Esperienze surreali al Maggio Musicale

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karalis
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da karalis » 17 gen 2019 11:03

mascherpa ha scritto:
17 gen 2019 09:59
Un avviso potrebbero però decidersi a metterlo, ben visibile, a difesa proprio dagli insidiosissimi scartocciatori educati: "quando scartocciate, non cercate di fare poco rumore, ma sbrigatevi piú in fretta che potete"...
Tra i miei ricordi di spettatore bambino c'è anche quello delle caramelle scartocciate precedute da apertura e chiusura di quelle tremende borsette a cerniera che usavano un tempo. Rumore su rumore e naturalmente nel bel mezzo di punti considerati "inutili".



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Tosca
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da Tosca » 17 gen 2019 11:05

... è un discorso vecchio come il cucco e, forse, siamo molto OT rispetto all'iniziale intento del thread, ma in tempi recenti sarebbe sorto anche il problema delle bottigliette di acqua minerale.
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Marilisa Marilì Lazzari

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b13ne
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da b13ne » 17 gen 2019 19:19

Tosca ha scritto:
17 gen 2019 11:05
... è un discorso vecchio come il cucco e, forse, siamo molto OT rispetto all'iniziale intento del thread, ma in tempi recenti sarebbe sorto anche il problema delle bottigliette di acqua minerale.
Mica solo a teatro: io questa mania di camminare con le bottigliette in tasca o nella borsa come se si stesse per attraversare il deserto non la capirò mai.
Vedete i garofani?

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Lattavanti
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da Lattavanti » 18 gen 2019 08:48

dicono che sia auspicabile almeno bere 2 litri di acqua al giorno... Faccia lei. Inoltre consideri,tanto per fare un paio di esempi, persone che soffrono di qualche problemuccio renale, cantanti lirici o simili anche modestissimi che appena avvertono un minimo di secchezza delle fauci entrano in paranoia...

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mascherpa
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da mascherpa » 18 gen 2019 09:05

Tutto verissimo. Anzi, a me il nefrologo e l'urologo dissero all'unísono, e per di piú all'insaputa l'uno dell'altro, che l'acqua comincia a fare effetto se di litri al giorno se ne bevono non due, ma almeno tre... Ed è proprio questo uno dei motivi per cui viaggio volentieri, ben piú che in Italia, nei Paesi a nord delle Alpi, dove gli orinatoi si trovano con facilità enormemente maggiore che da noi.
Qualche volta, specie nei mesi estivi, quando mi ritrovo nelle stazioni Lodi o Pavia in attesa di partire, scarico anch'io una bottiglietta di minerale dai golemiani distributori, ma poi la bevo a razzo: salire in treno, anche se già molto mefitico, con la bottiglietta in mano mi sembrerebbe come entrare in una sala di teatro col soprabito. Semplicemente inconcepibile.

Parlo, sia ben chiaro, per me, perché so bene che conformarsi alle mode esibitive, specie se provocate da interessi economico-consumistici di rilievo, esercita sull'umanità un fascino irresistibile (anche se tutt'altro che discreto...).
Der Weg der neuern Bildung geht
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(F. Grillparzer, aprile 1849)

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marcob35
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da marcob35 » 18 gen 2019 17:36

O Mascherello caro... (Una notte all'Opera [di Firenze])

Caro Mascherello,

dai ricciuti ma corti capelli neri, piccoletto ma proporzionato, che sembri un folletto uscito dal "Sogno" shakesperiano e ti aggiri ovunque per il Teatro del Maggio, onnipresente, sembri giù in platea, ma poi salgo le scale e ti trovo alle Gallerie, sei a spiccare i biglietti al lato destro ma poi eccoti a quello sinistro. Mah!
Sono il tuo prediletto, quello a cui vanno tutte le tue attenzioni "come da Regolamento" Era Chiarot, pagina 128 programmone generale.
Sì, lo so che hai occhi pure per gli altri-sei noto-non aspiro all'esclusiva e non sono geloso!

Tu o giovine 25enne vorresti che il pubblico (fiorentino per di più) d'oggi si comportasse come quello di quando io avevo la tua vezzosa età e mai si sarebbe tolto-per esempio-la giacca alla Scala, per il caldo di giugno, restando in maniche di immacolata camicia benissimo stirata dalla mamma e papillon, ché dopo 3 minuti diconsi tre, la maschera del piano, sarebbe entrata a fartela rimettere tosto, inviata dal sovrintendente che-dal proprio palco di proscenio-scrutava cosa stava mai accadendo dall'altro lato della sala (ed era pure un socialista!).

Caro Mascherello, devi sapere che frequento le sale d'opera e concerto, i suoi usi (ed abusi) nonché costumi quando non solo tu non eri ancora nato, ma quando i tuoi genitori dodicenni immagino assistevano alla prima edizione di "Domenica in" con Corrado. Ma ho cominciato prestissimo debbo aggiungere.

Tante son state le occasioni di randevù (sic come poi) tra noi! Come quell'unica volta in vita mia che-sì ammetto-entrai in platea con una bottiglietta di plastica mezzo bevuta (al bar ormai quella ti rifilano e consentono, mica come ai nostri tempi quando Abbado univa due lunghi atti del Don Carlos e aspettavi l'ultimo accordo del finale parte prima, per correre al bar e non dover far fila, reclamando allora sì, il bicchierone di pompelmo: "m'ardon le fauci!").
E dunque mi riprendesti che in sala non erano ammesse le bottigliette ("eh eh eh, Signore... Non si può...").
Nel frattempo le cose si sono evolute e mi aspetto (a Firenze s'intende) che girino bottiglie e fiaschi (oltre che fischi) di Chianti.

Sempre in merito le famigerate bottigliette di cui sopra, altra volta, mi vedesti con un amico compagno di serata (ma forse ti ingelosisti, son spesso solo) che per lo stesso motivo vedi sopra portava una bottiglietta. L'osservazione fu che "si poteva portare la bottiglietta ma non bere" o-adesso non ricordo-"si poteva bere ma non portare la bottiglietta", qualcosa del genere insomma.

I cellulari nel frattempo NON vengono spenti ed illuminano come nemmeno i più grossi riflettori in dotazione al parco luci del Teatro potrebbero (faremo la prossima regia con quelli, così si risparmia); ovviamente attaccano la propria suoneria appena Muti-tornato dopo anni-dà il segnale di inizio della Sinfonia del "Tell", con un sincronismo che a farlo apposta non si riuscirebbe.

In Teatro occorrerebbe il silenzio tombale, ma qualche colpo di tosse ci scappa alle volte-sai bel Mascherello?-perché il riscaldamento-umidificazione non son ben regolati. Uno prova a non tossire, aspetta arrivi un fortissimo, ma accidenti stanno suonando il "Cigno di Tuonela" hai voglia ed è peggio allora, hai contrazioni e spasimi.
Menomale arrivi tu e ti preoccupi (come è accaduto a me-lo ricordi vero?) dello stato di salute mio. Se devi chiamare il medico di servizio ma per l'amor del Cielo, comunque tossisca fuori e stia male fuori (non lo dici ma il senso è questo).

Il pubblico entra in Teatro nel freddo inverno come nemmeno lo zar Boris faceva a Mosca e gli è permessissimo oppure tra qualche mese con le ciabatte (senza o-meglio-con calzini corti che fa più fine vero?), in quest'ultimo caso (ovverosia d'estate) i guardaroba sono parzialmente chiusi.
E non dimentichiamo le caramelle scartate al "pppppp" del finale della Patetica di Ciaikovskij.

Ieri sera, ultima dell' "Olandese volante", stavo in gallerìa, ultime file, prima poltrona, quella quasi attaccata alla parete, fila totalmente vuota, come quelle dietro e anche davanti mica tanto. Per la lontananza e mirare Re Luisi XIV che dirigeva con foga l'Ouverture, mi sono messo in piedi con il mio binocolo da teatro, avendo ben bene controllato che per quei dieci minuti (mica volevo stare sino alla fine in piedi sai?) non dessi fastidio a chi stava dietro.
Impossibile: non c'era né spazio, né alcuno.

Ma sei arrivato tu-caro Mascherello-e i tuoi ricciolini e piegandoti, sottovoce hai sussurrato al mio orecchio con una dolcezza infinita: "Scusi, signore, non pensa che starebbe molto più comodo seduto? eh eh eh?".
Sei il diavolo. La Paola Calvetti a suo tempo deve averti reclutato per queste sottili doti diplomatiche e ammirevoli perifrasi che sai fare.

Ho pensato a qualche tua forma di nevrosi (i giovani lo son tutti, per un nonnulla chiamano la mamma), ma mi son anche detto-avendo studiato un po' psicologia-che tu mi stia facendo il cosiddetto "filo"; è vero che son vecchietto ma mi difendo ancor bene ed ho un fascino al limòn delli caraìbi, e non c'è nulla di male, ma se vuoi un altro più mirato randevù, dai, dillo esplicito (questi giovani d'oggi!).

E poi-caro Mascherello-sapessi i tuoi colleghi, quelli della platea (parlo di ier sera sempre), dove mi son infilato dopo l'unico intervallo dato c'era posto e come fan tutti, ultima fila. Poveracci, lì a controllare due-tre fila di ragazzotti liceali mandati allo sbaraglio, che oltre ai cappottini e piumini, sgargarozzavano dalle maledette bottigliette che si passavan l'un l'altro. Poi attaccava la lunga seconda parte dell'opera e invero ti aspettavi chissà che casino. Invece no, nulla. Dopo poco li ho visti tutti tutti dormire, tempia contro tempia, da bravi compagni, una scena alla Bambi disneyana.
L'opera ai giovani, per tirarli su, sani e forti, con le giuste idee e abitudini: la musica si impara così, mandando i ragazzi a teatro, per bacco! Siamo salvi, W l'Italia e che Muti ci protegga.

Ma deliziosa è stata la fanciulla che stava davanti a me sulla sinistra.Si era verso la fine del II atto. Le donne si sa-biologicamente-hanno sempre freddo. Così mentre il suo principale interesse non era per nulla rivolto alla scena, tanto meno alla musica, come una gattina, si toccava e lisciava i lunghi biondi capelli. Poi si è infilata il soprabito, il cappelluccio di lana, i guanti e dopo ancora (mancavano 60 secondi alla chiusa d'atto II) ha chiesto alla maschera tuo collega, sottovoce ed implorante: "Per favore posso andarmene???". Così fu fatto.
Li avran mandati tutti perché il terzo atto della regia fa tanto "Signore degli anelli" con il dark-punk-bim-bum-bam, ma quello accade dopo due ore di spettacolo...
Tu mi dirai-ma l'opera l'hai seguita, tanto eri attento a tutto questo? Certo, io son di un'altra generazione faccio due-tre cose assieme. E poi c'era Re Luisi da festeggiare!

Insomma-mio caro Mascherello-le cose stanno così epperò debbo ringraziarti. Stavo per fiondarmi all'intervallo dal vostro capo o dal direttore di sala, non ho visto se c'era Chiarot o Conte, altri sì, e dire che un po' di coerenza andrebbe applicata. Ma mi hai offerto materia per un piccolo pezzo di colore.
Che se poi-qualcuno del Teatro lo leggesse e facesse girare nelle alte e basse sfere-avrò ottenuto qualcosa.

Cielo! Mi salterai addosso nuovamente, magari domani sera allo Stabat Mater di Dvorak!
Ma guarda che quella è musica sacra, particolare oltretutto perché Dvorak scrive pezzi di quel repertorio con una mano tutta speciale, drammatica ma sempre luminosa e lucente, mai triste e sconsolata.

Ora-caro Mascherello mio-ti saluto e ti auguro di riuscire nelle tue donchisciottesche imprese, ché il pubblico di quel Teatro, tanto ti offre per le sculacciate, non hai che l'imbarazzo della scelta!

Il tuo non proprio vecchietto, fedele e sano di mente.


https://www.youtube.com/watch?v=f59v8r1CBIo
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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Tebaldiano
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da Tebaldiano » 18 gen 2019 17:49

marcob35 ha scritto:
18 gen 2019 17:36
avendo studiato un po' psicologia
Pure Hannibal the Cannibal l'aveva studiata, se è per questo.
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Giulio Santini
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da Giulio Santini » 18 gen 2019 18:35

Rebus sic stantibus credo proprio di aver inconsapevolmente assistito almeno alla prima parte della serata del prof. Garganese...

albertoemme
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da albertoemme » 22 gen 2019 17:19

A questo punto vorrei avere una foto con dedica del prof. Garganese in pvt. Va bene anche truccato da marcob35 purché sia possibile riconoscerlo anche in un matiné fiorentino privo di vuoti in sala.-

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Tebaldiano
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da Tebaldiano » 26 gen 2019 17:46

Per me uno che si riferisce a un ragazzo che sta lavorando e facendo il suo dovere chiamandolo ripetutamente "mascherello" e aggiungendoci altre amenità sull'aspetto fisico (che parrebbe essere pure gradevole, quindi lasciamo perdere le ulteriori considerazioni) e sul fatto che, buon per lui, è iperattivo nel suo lavoro ha dei problemi seri. Non è ironia, che è sempre benvenuta. E' inaccettabile mancanza di rispetto.
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