Don Carlos a Parigi

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mascherpa
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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da mascherpa » 25 ott 2017 11:49

pbialetti ha scritto:Credo poi che sia "Quand aura lui pour moi l'heure dernière"
S'incontrano entrambe le lezioni.


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Tosca
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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da Tosca » 25 ott 2017 11:49

mascherpa ha scritto:Comunque, l'assunto iniziale di "pbialetti" era quello d'una migliore corrispondenza dei versi francesi con la musica composta da Verdi: come sempre, ho contribuito a far perdere di vista il bersaglio..
Quello che volevo dire era che a me i versi che ho citato paiono più corrispenti alla musica di Verdi in francese che non in italiano.
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Marilisa Marilì Lazzari

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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da mascherpa » 25 ott 2017 11:51

pbialetti ha scritto:Qui a Berlino mi toccherà quest'anno una versione in 4 atti in una messa in scena così così...
Sempre quella di Himmelmann? A me è piaciuta in crescendo: piuttosto fuori bersaglio, dopo tre o quattro volte, trovo ancora solo la Eboli sadonazi.
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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da pbialetti » 25 ott 2017 12:15

mascherpa ha scritto:
pbialetti ha scritto:Qui a Berlino mi toccherà quest'anno una versione in 4 atti in una messa in scena così così...
Sempre quella di Himmelmann? A me è piaciuta in crescendo: piuttosto fuori bersaglio, dopo tre o quattro volte, trovo ancora solo la Eboli sadonazi.
No, quella di Marelli alla Deutsche Oper, che definierei "senza infamia e senza lode".

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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da mascherpa » 25 ott 2017 12:16

Tosca ha scritto:Quello che volevo dire era che a me i versi che ho citato paiono più corrispenti alla musica di Verdi in francese che non in italiano.
«Non l'avrei giammai creduto...». Per me può dipendere molto da chi dirige e da chi canta.
Ultima modifica di mascherpa il 25 ott 2017 12:21, modificato 1 volta in totale.
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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da mascherpa » 25 ott 2017 12:16

pbialetti ha scritto:...quella di Marelli alla Deutsche Oper, che definierei "senza infamia e senza lode".
Non l'ho mai vista.
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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da mascherpa » 27 ott 2017 12:44

Tosca ha scritto:Credo anche che le seguenti frasi, così taglienti, siano più efficaci di quelle in italiano:
...
Come ormai si sa, non sono punto del tuo parere, ma ti darò un'esempio, credo non molto noto, d'una frase modificata per Parigi in un'opera italiana, che nel nuovo testo francese è davvero molto, molto piú tagliente che nella ritraduzione divenuta poi "tradizionale", al punto che nell'edizione francese dello spartito fu edulcorata nel senso di quella italiana, pur assumendo una sfumatura assai diversa.

In sostituzione dell'originale «Tutto è compiuto, ormai» (evidente adattamento del «consummatum est» evangelico), un celeberrimo personaggio d'opera, nella riscrittura ad hoc suggerita, o perlomeno catalizzata dall'impresario-regista, cantò a Parigi: «C'est ton devoir, Geisha». Nell'edizione "definitiva" in italiano, che rispetto a quella in circolazione prima di Parigi comportò notevoli modifiche anche musicali e fu pubblicata l'anno seguente, la frase divenne quella che tutti sentiamo sin da piccoli: «A lui devo obbedir!»; nello spartito francese, pubblicato anch'esso l'anno seguente, la frase diventa «Il est le maître et je dois m'incliner»: non piú amarissima, vertiginosa e, appunto, tagliente; e nemmeno da femmina sottomessa come in italiano, ma da donna rassegnata, per la prima e ultima volta, ai fatti. Poiché la scansione sillabica della frase francese pubblicata è totalmente diversa da quella italiana, mi per lecito chiedersi se non abbia richiesto anche delle nuove modifiche musicali.

Fatto salvo il buon diritto di chiunque di non interessarsi a questi pasticci che i compositori combinavano in passato, mi sento libero d'affermare che su passaggi, slittamenti e ritorni del genere ci sarebbero da scrivere libri.
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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da biancano » 01 nov 2017 12:21

due parole su questo Don Carlos visto sabato scorso....spettacolo di sicuro interesse per la proposizione della versione francese originale che in alcuni passi diverge completamente dalla vulgata corrente....compagnia di prestigio che assembla il meglio o quasi di quello che oggi offre il mercato delle voci...dirigeva il direttore musicale del teatro Philippe Jordan che non mi ha convinto troppo....direzione precisa ma poco incisiva...le varie scene mancavano di sufficiente atmosfera....è stato accusato anche di coprire le voci, questo a me non è parso, anzi mi è sembrato anche troppo guardingo
anche il responsabile della parte visiva, il polacco Warlikowski, ha rilevato un pò lo stesso problema....nel senso che queste grandi firme del regie-theater alle prese con questi grandi capolavori del repertorio italiano confezionano spesso spettacoli non completamente risolti....era già accaduto a Tcherniakov con la Traviata alla Scala...si rinuncia ad una completa riscrittura drammaturgica del testo come se si volesse rimanere fedele alle didascalie del libretto, a parte qualche momento (concentrato soprattutto nella scena dell'Autodafè che vedeva la prima parte divisa visivamente su due piani, il primo in cui la famiglia reale si preparava all'evento con Filippo visibilmente ubriaco che veniva fatto vestire a forza da Elisabetta e Posa, il secondo sullo sfondo con la piazza risolta in un grande teatro di legno sui cui scranni sedeva la corte) più qualche altro episodio come il suicidio x veleno, stile Leonora del Trovatore, di Elisabetta al finale
ambientazione sostanzialmente neutra e praticamente fissa per tutto lo spettacolo, costumi genericamente novecenteschi
comunque alla fine trionfo con oltre 15 minuti di applausi

P.S. spero di leggere anche il parere di Paperino che ho salutato in sala con molto piacere

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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da paperino » 02 nov 2017 20:35

biancano ha scritto:
P.S. spero di leggere anche il parere di Paperino che ho salutato in sala con molto piacere
Ciao. Entro il fine settimana ci sarà la recensione in HP. Anche a me ha fatto molto piacere incontrarti. Anzi mi scuso per non averti atteso alla fine per scambiarci due pareri, ma sono dovuto scappare in quanto ero a cena da un amico che ha aspettato pazientemente la fine della rappresentazione e non potevo farlo attendere ulteriormente.
La conversazione languiva, come sempre d'altronde quando si parla bene di qualcuno (Laclos/Poli).

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Re: Don Carlos a Parigi

Messaggio da Berlioz » 03 nov 2017 08:09

Tosca ha scritto: Quello che volevo dire era che a me i versi che ho citato paiono più corrispenti alla musica di Verdi in francese che non in italiano.
Pwrché Verdi ha scritto la musica sul verso francese
Al sesso non si applica il Principio di Esclusione di Pauli.

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