Ritiro dalle scene di Thomas Quasthoff

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mascherpa
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Re: L'ADDIO ALLE SCENE di THOMAS QUASTHOFF

Messaggio da mascherpa » 13 gen 2012 10:17

La notizia a me è arrivata dalla biglietteria della Schubertiade di Schwarzenberg, che nel comunicare la sostituzione per il concerto previsto alla fine del prossimo agosto (imparate, teatri italiani!) ha diffuso il testo tedesco della dichiarazione che Enrico ha già riportato tradotta. Eccolo:
«Ich habe mich entschlossen, mich nach fast 40 Jahren aus dem Konzertleben zurückzuziehen, weil es mir meine Gesundheit nicht mehr erlaubt, dem Anspruch, den ich immer an mich selber und an die Kunst gestellt habe, gerecht werden zu können. Ich habe dem Beruf sehr viel zu verdanken und gehe ohne Bitterkeit. Im Gegenteil - ich freue mich auf neue Herausforderungen, die es in meinem Leben geben wird. Ich bedanke mich bei allen Musikerkolleginnen und -kollegen, mit denen ich gemeinsam auf der Bühne stehen durfte, bei allen Veranstaltern und bei meinem Publikum für ihre Treue.»

Peronalmente non mi dolgo della decisione d'un grande artista che preferisce lasciare un ricordo di sé quando ha una voce ancora quasi intatta (qualche piccola difficoltà ricordo d'avere notato già un anno e mezzo fa durante un concerto, peraltro memorabile, in cui Quasthoff eseguí, nella versione con il solo pianoforte, i Sei monologhi da Jedermann di Frank Martin, che in versione orchestrale avevano segnato uno dei culmini della sua collaborazione artistica con Claudio Abbado).

Grazie Thomas, per le meravigliose serate che potrò ricordare, e anche per risparmiarmi la tristezza di sentir decadere la Tua arte. E grazie anche per il bellissimo libro autobiografico (Die Stimme) che hai pubblicato qualche anno fa.


Il quartetto è la forma più alta di democrazia (Angelo Zanin, Quartetto di Venezia)

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HenryTWizard
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Re: L'ADDIO ALLE SCENE di THOMAS QUASTHOFF

Messaggio da HenryTWizard » 13 gen 2012 10:39

Bellissimi gli interventi che sto leggendo: chissà che questo thread riesca a non diventare, una tantum, un campo di battaglia per scontri interpersonali...
Ma ciò accade quando esiste l'effettiva grandezza, dell'interprete, del vocalista: Arte con la A.
Il "caso" Quasthoff andrebbe, a mio parere, studiato con profonda attenzione, perchè a suo modo scompagina le carte soprattutto adesso, in un mondo basato sulla apparenza e non sulla sostanza , un mondo - e sto parlando in primis del mondo operistico-musicale- in cui dominano le copertine e le capriole in scena, in cui l'atletismo o la coscia nuda fanno più effetto d'una mezzavoce ben emessa o d'una tecnica a posto.
In molti si soffermano giustamente sullo "stile" impeccabile di Quasthoff, sulla sua meravigliosa linea di canto e sul colore della voce, più unico che raro. Sono d'accordo ma, scusate se insisto: vogliamo parlare della TECNICA di questo fenomeno?
In quel corpo che sembrerebbe negato a ogni possibilità di sviluppare una voce artistica vi sono invece dei segreti svelati di fondamentale importanza:
1) osservate gli zigomi e la faccia di Quasthoff, il suo collo, il suo naso, la fronte.....è una testa fatta apposta per QUELLA voce, oltre alle corde vocali trattate meravigliosamente dal suo proprietario.
2) i polmoni sono sicuramente piccoli, molto meno capienti dei normali polmoni di un baritono alto 1.75\1.90....eppure....il fiato che Quasthoff riesce ad avere nonostante la grave menomazione è sufficiente perchè viene utilizzato TUTTO e nel modo GIUSTO, e spero che nelle sue masterclasses il grande artista sappia e voglia spiegare come fa, perchè quello è il suo segreto.Come diceva Fischer Dieskau in una sua lezione "Non occorre utilizzare quantità abnormi di fiato per grandi frasi, bensì utilizzarne poco ma TUTTO....". Quanto è vero. Ma non è facile capire questo sistema, bisogna saperlo spiegare e poi applicare.
3) i suoni attaccati dall'alto. Ecco un altro segreto svelato: non c'è un solo suono che Quasthoff attacca dal basso, non un suono in cui viene contratta la gola o usata la falsa cavità. E' LA tecnica, sempre quella....quella "brutta" parola- per alcuni- quello spauracchio che induce tanti cantanti (ma anche tanti appassionati) a fare lo struzzo: "non mi interessa...io voglio emozionarmi!".
Senz a sapere che ogni emozione può essere espressa solo se sussiste una sicurezza, u na preparazione e soprattutto una consapevolezza tecnica.
Quelle che Quasthoff possiede in grado massimo.
"...eviterei l'ascolto per Radio, farebbe solo del male."(Liuc, Falstaff a Bologna ,giugno 2007)
official web site: http://www.enricostinchelli.it

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manrico64
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Re: L'ADDIO ALLE SCENE di THOMAS QUASTHOFF

Messaggio da manrico64 » 13 gen 2012 10:54

anche a me era giunto ieri il comunicato stampa postato da Enrico.
Di questo grandissimo artista serberò fra i miei ricordi più belli, il concerto di canto tenuto alla Scala un paio di anni fa. Fu strepitoso e commovente.
Danilo

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Re: L'ADDIO ALLE SCENE di THOMAS QUASTHOFF

Messaggio da Berlioz » 13 gen 2012 11:34

Credo che i palcoscenici saranno un poco più vuoti.

Artista grandissimo che mi ramamrico di non aver mai potuto ascoltare dal vivo. Speriamo in qualche occasionale serata.
Al sesso non si applica il Principio di Esclusione di Pauli.

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Re: Ritiro dalle scene di Thomas Quasthoff

Messaggio da pbialetti » 15 gen 2012 12:02

Credo che Quasthoff sia stato uno dei pochi artisti dei quali si possa dire che ogni concerto rappresentasse un evento. Sono molto d'accordo con quanto scrive Stinchelli: le sue doti artistiche sono sorrette da una grande consapevolezza tecnica, che gli permette(va :cry: ) di porgere il testo con la drammaticità e la straordinaria pronuncia di un attore, senza mai venire meno alle esigenze della musica e del canto.
Io sono riuscito a sentirlo dal vivo una decina di volte, incluso il bellissimo concerto con Abbado che ricorda Mascherpa. Ricordo in particolare una bellissima "Schöpfung" con Rattle sul podio e una esecuzione di "Die Schöne Müllerin" con Barenboim alla Staatsoper di Berlino, al termine della quale sono seguiti molti secondi di emozionato silenzio prima del trionfo. Alle roboanti richieste di bis, Quasthoff rispose semplicemente: "Ma dopo questo ..." e se ne andò tra gli applausi

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Re: Ritiro dalle scene di Thomas Quasthoff

Messaggio da umangialaio » 17 gen 2012 09:37

Ha detto anche questo:

"Außerdem ist mir die Klassik-Branche zu oberflächlich geworden", sagt Quasthoff news.at. "Man hat den Eindruck, außer David Garrett gäbe es niemanden mehr."

U

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mascherpa
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Re: Ritiro dalle scene di Thomas Quasthoff

Messaggio da mascherpa » 17 gen 2012 10:15

umangialaio ha scritto:"Man hat den Eindruck, außer David Garrett gäbe es niemanden mehr."
Su questo però Q. si sbaglia: c'è anche Lang Lang... 8)
Il quartetto è la forma più alta di democrazia (Angelo Zanin, Quartetto di Venezia)

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Ruan Ji
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Re: Ritiro dalle scene di Thomas Quasthoff

Messaggio da Ruan Ji » 29 gen 2012 18:50

Chiosa dal Festival di Salisburgo sul ritiro di Quasthoff che imporrà un cambiamento al concerto previsto per il 18 agosto:
“A person like Thomas Quasthoff is irreplaceable at the Salzburg Festival. His voice, which is special in every way, has touched, impressed and often shocked his audiences as well as the press. Since 2002, Quasthoff gave unforgettable song recitals here. He also made his opera debut in 2003 in Fidelio at the Salzburg Easter Festival. This was followed in 2004 by his appearance as Amfortas on the stage of the Vienna State Opera.”
“He was and is an incredible role model, not only as a singer, but also as a human being. The fact that he will stay active as a teacher and in master classes is wonderful news. Of course, all doors will be open to him in Salzburg in this capacity.”
Is music such a serious business? I always thought it was meant to make people happy.

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