Barbablu, D'Espinosa, la Verdi e il cellulare

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daphnis
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Barbablu, D'Espinosa, la Verdi e il cellulare

Messaggio da daphnis » 21 feb 2015 03:22

Caldo consiglio. Andate domenica al concerto de La Verdi. La prima parte è un Mozart a tutto estro. Bravo Gaetano D'Espinosa (ma lasci perdere l'Opera di Roma, che nuoce alla salute) nel dipanare la prima sinfonia (incredibile: 9 anni!) del divino Amadeus. Ancora meglio l'originalissima, iperdrammatica, affiatatissima lettura del favoloso re minore da parte di Cabassi & D'Espinosa. Il pianista non ci aveva convinto l'anno scorso nell'Imperatore, ma è l'esatto opposto dell'immediatezza e della pulizia del nostro amatissimo Bignamini, con cui non si trovò. Non son fatti uno per l'altro. Tutt'altra storia con la complessità intellettuale sicula del D'Espinosa (ed è bellissimo che la Verdi abbia due direttor giovani bravi e differenti): si sono come incollati uno all'altro è ne è uscito un re minore non ortodosso ma entusiasmante, avvincente, iperdrammatico. Molto bello.
Nella seconda parte... era facile immaginare che la scabra sonorità, scansione e suono e testo del Barbablu di Bartok calzassero a pennello al suono scabro, pietroso di D'Espinosa, alla sua qualità di scavo intellettuale delle partiture. E così è stato, con solo un briciolo d'eccesso di suono orcehstrale rispetto alle due eccellenti voci. L'intnso mezzosporano Dshamilja Kaiser, e soprattutto il magnifico basso Krisztian Cser, caldo, voluttoso, perfido, sorridente poi lapidario Barbablu. Uno specialista del ruolo, bravissimo. Straordinario il pedale d'organo all'apertura della quinta porta, eccellente l'orchestra.

Tutto bene? Sì, anzi no. All'apertura della settima porta, è cominciato uno strano sottofondo di disco-music, che ha poi fatto pausa, ma si è riproposto - ritmo e percussioni - proprio al momento dei lividi allucinati accordi dei due minuti conclusivi del Castello di Barbablu. E si è svelato l'arcano. Uno spettatore sventato aveva lasciato acceso il cellulare SULLA RADIO, non lo sentiva, non lo ha spento, ed è andato avanti imperterrito, mentre D'Espinosa e orchestra, altrettanto imperterriti ed eroici per freddezza, andavano avanti e concludevano davanti al pubblico visibilmente sconcertato. Ho personalmente individuato il soggetto, e l'ho coperto di improperi, ringraziato da altre persone. Spero non si presenti più ai concerti della Verdi, Pare non fosse nuovo ad episodi di questo tipo. E' veramente ora di finirla con questi cellulari Questa è stata troppo grossa!

marco vizzardelli



antoniogarganese

Re: Barbablu, D'Espinosa, la Verdi e il cellulare

Messaggio da antoniogarganese » 21 feb 2015 11:17

daphnis ha scritto:...Tutto bene? Sì, anzi no. All'apertura della settima porta, è cominciato uno strano sottofondo di disco-music, che ha poi fatto pausa, ma si è riproposto - ritmo e percussioni - proprio al momento dei lividi allucinati accordi dei due minuti conclusivi del Castello di Barbablu. E si è svelato l'arcano. Uno spettatore sventato aveva lasciato acceso il cellulare SULLA RADIO, non lo sentiva, non lo ha spento, ed è andato avanti imperterrito, mentre D'Espinosa e orchestra, altrettanto imperterriti ed eroici per freddezza, andavano avanti e concludevano davanti al pubblico visibilmente sconcertato. Ho personalmente individuato il soggetto, e l'ho coperto di improperi, ringraziato da altre persone. Spero non si presenti più ai concerti della Verdi, Pare non fosse nuovo ad episodi di questo tipo. E' veramente ora di finirla con questi cellulari. Questa è stata troppo grossa!
marco vizzardelli
Ogni tanto la storia dei cellulari accesi, malgrado gli avvisi ormai di rito all'inizio dello spettacolo, in italiano ed inglese spesso, viene evidenziata in post sui "Forum", in FB o recensioni comunque.
Che fare? Ripetere l'annuncio una seconda, una terza volta?

-Parte una clip di musica rock in formato telefonino. Voce gentile di femmina, ma in romanesco: "Aò... Ma che nun l'avete spento quel caxzo di cellulare?".

-Terzo tentativo. Pernacchione stile Alberto Sordi, enorme, gigantesco. "Mò venimo e ve menàmo se non spegnete 'sto aggeggio... A li mortacci vostriiiii...".

Adozione di un rivelatore di celluari accesi (perché il cellulare va SPENTO non altro), che consenta l'immediata fustigazione in separato locale del proprietario, cui verrà distrutto in sua presenza l'apparecchio.
I mali della tecnologia uniti a quelli della poca educazione (assieme alle bottigliette: "Tanto lo fanno tutti"). Pensare che una volta il telefono stava a casa, attaccato al muro... E per bere aspettavi l'intervallo.
Altri tempi.

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