Esperienze surreali al Maggio Musicale

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mascherpa
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da mascherpa » 15 gen 2019 19:52

A me, come per fortuna già ad altri, sembra che, per una volta che l'ineffabile prof. Garganese fa un'osservazione sensata, non sia il caso di dargli addosso, ma d'incoraggiarlo a proseguire sulla retta via.

Premesso che la colpa della deplorevole situazione attuale è essenzialmente da ricercarsi nella trascuratezza dei teatri, le cinque abominevoli cagioni per cui numerose persone non solo s'ostinano a non lasciare al guardaroba il proprio soprabito, ma persino, incredibilmente, se ne vantano, sono, guarda caso, le stesse elencate da Dante piú di settecento anni fa per spiegare il disprezzo, allora diffuso, della propria lingua "volgare", spesso accompagnato dalla vuota commendazione di quella altrui:

a) cechitade di discrezione: ovvero molti non capiscono quanto lasciare il soprabito al guardaroba sia piú ripettoso del prossimo, e, una volta superato il timore di non considerare immutabile la propria autoimmagine, molto piú comodo anche per sé stessi;

b) maliziata escusazione, ossia la gente s'inventa palle per giustificare le proprie deplorevoli abitudini; palla piú sfacciata quella di non avere tempo da perdere quando si esce. In realtà, molti si considerano "superiori" a quella pratica normalissima che è il mettersi in fila e attendere il proprio turno senza sgomitare nei volutabri della propria scortesia. Anche la variante "ideologica", che i guardaroba sarebbero insufficienti, appare fortemente speciosa, e intrinsecamente antistorica se si ricorda che in molte sale i guardaroba sono stati ridotti proprio perché sempre piú numerose persone, tronfie nel prevaricare il rispetto del prossimo, non li usavano (il caso piú clamoroso che conosca è la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, dove il guardaroba è stato ridotto a circa un quinto di quel che era in origine, ma anche al Carlo Felice non s'è scherzato, e in un lasso di tempo assai piú breve...). Risibile, poi, trovo l'affermazione che sia meglio spendere per i cast: non solo è come confrontare il monopattino con il TIR, ma proprio per i cast sarebbero fortemente auspicabili risparmi, a partire da quelli facilmente ottenibili con la regolarità e puntualità dei pagamenti;

c) cupidità di vanagloria: la distiguerei in due grandi categorie: oggettiva, che consiste entrare in sala facendo mostra d'un soprabito che possa destare l'ammirazione beota degli astanti; e soggettiva, mirante a esibire il disprezzo che si coltiva per il prossimo sbattendogli in faccia che ci si sente superiori a lui, povero cretino che le regole e, in assenza di queste, i modi civili rispetta;

d) argomento d'invidia: lo stesso Dante trova opportuno spiegare le sottili differenze tra questa abominevole cagione e la precedente, precisando che l'invidia è bieca pulsione che nasce dall'uguaglianza, ossia, diremmo noi oggi, ove tutti siano tenuti a un comportamento uniforme. Chi non lascia il soprabito al guardaroba può essere spinto a siffatto tristo e triste malfare dalla speranza che la sua capacità di seppellire le norme di convivenza civile sotto un drappo melmoso di supponenza sia invidiata da altri. Con quale deplorevole e irrefrenabile decadere del costume, e del comodo generale, è assai facile intendere.

e) viltà d'animo, cioè pusillanimità: qualcuno è cosí vile d'animo, infatti, da non lasciare al guardaroba il soprabito per la paura che glielo rubino o smarriscano o che, Dio non voglia, esso venga a contatto con meno nobili indumenti. Che si curi la Weltanschauung malmessa, costui, invece d'ingombrare e disturbare di rumori inutili gli altri spettatori...


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Lattavanti
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da Lattavanti » 16 gen 2019 08:55

Scusate, ma che problemi avete??? Quindi per il fatto che generalmente io me ne stia comodamente nella mia poltrona con il cappotto ripiegato sulle mie gambe, senza invadere spzi altrui, peccherei di vanagloria, pusillaminità, irrispettosità ecc. ecc.? Se siete così suscettibili agli usi altrui... "Curatevi"! :lol:

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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da marcob35 » 16 gen 2019 09:55

Lattavanti ha scritto:
16 gen 2019 08:55
Scusate, ma che problemi avete??? Quindi per il fatto che generalmente io me ne stia comodamente nella mia poltrona con il cappotto ripiegato sulle mie gambe, senza invadere spzi altrui, peccherei di vanagloria, pusillaminità, irrispettosità ecc. ecc.? Se siete così suscettibili agli usi altrui... "Curatevi"! :lol:
"Curatevi. Meritate un avvenire migliore...".
Ci sono persone che-fobìe, null'altro che fobìe (delirio vano è questo)-non depositano i loro cappotti nei ristoranti, specie se i guardaroba danno presso le cucine (per evitare-dicono-che gli odori impregnino le loro vestimenta).
Altri-invece-non depositano (in teatro) per paure di danneggiamento o sottrazioni di materiali (in effetti in tempi recenti uno spettatore a Firenze denunciò la perdita al guardaroba del suo pc portatile!).
Eppure sono supersorvegliati!
Poi-sempre a Firenze-è nota la frase "mi fa freddo".
Sempre fuor di polemica, va ricordato che quei freddolosi son poi gli stessi che ai primi "bollori" (come si dice in Toscana), arrivano e vengono tranquillamente fatti entrare in Teatro, in ciabatte con o senza calzini e quasi canottiera.
Usi altrui? Usi comuni da democraticamente rispettare.
Toscanini fece vietare alle signore di arrivare in sala con il cappello (in testa, s'intende).

ec, 1 typo
Ultima modifica di marcob35 il 16 gen 2019 10:29, modificato 1 volta in totale.
Non leggo mai le critiche degli altri. (Paolo Isotta)

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mascherpa
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da mascherpa » 16 gen 2019 10:03

Sí, anche tu, "Lattavanti", pecchi proprio di tutto quello che ho scritto, perché non esiste cappotto che, per quanto ci s'illuda d'averlo ben ripegato (il che, del resto, non è quasi mai vero), prima o poi non faccia rumore e non urti contro le gambe di chi sta di fianco o, non troppo raramente, contro il collo di chi è seduto davanti.

Comunque la colpa, ripeto, non è degl'individui, ma dei teatri che fissano un regolamento e poi non lo fanno rispettare.
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da mascherpa » 16 gen 2019 10:06

marcob35 ha scritto:
16 gen 2019 09:55
Toscanini fece vietare alle signore di arrivare in sala con il cappello (in testa, s'intende).
Ricordo d'avere visto esposta a Trieste una vecchia locandina in cui si leggeva «In platea e nelle gallerie le signore intervengono senza cappello».
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da Lattavanti » 16 gen 2019 10:36

mascherpa ha scritto:
16 gen 2019 10:03
Sí, anche tu, "Lattavanti", pecchi proprio di tutto quello che ho scritto, perché non esiste cappotto che, per quanto ci s'illuda d'averlo ben ripegato (il che, del resto, non è quasi mai vero), prima o poi non faccia rumore e non urti contro le gambe di chi sta di fianco o, non troppo raramente, contro il collo di chi è seduto davanti.

Comunque la colpa, ripeto, non è degl'individui, ma dei teatri che fissano un regolamento e poi non lo fanno rispettare.
eh, eh! effettivamente considerando che il mio famoso "fruscio di vesti" può portare a conseguenze assai spiacevoli e drammatiche, vedrò di riconsiderare la faccenda...però a volte è anche piacevole dare un po' di fastidio ai vicini non proprio simpatici, no?
Chi è senza peccato scagli la prima pietra!
Saluti

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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da mascherpa » 16 gen 2019 10:55

Lattavanti ha scritto:
16 gen 2019 10:36
...però a volte è anche piacevole dare un po' di fastidio ai vicini non proprio simpatici, no?
:D :D :D
Vero, specie se la serata è noiosa e se hanno aperto loro le "ostilità"...

Sussiste spesso, però, anche la possibilità alternativa di cambiare posto, seppure anch'essa clamorosamente contraria ai regolamenti di sala e, comunque, non esente mai dal rischio di cadere dalla padella nella brace.
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da Tosca » 16 gen 2019 12:09

A Innsbruck, mi pare in ottobre, sono stata invitata a lasciare al guardaroba un piumino leggerissimo, che portavo sotto al soprabito e che usavo come giacca. Un c'è stato verso, o entravo in sala senza giacca o non entravo. Il tutto in modo garbato ma fermo. Avevo in borsa una grande sciarpa leggera, me la sono drappeggiata e sono entrata. Anche vergognandomi un po' per non aver pensato che un piumino potesse disturbare.
Era il giorno dell'inaugurazione della Casa della Musica e il concerto previsto, per altro eccellente!!, era "per banda".
A me disturba molto il senso di cialtroneria che danno cappotti e giacche affastellati sulle sedie. Mi disturba anche l'odore di fritto e rifritto di unto e bisunto che spesso tali oggetti emanano. Mi disturba il rumore che fanno e mi disturba avere accanto una persona con una montagna di roba sulle gambe. Se proprio devo entrare con il cappotto, vincendo ogni eventuale "schifo" lo piego con la parte interna dentro e lo faccio sparire sotto la sedia.
Avendo la grande fortuna di andare più frequentemente a teatro fuori Italia, ho imparato anche cose basilari e che credevo non esistessero in patria, oltre "al fare guardaroba", per esempio il salutare cortesemente i vicini di posto, il salutare e essere salutati cortesemente dalle maschere, il cambiarsi le scarpe (in inverno) prima di entrare in sala senza sentirsi un'aliena. Insomma, è bello entrare in una sala sconosciuta e "sentirsi a casa".
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albertoemme
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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da albertoemme » 16 gen 2019 22:44

Ha ragione chi dice che il cappotto va lasciato in guardaroba. Ammetto però che domenica me lo sono tenuto sulle gambe. Ho trovato il coraggio di fare questo outing perché purtroppo non ho posto in essere (penso per pura fortuna) le manovre maldestre sintetizzate da Mascherpa. Parte del pubblico di Firenze lo meriterebbe. Anche in questo matine’ dopo l’esplosivo inizio dell’ouverture, che non dura un minuto, vengono subito sviluppati in piano due noti motivi. E in questo spazio una vicina ha scartato una caramella che, invece, sarebbe auspicabile degustare quantomeno in un fortissimo o in un forte di cui è piena la partitura.-

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Re: Esperienze surreali al Maggio Musicale

Messaggio da mascherpa » 17 gen 2019 09:59

albertoemme ha scritto:
16 gen 2019 22:44
...una caramella che, invece, sarebbe auspicabile degustare quantomeno in un fortissimo o in un forte...
Pretesa assurda, caro Alberto, perché basata sull'ipotesi assurda che chi scartoccia presti alla musica attenzione sufficiente per capire se stanno facendo un fortissimo o un pianissimo.

Può anzi essere che, inconsciamente, si scelgano per scartocciare proprio i pianissimo, in primo luogo perché non ci si sente disturbati nella propria indilazionabile attività. Ma non escludo che ci giochi molto anche la considerazione, coerente con l'ideologia degli scartocciatori, che quel che è eseguito piano o pianissimo ha poco o punto valore, altrimenti compositore e interpreti lo sparerebbero con quanti piú decibel possono... E quindi proprio il pianissimo potrebbe essere, per lo scartocciatore educato, il momento in cui il suo inconscio lo porta a supporre che disturba di meno. Analogamente, seppure per motivi divesri, anche quelli che hanno tendenza a parlare prediligono i pianissimo, quando non corrono rischio alcuno di non essere sentiti, né, Dio ne guardi, di non sentire sé stessi.

Un avviso potrebbero però decidersi a metterlo, ben visibile, a difesa proprio dagli insidiosissimi scartocciatori educati: "quando scartocciate, non cercate di fare poco rumore, ma sbrigatevi piú in fretta che potete"...
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