Mascagni oltre Cavalleria ???

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Berlioz
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da Berlioz » 06 feb 2018 09:22

mascherpa ha scritto:
06 feb 2018 08:15
....il contenuto non è comunque liquidabile, e neppure esemplificabile, come gossip di cameriere ammirate.
Assolutamente no, è un lavoro incentrato sull'uomo più che sul musicista. E lo Shiclking non nasconde certo il compiacimento di aver scoperto chi era la famosa Corinna :D.

Se non erro in appendice vi è una tavola sinottica che dice dove era Puccini in un dato periodo, ottenuta con un lavoro di "reverse engineering" sulle lettere.

Una cosa che non c'entra nulla: se uno legge l'epistolario di Puccini si accorge che una lettera spedita da Firenze la mattina arrivava a Viareggio nel primo pomeriggio...e viceversa.Mi hanno spedito una lettera da Amsterdam a Prato il 19 Dicembre. Arrivata in Italia il 21. Consegnata l'8 gennaio.


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ZetaZeta
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da ZetaZeta » 07 feb 2018 20:35

Visto che, grazie a un amico, ho ritrovato l'opinione di Puccini sull'Iris, devo rettificare alcune cose su rapporto tra Iris e Butterfly.
L’Iris fu data nel 1898, Puccini inizia seriamente a scrivere la Butterfly a fine del 1901, quindi certamente l’aveva presente; anzi Puccini seguì tramite Illica la nascita di Iris e fu presente alla prima. La sua opinione fu: “L’Iris è andata come saprai, e la solita porca stampa è stata di una crudeltà strana, in specie il Corriere. Per me quest’opera che ha in sé tante cose belle e uno strumentale dei più smaglianti e coloriti, ha il difetto d’origine: l’azione che non interessa e si diluisce e langue per tre atti. Per conseguenza se anche Domineddio avesse musicato tale libretto, non avrebbe fatto più di quello che ha fatto Pietro. Tu che gli sei amico vero, digli che ritorni alla passione, al sentimento vivo, umano, col quale iniziò tanto brillantemente la carriera.” (Puccini a Alberto Crecchi, 21/1/1899)
E' certo quindi che Puccini avesse presente Iris: però, se si esclude forse l'interesse verso l'ambientazione, più come esempio negativo che positivo da quello che si può leggere in questa lettera, dove emerge la critica al libretto considerato troppo privo di interesse e prolisso.

sachs
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da sachs » 07 feb 2018 23:55

e infatti Baldacci ci ricorda come fosse originale per il tempo questa "storia di una bambina rapita da un libertino, che finisce in un bordello e muore in un letamaio" . Oggi -purtroppo - la riconosciamo appartenente alla più ovvia quotinianità, quasi banale... :angry:

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Berlioz
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da Berlioz » 11 feb 2018 17:51

E' il grande limite di Mascagni come uomo di teatro: affidarsi a libretti solitamente debolissimi
Al sesso non si applica il Principio di Esclusione di Pauli.

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karalis
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da karalis » 11 feb 2018 18:11

Alora vi invito a dare un'occhiata al libretto di Pinotta, rappresentata nell'anno di grazia 1932 anche se si tratta di rielaborazione di lavori del 1881-82.
Buona lettura!



http://musicologia.unipv.it/collezionid ... isi186.pdf

ZetaZeta
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da ZetaZeta » 11 feb 2018 21:14

Berlioz ha scritto:
11 feb 2018 17:51
E' il grande limite di Mascagni come uomo di teatro: affidarsi a libretti solitamente debolissimi
Pur avendo avuto lo stesso librettista di Iris, la genesi di Butterfly ha visto un lavoro di affinamento portato avanti da Puccini, immagino per merito anche di Giacosa, che ne ha cambiato la fisionomia iniziale. Se posso citare un caro amico, "Puccini capì, e l’interessante è che lo capì poco per volta, che l'essenza dell'opera era il percorso psicologico di Butterfly e non le spiritosaggini di Illica sui giapponesi".

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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da sachs » 12 feb 2018 19:53

Neldìdellavittoria ha scritto:
15 gen 2018 11:26
Con il programma di sala sotto mano, cito le parole del maestro Agiman riguardo ad Iris
Definire [Iris] come il più audace progetto in campo operistico di tutto il repertorio (forse non solo italiano...) tra fine '800 e inizio '900? Non è cosa difficile, basta leggere il libretto, bellissimo, di Illica...
Questo credo che si commenti da solo, ma ecco le affermazioni del regista Hiroki Ihara, che a me paiono contraddittorie (forse mi potete aiutare a capire):
Iris di Mascagni è superiore alla Butterfly di Puccini in termini di realizzazione di un autentico Giappone.
Mascagni ed Illica hanno creato un'espressione più libera e vera, nel senso che descrive un Giappone immaginato attraverso la grande influenza che il Japonisme [...] ha portato in Europa.
Ma allora il Giappone di Iris è autentico o filtrato dalla cultura europea? O autentico perché filtrato dalla cultura europea?


Iris affascinanante nei teatri toscani supera la prova palcoscenico, teatrale e intrigante musicalmente e drammaturgicamente. Non l'avrei detto... :clap: :clap:
Correte a vederla

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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da mascherpa » 14 feb 2018 12:14

Berlioz ha scritto:
06 feb 2018 09:22
Se non erro in appendice vi è una tavola sinottica che dice dove era Puccini in un dato periodo, ottenuta con un lavoro di "reverse engineering" sulle lettere.

Una cosa che non c'entra nulla: se uno legge l'epistolario di Puccini si accorge che una lettera spedita da Firenze la mattina arrivava a Viareggio nel primo pomeriggio...e viceversa.Mi hanno spedito una lettera da Amsterdam a Prato il 19 Dicembre. Arrivata in Italia il 21. Consegnata l'8 gennaio.
Molto interessante nello Schickling è anche la ricostruzione, seppure parziale specie per i primi anni, degli spettacoli che Puccini vedeva a teatro.

Per non smentire al nostra arte dell'OT, sulle Poste mi hai ricordato una battuta di Umberto Eco, di molto successo "ai miei tempi": un buon servizio postale può essere complice in assassino premeditato. Infatti il famoso "delitto Murri", un caso di cronaca nera che sconvolse l'Italia nei primi anni del secolo scorso, fu organizzato per corrispondenza, ricevendo regolarmente la sera stessa a Ferrara la risposta alle lettere inviata a Venezia il mattino presto. Eco commentava che con il servizio postale degli anni Novecentosettanta il povero Murri sarebbe tranquillamente morto di vecchiaia...
Tre distribuzioni giornaliere a Milano le ricordo personalmente negli anni Cinquanta: al mattino intorno alle otto e mezza, poi verso mezzogiorno e alle quattro del pomeriggio. Mio padre si lamentava non poco perché ne era stata abolita una.
«"Tradizione è trascuratezza", cosí fu spesso sentito dire Mahler» (Richard Specht, 1913)

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