Tristan und Isolde al Regio di Torino

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umangialaio
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Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da umangialaio » 10 ott 2017 20:42

Torino avrà pure perso la grande industria, ma ha un'orchestra che sa suonare il Tristano come dio comanda! Bravi, bravi e bravissimo anche Noseda! Questo secondo atto sta venendo anche meglio del primo e non era scontato.

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umangialaio
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Re: Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da umangialaio » 11 ott 2017 07:49

Però forse non avrebbero nuociuto quà e là un po' meno foga e concitazione specialmente nel finale, anzi in tutto il terzo atto, nella prima mezz'ora del quale Seiffert mi è parso in grande, grande difficoltà, spesso anche stonato.

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mascherpa
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Re: Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da mascherpa » 11 ott 2017 13:31

umangialaio ha scritto:...Seiffert mi è parso in grande, grande difficoltà, spesso anche stonato.
E qui, importando pericolosi concetti da un altro thread, ci si potrebbe chiedere se il pubblico d'un teatro indubbiamente definibile di serie A sia tenuto a digerire un cantante non piú in grado d'affrontare la parte pur di non cotringere la locandina a rinunziare a un "grande nome". Un anno e mezzo fa a Londra (c'è anche una recensione "ufficiale"), Seiffert non fu certamente piú in grado di cantare dignitosamente Tannhäuser, per gli stessi problemi che leggo qui sopra. Fosse stato uno sconosciuto e avesse cantato cosí in prova, la "protesta" gli arrivava di certo (già nel 1987 ne cadde una epocale, con un direttore amante della musica, sul capo d'un baritono celeberrimo, che pure fiato e timbro, se non proprio la corretta intonazione, ne aveva ancora da vendere).
Posso solo immaginare che difficoltà abbia avuto ora Seiffert nel terz'atto del Tristano... Quindi mi chiedo: i grandi nomi a fine carriera costano pochissimo? o i teatri, indipendentemente dalla serie, partono dal principio che la grande maggioranza del pubblico s'appaghi del nominale anziché del reale? con la quasi certezza che di solito, come rilevai a Londra, è anche dovutamente cortese? Altrimenti non si capirebbe perché non puntino su cantanti giovani: che molto raramente, questo è ovvio, sono dei Pavarotti esordienti, ma non lasciano quasi mai l'impressione inquietante di sopravvivere per miracolo a quel che stanno facendo.
Ultima modifica di mascherpa il 11 ott 2017 14:37, modificato 1 volta in totale.
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daphnis
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Re: Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da daphnis » 11 ott 2017 14:35

"Però forse non avrebbero nuociuto quà e là un po' meno foga e concitazione specialmente nel finale, anzi in tutto il terzo atto"





Immagino le colate di sudore dal podio e le facce ispirate.... Mi dicono, e trovo qui conferma, che si tratti di un Tristano ben diretto. Sono contento, di base avrei stima di Noseda. Ma (come il recente concerto al Dal Verme di Milano mi ha confermato) non riesco più fisicamente a guardare lui. Dovrei avere il solo audio: questa foga continua nei gesti (e poi sèesso anche nella resa) è diventata una specie di tic irrefrenabile, qualunque sia l'autore della musica. Mi chiedo come un musicista senz'altro capace non si renda conto che questa sceneggiata non giova a lui e nemmeno alla musica.



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Ultima modifica di daphnis il 11 ott 2017 14:43, modificato 1 volta in totale.

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Re: Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da mascherpa » 11 ott 2017 14:38

daphnis ha scritto:"Però forse non avrebbero nuociuto quà e là un po' meno foga e concitazione specialmente nel finale, anzi in tutto il terzo atto"





Immagino le colate di sudore dal podio e le facce ispirate....



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Mi pare di ricordare che tu non abbia molta stima del maestro Noseda...
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Re: Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da daphnis » 11 ott 2017 14:53

Non è esattamente così e l'ho precisato sopra nell'intervento che stavo scrivendo quando è giunto il tuo, che peraltro mi consente di precisare ulteriormente. Ho amato (e seguito, a La Verdi, poi a Torino) il primo Noseda (sul suo sito, ci sono fior di miei complimenti a diverse sue esecuzioni). Da un certo momento in poi, e sempre più nel tempo, questa frenesia di modi è diventata una costante, un clichè ripetuto ad ogni occasione. Penso che Noseda, con maggior freno alle smorfie del volto, un gesto meno convulso e più respiro, più aria concessa alla musica (fateci caso: il "suo" suono è diventato sempre costipato, iperteso, compresso) avrebbe esiti migliori. E' come se avesse assunto un aspetto (uno solo) dello stile del suo mèntore Gergiev (che è ben più diversificato, nei modi e nella resa) e avesse deciso "io adesso faccio tutto così". E poi, davvero, le facce, le smorfie: a parte il fastidio di chi è costretto a vederle salvo chiudere gli occhi, a cosa servono?


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Re: Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da mascherpa » 11 ott 2017 15:03

daphnis ha scritto:Non è esattamente così e l'ho precisato sopra nell'intervento che stavo scrivendo quando è giunto il tuo, che peraltro mi consente di precisare ulteriormente. Ho amato (e seguito, a La Verdi, poi a Torino) il primo Noseda (sul suo sito, ci sono fior di miei complimenti a diverse sue esecuzioni). Da un certo momento in poi, e sempre più nel tempo, questa frenesia di modi è diventata una costante, un clichè ripetuto ad ogni occasione. Penso che Noseda, con maggior freno alle smorfie del volto, un gesto meno convulso e più respiro, più aria concessa alla musica (fateci caso: il "suo" suono è diventato sempre costipato, iperteso, compresso) avrebbe esiti migliori. E' come se avesse assunto un aspetto (uno solo) dello stile del suo mèntore Gergiev (che è ben più diversificato, nei modi e nella resa) e avesse deciso "io adesso faccio tutto così". E poi, davvero, le facce, le smorfie: a parte il fastidio di chi è costretto a vederle salvo chiudere gli occhi, a cosa servono?
Mica avevo scritto, infatti, "non hai mai avuto", ma «non hai»...
L'ultima volta che l'ho sentito risale ormai a sette anni fa, e forse era ancora il Noseda "prima maniera" da te amato (fu nel Boris di Torino, diretto a mio parere benissimo, ma con "taglio" testuale dissennato, probabilmente a causa degl'imperscrutabili desiderata del regista Končalovskij).
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Re: Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da daphnis » 11 ott 2017 15:24

Concordo in toto (l'elogio alla splendida direzione, il no ai tagli) con il tuo ricordo del Boris-Noseda

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Re: Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da pbialetti » 11 ott 2017 15:41

mascherpa ha scritto:
umangialaio ha scritto:...Seiffert mi è parso in grande, grande difficoltà, spesso anche stonato.
E qui, importando pericolosi concetti da un altro thread, ci si potrebbe chiedere se il pubblico d'un teatro indubbiamente definibile di serie A sia tenuto a digerire un cantante non piú in grado d'affrontare la parte pur di non cotringere la locandina a rinunziare a un "grande nome".
Il problema è che il ruolo di Tristan in giro per il mondo viene cantato solo da una manciata di tenori e si viene a creare un circolo vizioso: vengono poi scritturati sempre quelli, che però, a causa della troppo intensa frequentazione di questo ruolo killer, sono sempre più usurati. Non so se questa rosa limitata dipenda dalla scarsa fantasia dei direttori artistici o dall’effettiva scarsità di tenori disposti a cimentarsi col ruolo.
I Tristani a me noti al momento in attività sono, oltre a Seiffert:
- Stephen Gould, che non è certo messo meglio di Seiffert, anzi (e comunque a me non piace nemmeno in altri ruoli)
- Stuart Skelton, che l’ha fatto a Baden Baden e a Berlino con Rattle, e nel terzo atto pagava anche lui un pegno molto pesante, nonostante sia notevolmente più giovane
- Ian Storey, ormai passato però nel dimenticatoio e che ha sempre avuto qualche problema
Nella prossima stagione, Barenboim impegnerà nel ruolo Andreas Schager, ormai assurto anche lui a Wagneriano buono per tutte le stagioni. Non l’ho mai sentito, vedremo come se la caverà. Vogt e Kaufmann, almeno per il momento, si guardano bene dal cimentarsi.
Insomma, se posso immaginare che ormai Seiffert sia in disarmo (lo era già qualche anno fa, quando lo sentii nel Tristan l’ultima volta), le alternative non sono certo entusiasmanti.

daphnis
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Re: Tristan und Isolde al Regio di Torino

Messaggio da daphnis » 11 ott 2017 15:57

Andreas Schager è stato Tristan, alternandosi con Robert Dean Smith, sotto la bacchetta di Daniele Gatti all'Opera di Roma. Buon esito con qualche rustichezza ed affaticamento il primo, un po' esile ma stilista e molto in linea con la lettura lirica di Gatti il secondo.


marco vizzardelli

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