Almanacco del giorno

Discussioni: per i neofiti che vogliono togliersi dei dubbi e per gli esperti che vogliono approfondire...
Avatar utente
massenetiana
Messaggi: 802
Iscritto il: 11 dic 2017 12:06
Località: Costiera Amalfitana e zona vesuviana

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da massenetiana » 29 apr 2018 23:09

30 aprile 1902: prima rappresentazione del Pelléas et Mélisande al Théâtre national de l'Opéra-Comique di Parigi. :love:


massenetiana sfegatata

" 'A morte 'o ssaje ched'è? È una livella"
(Antonio De Curtis, 'A livella)

"Ogni napoletano è vesuviano, ogni napoletano è precario ma determinato"
(Maurizio De Giovanni)

Avatar utente
Neldìdellavittoria
Messaggi: 229
Iscritto il: 12 nov 2017 20:30

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da Neldìdellavittoria » 09 mag 2018 11:38

Il 9 maggio 1914 nasceva il grande Carlo Maria Giulini.
Die bitteren Tränen der Petra von Kant

Avatar utente
massenetiana
Messaggi: 802
Iscritto il: 11 dic 2017 12:06
Località: Costiera Amalfitana e zona vesuviana

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da massenetiana » 11 mag 2018 23:31

Il 12 maggio 1842, a Montaud, nei pressi di Saint-Étienne, nasceva il musicista che, a mio parere, è il più grande operista francese:
Jules Émile Frédéric Massenet.

:love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love:
:pip :pip :pip :pip :pip :pip :pip :pip :pip :pip :pip :pip :pip





:love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love:
Ultima modifica di massenetiana il 11 mag 2018 23:56, modificato 2 volte in totale.
massenetiana sfegatata

" 'A morte 'o ssaje ched'è? È una livella"
(Antonio De Curtis, 'A livella)

"Ogni napoletano è vesuviano, ogni napoletano è precario ma determinato"
(Maurizio De Giovanni)

Avatar utente
massenetiana
Messaggi: 802
Iscritto il: 11 dic 2017 12:06
Località: Costiera Amalfitana e zona vesuviana

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da massenetiana » 11 mag 2018 23:33



:love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love:

Il 12 maggio 1845, inoltre, nasceva Gabriel Fauré.



:love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love: :love:
massenetiana sfegatata

" 'A morte 'o ssaje ched'è? È una livella"
(Antonio De Curtis, 'A livella)

"Ogni napoletano è vesuviano, ogni napoletano è precario ma determinato"
(Maurizio De Giovanni)

cabaletta64
Messaggi: 95
Iscritto il: 15 set 2014 18:10
Località: Treviso

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da cabaletta64 » 10 giu 2019 22:48

Anche se probabilmente non è la pagina giusta, arriva la notizia che l'altro ieri è scomparso il tenore Ruggero Bondino, friulano, classe 1930.
Ruggero Bondino, iniziò gli studi di canto a Udine, per poi proseguirli a Milano avendo vinto nel 1956 una borsa di studio del Teatro nuovo. Debuttò nel '57 in Madama Butterfly, interruppe la carriera nel 1985 per motivi di salute.

Avatar utente
Giulio Santini
Messaggi: 533
Iscritto il: 02 mar 2016 17:29

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da Giulio Santini » 01 set 2019 13:02

Ottanta anni fa la civiltà europea compiva l'ultimo atto del proprio suicidio. La ricorrenza mi sembra passata piuttosto sotto silenzio, ma sarebbe bello costruirne qui, da parte delle persone più informate di me, una specie commento musicale, al quale potrei dare indegnamente inizio con la reminiscenza del Quatuor pour la fin du temps di Messiaen intercettato dalla radio RTC che (casualmente?) lo mandava ieri sera.

Dr.Malatesta
Messaggi: 3134
Iscritto il: 23 gen 2008 14:06

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da Dr.Malatesta » 02 set 2019 14:48

Giulio Santini ha scritto:
01 set 2019 13:02
Ottanta anni fa la civiltà europea compiva l'ultimo atto del proprio suicidio. La ricorrenza mi sembra passata piuttosto sotto silenzio, ma sarebbe bello costruirne qui, da parte delle persone più informate di me, una specie commento musicale, al quale potrei dare indegnamente inizio con la reminiscenza del Quatuor pour la fin du temps di Messiaen intercettato dalla radio RTC che (casualmente?) lo mandava ieri sera.
Anniversario importante, importantissimo...anche se, personalmente, credo che l'atto finale (inteso come azione che innescò conseguenze inevitabile e non più contenibili) sia da datare qualche anno prima: precisamente il 28 giugno 1919 - di cui si è "celebrato" in silenzio il centenario proprio quest'anno - con la firma dello sciagurato Trattato di Versailles.

L'Europa aveva già perso la propria verginità - di fronte all'orrore - con il sangue della Grande Guerra, la peggiore e più violenta guerra che il mondo avesse mai visto, in cui si spazzarono via secoli di "arte bellica" a favore del massacro privo di regole e con l'irruzione sulla scena di tecnologie nuove e micidiali.

Alla fine di quel mattatoio, invece di trovare un nuovo patto nel nome dell'antica civiltà europea (di cui la Germania era una delle patrie) si preferì l'umiliazione del nemico e condizioni vergognose per infierire sulla parte sconfitta: fiumi di inchiostro sono stati impiegati per comprendere e criticare questa scelta suicida dei vincitori di allora che, di fatto, aprì le porte all'ascesa del Nazionalsocialismo (tra i più lucidi osservatori del tempo il giovane Keynes che intuì come quella pace così violenta avrebbe originato nuovi ed impensabili orrori).

La Germania fu privata della propria identità e dignità, fu "espulsa" di fatto dalla civiltà europea, fu presa a calci quando era già a terra e fu oggetto, negli anni successivi alla "pace", di vessazioni innumerevoli soprattutto da parte dei vicini francesi (vi sono interessanti saggi che ripercorrono quegli anni ed che ricostruzioni documentarie con immagini di gente stremata dalla fame, ischeletrita e maltrattata dai soldati francesi che riporta alla mente le terribili scene degli ebrei chiusi nei recinti dei campi di concentramento).

Ci si chiese come fu possibile che un "Land von Dichter und Denker" si fosse tramutato in un "Land von Richter und Henker" (come un paese di poeti e di filosofi fosse diventato un paese di giudici e boia): ecco forse il primo passo fu compiuto a Versailles nell'estate del 1919.

Una colonna sonora per quello che fu il suicidio della millenaria civiltà europea (dopo il quale - anche a guerra finita - nulla fu più come prima) per me può essere solo il secondo movimento della Settima di Bruckner.
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

Avatar utente
Giulio Santini
Messaggi: 533
Iscritto il: 02 mar 2016 17:29

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da Giulio Santini » 02 set 2019 15:05

Dr.Malatesta ha scritto:
02 set 2019 14:48
Una colonna sonora per quello che fu il suicidio della millenaria civiltà europea (dopo il quale - anche a guerra finita - nulla fu più come prima) per me può essere solo il secondo movimento della Settima di Bruckner.
Pezzo adeguatissimo non solo a parer tuo (e mio), ma anche di un protagonista di allora, cui peraltro (precisazione forse inutile) non è assolutamente mia intenzione associarti (e -mi). Sulle considerazioni su Versailles mi trovi altrettanto consente (con una postilla di demerito per chi, affermando di interpretare lo spirito -ingenuo- del wilsonismo, lo distorse pro domo sua).
Ultima modifica di Giulio Santini il 02 set 2019 15:08, modificato 1 volta in totale.

Dr.Malatesta
Messaggi: 3134
Iscritto il: 23 gen 2008 14:06

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da Dr.Malatesta » 02 set 2019 15:07

Giulio Santini ha scritto:
02 set 2019 15:05
Dr.Malatesta ha scritto:
02 set 2019 14:48
Una colonna sonora per quello che fu il suicidio della millenaria civiltà europea (dopo il quale - anche a guerra finita - nulla fu più come prima) per me può essere solo il secondo movimento della Settima di Bruckner.
Pezzo adeguatissimo non solo a parer tuo (e mio), ma anche di un protagonista di allora, cui peraltro (precisazione forse inutile) non è assolutamente mia intenzione associarti (e -mi).
Vero...purtroppo...ma non lasciamo Bruckner a lui :)
Matteo

fuor del mar ho un mare in seno

pbialetti
Messaggi: 488
Iscritto il: 24 mar 2011 09:45
Località: Berlino

Re: Almanacco del giorno

Messaggio da pbialetti » 02 set 2019 15:10

Un pezzo esplicitamente dedicato alla (auto)distruzione della Germania è il sublime Metamorphosen di Richard Strauss, che ritengo vada ascoltato solo per la sua forza evocativa, senza perdersi in elucubrazioni sul suo autore e sulla sua non verginità nei confronti del regime che a quella distruzione condusse.

Rispondi