Mascagni oltre Cavalleria ???

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daphnis
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da daphnis » 16 gen 2018 13:12

Era Pretre sul podio? Ho un ricordo più vivido della sua strepitosa direzione di Manon Lescaut, direi stesso anno. Mi è "rimasta" più quella. Anche perché di ottime direzioni di Butterfly ne ho ascoltate tante. Ma una Manon come quella "di" Pretre, fatico a ricordare...


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Neldìdellavittoria
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da Neldìdellavittoria » 16 gen 2018 13:32

Non avevo mai approfondito le vicissitudini della genesi della Butterfly: sapevo solo che la prima fu un fiasco assoluto, per ragioni che rimangono tuttora controverse (se non erro, alcuni affermano che il pubblico fosse prevenuto contro Puccini?). Davvero interessante: sapete consigliarmi delle letture per approfondire questo argomento?
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mascherpa
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da mascherpa » 16 gen 2018 13:48

Neldìdellavittoria ha scritto:
16 gen 2018 13:32
...sapete consigliarmi delle letture per approfondire questo argomento?
Partirei dalle lettere scritte da Puccini a botta calda. Poi è molto utile il libretto d'accompagnamento all'edizione completa (4 CD) delle successive versioni registrata all'Istituto Italiano di Cultura di Budapest (mi sembra che il direttore si chiami Rosenkrans).

Piú sistematicamente, puoi usare la biografia di Schickling, disponibile anche in italiano.
«"Tradizione è trascuratezza", cosí fu spesso sentito dire Mahler» (Richard Specht, 1913)

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Neldìdellavittoria
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da Neldìdellavittoria » 16 gen 2018 13:56

mascherpa ha scritto:
16 gen 2018 13:48
Partirei dalle lettere scritte da Puccini a botta calda. Poi è molto utile il libretto d'accompagnamento all'edizione completa (4 CD) delle successive versioni registrata all'Istituto Italiano di Cultura di Budapest (mi sembra che il direttore si chiami Rosenkrans).

Piú sistematicamente, puoi usare la biografia di Schickling, disponibile anche in italiano.
Ti ringrazio per i consigli. Conosco la biografia in questione e credo che sia di facile reperimento, ma spero di riuscire a trovare anche il resto del materiale.

Mi fa piacere che in questa sezione del forum i toni continuino ad essere civili e la conversazione rimanga, auspicabilmente, di pubblico interesse.
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albertoemme
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da albertoemme » 16 gen 2018 18:00

Sì Daphnis, Pretre sul podio. Nel 1978 cantava la Mauti Nunziata (pensa Violamargherita che Celletti ne parlo assai bene...lo ricordo "en passant" visto che abbiamo da poco ricordato il giudizio negativo sulla grande Horne) e nel 1979 quando vidi quello spettacolo c'era Raina Kabaivanska che eseguiva l'entrata in scena in un cesto di vimini e la voce nei centri era raggelante. Ciannella c'era sicuramente nel 1979 e il mio Sharpless era Leo Nucci.-

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massenetiana
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da massenetiana » 16 gen 2018 18:18

Per la direzione del grande Pretre questa rappresentazione mi incuriosisce, ma non c'è su You Tube. Sapete dove potrei trovarla?
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Jor
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da Jor » 17 gen 2018 13:55

Ludovico&Giuseppe ha scritto:
12 gen 2018 00:10
Chiedo umile aiuto e consiglio: vorrei conoscere di più il compositore livornese e i suoi lavori oltre alla nota Cavalleria Rusticana. Ho già ascoltato un po' a caso qualcosa, senza molto entusiasmo in verità, ma è rimasta comunque una certa curiosità...

Qualche consiglio di cosa ascoltare o leggere per capire di più quest'autore?
Ti elenco quali sono a mio parere le Opere più significative (oltre la Cavalleria) di Mascagni con una breve descrizione per dare una idea su di esse.
Tieni presente che sebbene molti abbiano bollato superficialmente Mascagni come verista, egli non si è mai adagiato sul modello della Cavalleria (c'è il Silvano ma il compositore stesso ha ammesso che furono "due atti di poco roba” su richiesta commerciale dell'editore).
Per quanto mi riguarda considero Mascagni come un compositore con un spiccato genio innato per specifici aspetti e sensibilità ma anche con grandi lacune culturali che hanno limitato la sua carriera e che spesso l’hanno portato più a seguire le mode e la propria indole personale piuttosto che perseguire un cammino intellettuale uniforme.


In ordine cronologico per data di prima esecuzione:

L’amico Fritz (1891):
Dopo Cavalleria, è l’Opera di Mascagni più rappresentata al giorno d’oggi.
L’intento dichiarato di Mascagni era quella di dimostrare che il suo primo successo non fosse dipeso esclusivamente dal libretto tratto dal Verga e quindi di proposito il suo successivo lavoro cambia completamente tono (commedia dei buoni sentimenti ambientata in un villaggio bucolico) e si appoggia su un libretto frivolo (per non dire sciocco).
Opera molto “zuccherina” ma la musica riesce a reggere il gioco.
Ti consiglio l’edizione diretta da Gavazzeni con la Freni e Pavarotti.

Guglielmo Ratcliff (1895):
Quarta Opera del Maestro in termini di data di esecuzione ma in verità la genesi di questo lavoro precede la Cavalleria ed è frutto dell’infatuazione di Mascagni per il testo di Heine.
Anche qui ci troviamo di fronte ad un lavoro che poco ha da spartire con Cavalleria e L’amico Fritz e che è più orientato verso l’Opera ottocentista.

Iris (1898):
Considero l’Iris il più grande Capolavoro di Mascagni a dispetto di alcuni difetti evidenti poichè in essa si concretizzano i pregi maggiori del livornese e anche le cadute di stile presenti nel libretto funzionano in connubio con la musica in un modo tale che mi fanno dire che il risultato è più della somma delle singole parti.
La partitura è stata influenzata dall’impressionismo francese ma in verità solo di facciata, è molto personale.
Magari se ho tempo e voglia ne parlerò in maniera più approfondita in un altro post.
L’edizione che consiglio è quella di Amsterdam 1963 con Olivero e Ottolini.

Isabeau (1910):
Opera ad ambientazione medievale che abbonda di cromatismi ed in cui forse si cristallizza maggiormente la tipica figura del “tenore mascagnano”: voce accesa e sfogata ed in perenne bilico fra il desidero d’amore (spesso inespresso) e la morte.
Non ci sono molte registrazioni disponibili, prova l’edizione del 1962 diretta da Tullio Serafin.

Parisina (1914):
L’intento di Mascagni con questa Opera era quello di mettere in scena per il teatro musicale nella sua interezza un testo di D’Annunzio “virgole comprese” e se conosci D’Annunzio già da questa mia introduzione potrai dedurre dove mostra il fianco questo lavoro e cosa lo differenzia dal resto della produzione di Mascagni.
Perciò è probabile che questa sia l’Opera di Mascagni più ostica ma a dispetto di questo Prisina rimane un Opera con grande fascino.
Anche qua non ci sono molte edizioni fra cui scegliere e c’è il dilemma sulla parti tagliate comunque i ti consiglierei l’edizione diretta da Urbini.

Il piccolo Marat (1921):
Questa è l’Opera che suggella la carriera d’operista trentennale di Mascagni, non è l’ultima ma è come se lo fosse.
Si rifà al modello dell’Andrea Chenier e difatti è ambientata durante la rivoluzione francese però il tutto ha il tono fantastico della fiaba (significativo ad esempio che il nome dell’antagonista sia l’Orco).
Il pregio maggiore de Il piccolo Marat è il ritmo ed il taglio cinematografico del libretto su cui soffia il suo tipico stile mascagnano.
Opera che è quasi del tutto scomparsa dopo gli anni 60 e 70, forse ti consiglierei la registrazione live con Zeani, Borso e Rossi-Lemeni.


Permettimi di citarti anche Zanetto (1896) che anche se non significativa come le sopra citate è pur sempre una breve e malinconica operina che a me piace (edizione che consiglio è quella di Livorno 1986).

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Jor
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da Jor » 17 gen 2018 14:33

Ah, se mi permettete uno spunto veloce:
Ho sempre trovato buffo la nomea di verista, di naturalista, affibiata con leggerezza a Mascagni perchè l'impressione complessiva di Mascagni che ho è di un autore consciamente portato al fittizio rispetto alla realtà d'origine del libretto ma sovente autentico, nel senso di sincero, nell'espressione musicale in cui su tutto regna, quasi ingombrante, la sua stessa figura.
Nel campo cinematografico farei un parallelo di autore simile (con i distinguo del caso ovviamente) con Fellini.

E' autentica o fittizia la Sicilia della Cavalleria?
E' autentico o fittizio il sentimento trasmesso dalla serenata che Turiddu invoca per Lola?
Io risponderei a queste due domande in maniera opposta.

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Neldìdellavittoria
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da Neldìdellavittoria » 17 gen 2018 15:36

Jor ha scritto:
17 gen 2018 14:33
Nel campo cinematografico farei un parallelo di autore simile (con i distinguo del caso ovviamente) con Fellini.
Caro Jor, permettimi di dissentire: a mio parere Fellini è quanto di più lontano dall'aderire ad un'estetica "consciamente fittizia". Il suo è un realismo magico più vicino ad un Bontempelli o ad un Buzzati (non a caso i due collaborarono ad un progetto mai concluso, la cui sceneggiatura si trova pubblicata con il titolo Il viaggio di G. Mastorna: la consiglio vivamente a tutti) per me assai più affascinante, proprio perché prevede il sogno e lo sprazzo alogico ed assurdo come parte integrante della realtà, senza alcun divario particolarmente marcato. Se dovessi scegliere un regista coscientemente fittizio, forse direi David Lynch.
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ZetaZeta
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Re: Mascagni oltre Cavalleria ???

Messaggio da ZetaZeta » 17 gen 2018 16:17

Ringrazio Jor, che nella sua breve descrizione delle opere di Mascagni ha saputo sottolinearne anche gli aspetti positivi.

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