ha valorizzato la macchina milanese lasciando a distanza anche quelle assai sofisticate di Bayreuth o Salisburgo. A proposito di citazioni mi piacerebbe sapere se nella seconda parte c'era più Salon Kitty, Il portiere di notte o la Caduta degli dei (nell'intervallo ognuno aveva la sua idea).-
Direzione tutta di testa e poco spontanea, ma a chi, come a me, piace essere passivo almeno su una poltroncina, è stata benvenuta.-
Cantanti bravi. Per la precisione al protagonista ombroso ed elegante nulla si può eccepire. Alla Hernandez l'acustica della Scala non ha giovato, ascoltata a Modena me l'aspettavo più potente, non una Dimitrova ma quasi. Però è una signora cantante e più la riascolto più mi piace. Brava non é una Sutherland nella cabaletta ma delle tante che ho ascoltato dal vivo è quella che ha pasticciato meno. Quasi nulla. Sartori non l'ho sentito stonato come ha riferito qualcuno. Era la voce che nei bassi e nei centri aveva più proiezione. Da un po' schiaccia gli acuti a cui restano uno spessore che altri si sognano. Due o tre vere mezze voci al suo attivo. Petean che ha cantato "Degli immortali fulmini" (non erano vertici???) è apparso corretto ma incolore e l'acuto conclusivo della cabaletta era intonato ma afono.-

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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da cabaletta64 » 10 dic 2018 19:10

Hai ragione non era mia intenzione fare delle classifiche delle opere di Verdi, ma Attila sta sulla stessa linea di Lombardi/Jerusalem, Foscari e battaglia di Legnano, più sotto Aroldo/Stiffelio e Masnadieri e proprio sotto sotto Alzira, giorno di regno, Oberto, corsaro e Giovanna d'Arco.
Alzira l'ho ascoltata nelle diverse versioni in cui cantava Cecchele con la Zeani e MacNeil e la Gulin con Sereni, ma la devo veramente considerare un opera modestissima in tutti i sensi.

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karalis
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da karalis » 10 dic 2018 20:01

albertoemme ha scritto:
10 dic 2018 18:53
Petean che ha cantato "Degli immortali fulmini" (non erano vertici???)
Non fulmini ma culmini ma comunque nel libretto ho scoperto che riporta "culmini". Io avevo sempre sentito i vertici. Quando sarà comparsa la variante?

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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da massenetiana » 10 dic 2018 20:45

Questa cosa incuriosisce anche me, in ogni caso non si tratta della prima volta, dal momento che Ezio ha cantato "Dagli immortali culmini" anche nell'Attila rappresentato ad ottobre a Parma.
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da Dr.Malatesta » 10 dic 2018 21:26

Probabilmente sarà la versione corretta secondo l'edizione critica (come nel Rigoletto: "tua sorella e del vino")
Matteo

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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da biancano » 11 dic 2018 08:14

albertoemme ha scritto:
10 dic 2018 18:53

Alla Hernandez l'acustica della Scala non ha giovato, ascoltata a Modena me l'aspettavo più potente, non una Dimitrova ma quasi. Però è una signora cantante e più la riascolto più mi piace. Brava non é una Sutherland nella cabaletta ma delle tante che ho ascoltato dal vivo è quella che ha pasticciato meno. Quasi nulla.
sentita a Reggio Emilia in Gioconda la Hernandez può essere accostata alla Ghena nel colore del timbro (soprattutto nell'involo verso l'acuto) ma assolutamente no nel volume e nella potenza sonora. il peso à quello di un lirico (lirico pieno per i tempi che corrono) ma assolutamente non un drammatico....resta il problema dei piani e pianissimi che alla Ghena riuscivano e alla Hernandez no

albertoemme
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da albertoemme » 11 dic 2018 08:32

Nel programma di sala è effettivamente scritto “culmini” potevo andare a controllare, ma avevo sentito cantare fulmini...sordo senza il talento di Beethoven è dura.-

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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da ugo54 » 11 dic 2018 09:27

albertoemme ha scritto:
10 dic 2018 18:53
Ringrazio chi ha suggerito il link per rivedere la ripresa televisiva. Lo spettacolo, in teatro, pur da un discreto posto di galleria non mi aveva convinto, invece, rivisto in tv l'ho trovato ben fatto. Certo come ha evidenziato Ugo54 ci sono tante cose già viste, ma il gusto delle citazioni è una delle caratteristiche di Livermore che ha valorizzato la macchina milanese lasciando a distanza anche quelle assai sofisticate di Bayreuth o Salisburgo. A proposito di citazioni mi piacerebbe sapere se nella seconda parte c'era più Salon Kitty, Il portiere di notte o la Caduta degli dei (nell'intervallo ognuno aveva la sua idea).-
Direzione tutta di testa e poco spontanea, ma a chi, come a me, piace essere passivo almeno su una poltroncina, è stata benvenuta.-
Cantanti bravi. Per la precisione al protagonista ombroso ed elegante nulla si può eccepire. Alla Hernandez l'acustica della Scala non ha giovato, ascoltata a Modena me l'aspettavo più potente, non una Dimitrova ma quasi. Però è una signora cantante e più la riascolto più mi piace. Brava non é una Sutherland nella cabaletta ma delle tante che ho ascoltato dal vivo è quella che ha pasticciato meno. Quasi nulla. Sartori non l'ho sentito stonato come ha riferito qualcuno. Era la voce che nei bassi e nei centri aveva più proiezione. Da un po' schiaccia gli acuti a cui restano uno spessore che altri si sognano. Due o tre vere mezze voci al suo attivo. Petean che ha cantato "Degli immortali fulmini" (non erano vertici???) è apparso corretto ma incolore e l'acuto conclusivo della cabaletta era intonato ma afono.-
Sì lo scrivevo a Danilo la sera stessa di S.Ambrogio, subito dopo la fine della trasmissione RAI. Ci sono tante citazioni cinematografiche e mi pare proprio quelle che citi Tu. A me ovviamente questa impostazione piace da morire: vedi Tamerlano, Don Pasquale ( Fellini, Cinecittà, anni '50)...E' una impostazione che trovo assai creativa. Del resto anche i compositori partivano da basi consolidate di Autori precedenti (es. Mozart con Idomeneo, non c'è tanto Gluck? o il primo Verdi con Donizetti....e si potrebbe citare all'infinito).
Se posso fare due appunti alla regia e non suscito reazioni simil linciaggio direi questo:
A) dopo la tempesta, nel prologo, avrei in concomitanza del sorgere del sole sulla laguna veneta ( qui una città distrutta) dato decisamente più luce sul palcoscenico, in modo da assecondare quel "crescendo" radioso non solo atmosferico ma anche di speranza.
B) l'orgia l'avrei movimentata di più, visto che mischiati ai coristi c'erano molte comparse.
Tu cosa ne pensi :D

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notung
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Re: 7 Dicembre 2018 - Attila

Messaggio da notung » 11 dic 2018 09:51

Livermore, lo sanno tutti, ha sempre amato il cinema e le citazioni nei suoi allestimenti sono molto frequenti. Secondo me, ma dalla sola visione televisiva, la scena dell’orgia all’acqua di rose si rifaceva più a Pasolini (Salò) che ad altri esempi qui riportati.
Tra l’altro, a Venezia Michieletto nel suo Macbeth ha citato molti classici horror - Shining in particolare, ma non solo - e alcuni non se ne sono accorti, o voluto accorgersene, limitandosi al solito nazional popolare “che c’entra un triciclo col Macbeth”, ovviamente raccogliendo vagonate di applausi da folle ignare e festanti.
Io credo che queste citazioni possano piacere o meno, ma se non si riconoscono sarebbe meglio parlare di tutto meno che di teatro lirico.
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