Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

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Janis&Opera
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da Janis&Opera » 22 gen 2019 12:24

La locandina di cui qui sotto allego l'immagine mi è arrivata l'11 gennaio come allegato ad una e-mail che l'ufficio stampa del Festival Pucciniano ha inviato a me come, immagino, ad altre migliaia di persone nel mondo.

Notate le date riferite a La Bohème. :scemo

E' cosi che si fanno (ci facciamo) pubblicità in tutto il mondo? :angry: :nono
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Tebaldiano
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da Tebaldiano » 21 mar 2019 19:01

Tebaldiano ha scritto:
30 nov 2015 15:35
ecco la recensione apparsa su http://www.fermataspettacolo.it del Convitato di pietra di Pacini visto a Pisa. Peccato che tutta la prima parte di questa recensione assomigli in maniera singolare alla prima parte della mia recensione pubblicata su Operaclick, compreso il passaggio che conteneva un'inesattezza (che poi ho corretto) circa l'esecuzione in forma di concerto dell'esecuzione a Bad Wildbad (vedi discussione in proposito).

Dalla mia recensione su Operaclick:

Con Il Convitato di Pietra di Giovanni Pacini si è concluso il ciclo di opere sul mito di Don Giovanni programmato al Teatro Verdi di Pisa. Anche se il valore culturale e musicologico dell'operazione ha superato la qualità esecutiva degli spettacoli, questi si sono costantemente mantenuti su un livello dignitoso, tale da lasciare quanto meno intuire la qualità delle rare partiture presentate. Merito, oltre che della dirigenza del teatro che ha creduto nell'operazione, dell'entusiasmo e della dedizione di direttori, solisti e registi, chiamati ad un impegno gravoso in vista di un'unica esecuzione per ciascun titolo.
Se le opere di Gazzaniga e Tritto presentate nelle settimane scorse si collocano all'incirca all'epoca della composizione del capolavoro di Mozart, l'ultimo “Convitato di Pietra” è di alcuni, ma significativi decenni più tardo e, sebbene si tratti semplicemente di una farsa che Pacini compose per un'esecuzione familiare e privata (a Casa Belluomini di Viareggio nel 1832), mostra chiaramente come il gusto si fosse modificato in poco più di trent'anni, tra cabalette e concertati di gusto marcatamente donizettiano.
Giovanni Pacini fu toscano di origine (da una frazione della Montagna Pistoiese), oltre che di residenza prevalente, ma casualmente nativo di Catania, nel corso di un viaggio di lavoro del padre cantante. Visse per lo più tra Viareggio e Napoli, per poi trascorrere gli ultimi anni di vita a Pescia, che gli ha intitolato il bel teatro cittadino. Fu uno dei più prolifici compositori d'opera dell'800, con oltre novanta titoli all'attivo, dei quali si ricordano, tra i molti, Saffo, Carlo di Borgogna, Niobe, Gli ultimi giorni di Pompei e Medea. La sua lunga carriera vide il momento massimo successo in coincidenza con gli ultimi anni di attività di Rossini, per poi venire eclissata dagli astri nascenti di Bellini e Donizetti.
Di questo Convitato di Pietra si ignora con esattezza il nome del librettista. Gli studiosi di Pacini lo attribuiscono con una certa sicurezza a Gaetano Barbieri, ma vi sono evidenti e massicci saccheggi da Da Ponte, specie nei dialoghi che qui sostituiscono i recitativi, vero esempio di “salva con nome” e “copia e incolla” ante litteram. Dopo l'esecuzione “casalinga” il titolo visse un lungo oblio fino alla riproposizione nel 2008 al Festival Rossini di Bad Wildbad, in un'esecuzione diretta dallo stesso Daniele Ferrari chiamato sul podio del Verdi, poi riversata in cd dalla Naxos. Quella di Pisa costituisce quindi la prima rappresentazione scenica dell'opera in un teatro italiano.

http://www.operaclick.com/recensioni/te ... i-pietra-0


Dalla recensione di Gianfranco Pappalardo Fiumara per http://www.fermataspettacolo.it :

Il Convitato di Pietra di Giovanni Pacini conclude il ciclo di opere sul mito di Don Giovanni programmato al Teatro Verdi di Pisa. Se le opere di Gazzaniga (leggi la recensione) e Tritto (leggi la recensione) presentate nelle settimane scorse si collocano all’epoca della composizione del capolavoro di Mozart, il “Convitato di Pietra” di Giovanni Pacini è alcuni decenni più tardo e, sebbene si tratti semplicemente di una commediola che Pacini compose per un’esecuzione familiare e privata (a Casa Belluomini di Viareggio nel 1832), e’ chiaro quanto sia cambiato il modo di comporre e quanto fosse modificato in quasi quarant’anni , il genere con cabalette ed arie di stampo donizettiano.
Giovanni Pacini fu toscano di origine oltre che di residenza prevalente, ma casualmente nativo di Catania, nel corso di un viaggio di lavoro del padre che era un cantante. Visse per lo più tra Viareggio di cui fu anche sindaco e Napoli, per poi passare gli ultimi anni di vita a Pescia, che gli ha dedicato il teatro. Fu il fondatore musicale dell’Istituto musicale di Lucca che portò il suo nome per molto tempo e primo direttore del conservatorio di Firenze dove ricoprì anche l’incarico di professore di composizione. Fu uno dei più copiosi e fecondi compositori d’opera dell’800, con quasi cento titoli all’attivo, dei quali si ricordano, tra i molti, Saffo la cui interprete italiana e’ stata dopo la Malibran ma celebre Maria Dragoni, Carlo di Borgogna, Gli ultimi giorni di Pompei e Medea. La sua carriera vide il momento di massimo successo in coincidenza con gli ultimi anni di attività di Rossini, per poi venire eclissata dal successo di Bellini e Donizetti.
Non sappiamo con esattezza il nome del librettista dell’opera qui rappresentata a Pisa in forma scenica per la prima volta zio epoca moderna. La musicologia afferma con certezza che il libretto e’ da attribuire a Gaetano Barbieri, ma molte cose sono scopiazzate in modo maldestro da Da Ponte, specie nei dialoghi che qui sostituiscono i recitativi alcuni dei quali sono andati perduti. Dopo l’esecuzione “per la propria famiglia a casa” dedicata alla sorella il titolo visse un lungo oblio fino alla riproposizione nel 2008 al Festival Rossini di Bad Wildbad, in un’esecuzione cameristica in forma di concerto diretta dallo stesso Daniele Ferrari.

http://www.fermataspettacolo.it/lirica/ ... ent-102724
Che c'entra, direte voi?

C'entra, c'entra: https://www.newz.it/2019/03/05/fondazio ... ara/317163
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ZetaZeta
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da ZetaZeta » 21 mar 2019 19:06

L'uomo giusto al posto giusto.

antuan
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da antuan » 23 mar 2019 16:00

Il festival pucciniano non finisce mai di stupire. Qui Crozza sarebbe inutile tanto è già divertente il tutto.
ahimè!
(comunque finchè la gente ci va e paga, hanno purtroppo ragione loro)

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mascherpa
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da mascherpa » 01 apr 2019 12:14

Janis&Opera ha scritto:
22 gen 2019 12:24
Notate le date riferite a La Bohème. :scemo
L'Ufficio Stampa del Pucciniano è infarcito di persone coltissime, che di certo hanno pensato: se il racconto Three Sundays in a week di Poe ha ispirato il finale d'un successo planetario come Il giro del mondo in ottanta giorni, perché mai non dovrebbe tornare vantaggioso anche per noi?
Der Weg der neuern Bildung geht
von Humanität
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(F. Grillparzer, aprile 1849)

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Giulio Santini
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da Giulio Santini » 01 apr 2019 12:18

Una cosa mi ha colpito: han fatto, leggo ora ma la notizia è di fine gennaio, un bando per direttore artistico; e l'hanno revocato: resta, "f.f.", il m. Veronesi. Cosa c'è dietro?

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Tebaldiano
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da Tebaldiano » 01 apr 2019 14:41

Su La Nazione di Viareggio è stato pubblicato un articolo a tratti maccheronico per forma e contenuto che anticipa qualcosa sui cast del Festival 2019.
https://www.lanazione.it/viareggio/cron ... -1.4515657
C'è un Gala Ricciarelli in cui non è chiaro se la suddetta canterà :sorpre o meno.
Altre giovani promesse come Cura e la Guleghina, entrambi di nuovo sul lago dopo alcuni decenni in Tosca.
Una Bohème con la Gheorghiu (per la prima volta in scena a Torre del Lago, dopo un concerto di anni fa) e Borras.
Dopo che ci si è lamentati per anni della presenza costante della pur ottima Hui He, riproposta in Tosca fino all'esasperazione, quest'anno si sono decisi a farla cantare per la prima volta a Torre del Lago come Butterfly, ruolo in cui anni fa era eccellente, ma adesso, vista la discutinile virata del repertorio verso Turandot e Gioconda, non si sa.
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Giulio Santini
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da Giulio Santini » 01 apr 2019 15:25

Tebaldiano ha scritto:
01 apr 2019 14:41
Su La Nazione di Viareggio è stato pubblicato un articolo a tratti maccheronico per forma e contenuto che anticipa qualcosa sui cast del Festival 2019.
https://www.lanazione.it/viareggio/cron ... -1.4515657
C'è un Gala Ricciarelli in cui non è chiaro se la suddetta canterà :sorpre o meno.
Altre giovani promesse come Cura e la Guleghina, entrambi di nuovo sul lago dopo alcuni decenni in Tosca.
Una Bohème con la Gheorghiu (per la prima volta in scena a Torre del Lago, dopo un concerto di anni fa) e Borras.
Dopo che ci si è lamentati per anni della presenza costante della pur ottima Hui He, riproposta in Tosca fino all'esasperazione, quest'anno si sono decisi a farla cantare per la prima volta a Torre del Lago come Butterfly, ruolo in cui anni fa era eccellente, ma adesso, vista la discutinile virata del repertorio verso Turandot e Gioconda, non si sa.
Si aprono scommesse sull'attendibilità di queste previsioni.

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Tebaldiano
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da Tebaldiano » 07 giu 2019 17:21

Tebaldiano ha scritto:
21 mar 2019 19:01
Tebaldiano ha scritto:
30 nov 2015 15:35
ecco la recensione apparsa su http://www.fermataspettacolo.it del Convitato di pietra di Pacini visto a Pisa. Peccato che tutta la prima parte di questa recensione assomigli in maniera singolare alla prima parte della mia recensione pubblicata su Operaclick, compreso il passaggio che conteneva un'inesattezza (che poi ho corretto) circa l'esecuzione in forma di concerto dell'esecuzione a Bad Wildbad (vedi discussione in proposito).

Dalla mia recensione su Operaclick:

Con Il Convitato di Pietra di Giovanni Pacini si è concluso il ciclo di opere sul mito di Don Giovanni programmato al Teatro Verdi di Pisa. Anche se il valore culturale e musicologico dell'operazione ha superato la qualità esecutiva degli spettacoli, questi si sono costantemente mantenuti su un livello dignitoso, tale da lasciare quanto meno intuire la qualità delle rare partiture presentate. Merito, oltre che della dirigenza del teatro che ha creduto nell'operazione, dell'entusiasmo e della dedizione di direttori, solisti e registi, chiamati ad un impegno gravoso in vista di un'unica esecuzione per ciascun titolo.
Se le opere di Gazzaniga e Tritto presentate nelle settimane scorse si collocano all'incirca all'epoca della composizione del capolavoro di Mozart, l'ultimo “Convitato di Pietra” è di alcuni, ma significativi decenni più tardo e, sebbene si tratti semplicemente di una farsa che Pacini compose per un'esecuzione familiare e privata (a Casa Belluomini di Viareggio nel 1832), mostra chiaramente come il gusto si fosse modificato in poco più di trent'anni, tra cabalette e concertati di gusto marcatamente donizettiano.
Giovanni Pacini fu toscano di origine (da una frazione della Montagna Pistoiese), oltre che di residenza prevalente, ma casualmente nativo di Catania, nel corso di un viaggio di lavoro del padre cantante. Visse per lo più tra Viareggio e Napoli, per poi trascorrere gli ultimi anni di vita a Pescia, che gli ha intitolato il bel teatro cittadino. Fu uno dei più prolifici compositori d'opera dell'800, con oltre novanta titoli all'attivo, dei quali si ricordano, tra i molti, Saffo, Carlo di Borgogna, Niobe, Gli ultimi giorni di Pompei e Medea. La sua lunga carriera vide il momento massimo successo in coincidenza con gli ultimi anni di attività di Rossini, per poi venire eclissata dagli astri nascenti di Bellini e Donizetti.
Di questo Convitato di Pietra si ignora con esattezza il nome del librettista. Gli studiosi di Pacini lo attribuiscono con una certa sicurezza a Gaetano Barbieri, ma vi sono evidenti e massicci saccheggi da Da Ponte, specie nei dialoghi che qui sostituiscono i recitativi, vero esempio di “salva con nome” e “copia e incolla” ante litteram. Dopo l'esecuzione “casalinga” il titolo visse un lungo oblio fino alla riproposizione nel 2008 al Festival Rossini di Bad Wildbad, in un'esecuzione diretta dallo stesso Daniele Ferrari chiamato sul podio del Verdi, poi riversata in cd dalla Naxos. Quella di Pisa costituisce quindi la prima rappresentazione scenica dell'opera in un teatro italiano.

http://www.operaclick.com/recensioni/te ... i-pietra-0


Dalla recensione di Gianfranco Pappalardo Fiumara per http://www.fermataspettacolo.it :

Il Convitato di Pietra di Giovanni Pacini conclude il ciclo di opere sul mito di Don Giovanni programmato al Teatro Verdi di Pisa. Se le opere di Gazzaniga (leggi la recensione) e Tritto (leggi la recensione) presentate nelle settimane scorse si collocano all’epoca della composizione del capolavoro di Mozart, il “Convitato di Pietra” di Giovanni Pacini è alcuni decenni più tardo e, sebbene si tratti semplicemente di una commediola che Pacini compose per un’esecuzione familiare e privata (a Casa Belluomini di Viareggio nel 1832), e’ chiaro quanto sia cambiato il modo di comporre e quanto fosse modificato in quasi quarant’anni , il genere con cabalette ed arie di stampo donizettiano.
Giovanni Pacini fu toscano di origine oltre che di residenza prevalente, ma casualmente nativo di Catania, nel corso di un viaggio di lavoro del padre che era un cantante. Visse per lo più tra Viareggio di cui fu anche sindaco e Napoli, per poi passare gli ultimi anni di vita a Pescia, che gli ha dedicato il teatro. Fu il fondatore musicale dell’Istituto musicale di Lucca che portò il suo nome per molto tempo e primo direttore del conservatorio di Firenze dove ricoprì anche l’incarico di professore di composizione. Fu uno dei più copiosi e fecondi compositori d’opera dell’800, con quasi cento titoli all’attivo, dei quali si ricordano, tra i molti, Saffo la cui interprete italiana e’ stata dopo la Malibran ma celebre Maria Dragoni, Carlo di Borgogna, Gli ultimi giorni di Pompei e Medea. La sua carriera vide il momento di massimo successo in coincidenza con gli ultimi anni di attività di Rossini, per poi venire eclissata dal successo di Bellini e Donizetti.
Non sappiamo con esattezza il nome del librettista dell’opera qui rappresentata a Pisa in forma scenica per la prima volta zio epoca moderna. La musicologia afferma con certezza che il libretto e’ da attribuire a Gaetano Barbieri, ma molte cose sono scopiazzate in modo maldestro da Da Ponte, specie nei dialoghi che qui sostituiscono i recitativi alcuni dei quali sono andati perduti. Dopo l’esecuzione “per la propria famiglia a casa” dedicata alla sorella il titolo visse un lungo oblio fino alla riproposizione nel 2008 al Festival Rossini di Bad Wildbad, in un’esecuzione cameristica in forma di concerto diretta dallo stesso Daniele Ferrari.

http://www.fermataspettacolo.it/lirica/ ... ent-102724
Che c'entra, direte voi?

C'entra, c'entra: https://www.newz.it/2019/03/05/fondazio ... ara/317163
Le ultime news sul consulente artistico.
Fonte:
La Sicilia (quotifiano)
Il pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara arrestato per estorsione
07/06/2019 - 09:02
Il musicista di fama internazionale bloccato dinanzi la chiesa di San Matteo a Trepunti. Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda
https://www.lasicilia.it/news/cronaca/2 ... sione.html

Anche su altri giornali, tra cui Il Fatto Quotidiano:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... a/5238378/
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Re: Il Festival Pucciniano secondo il TG3-Toscana

Messaggio da il_bonazzo » 08 giu 2019 11:42

Tebaldiano ha scritto:
07 giu 2019 17:21

Le ultime news sul consulente artistico.
Fonte:
La Sicilia (quotifiano)
Il pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara arrestato per estorsione
07/06/2019 - 09:02
Il musicista di fama internazionale bloccato dinanzi la chiesa di San Matteo a Trepunti. Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda
https://www.lasicilia.it/news/cronaca/2 ... sione.html

Anche su altri giornali, tra cui Il Fatto Quotidiano:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... a/5238378/
Ma come, era anche andato ospite in una nota trasmissione radiofonica dove erano state magnificate le sue doti artistiche e organizzative...
"Spengi quella telecamera! Spengila, t'ho detto!!!"
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