Silvio Zanon
25/ 28 marzo e 02 aprile nel Trittico di Puccini alla Scala di Milano

 

Se Venezia per un turista ha un fascino di grande romanticismo, lo stesso fascino lo ha il Teatro Alla Scala per un cantante.

In Silvio Zanon, baritono dell’ultima generazione, questo sentimento si realizza appieno quando alla sua origine radicatamente veneziana si coniuga l’approdo, in breve tempo, al massimo tempio della lirica, dove si esibirà sotto la bacchetta del maestro Riccardo Chailly in Tabarro, nella prossima produzione in omaggio ai 150 anni dalla nascita di Puccini.

Atipica, se guardata con gli occhi di oggi, la carriera di Silvio: infatti ha preferito per qualche anno stare alla larga dalle grandi platee e dai teatri con i blasoni, facendosi valere e perfezionandosi nei teatri di provincia.

In seguito, forte della maturazione e dell’esperienza acquisita, il suo cammino artistico lo ha portato a lavorare accanto ed assieme a quei personaggi che hanno fatto la lirica degli ultimi quarant’anni (Bruson, Nucci, Pons, Carroli, Pavarotti), offrendogli la possibilità di ampliare ulteriormente le sue competenze professionali.

Alla fine questa è stata una scelta che ha pagato, e che vede oggi Silvio Zanon occupare a pieno titolo i posti che i cartelloni nazionali e internazionali gli riservano.

Come ogni buon veneziano nostalgico, il rammarico di non poter cantare nella sua terra, in quel teatro che vedeva sempre dalla gondola, è grande. Ma con pazienza attende che la dirigenza della Fenice si accorga di lui in maniera autentica per poter sovvertire almeno una volta il motto del “nemo propheta in patria”.

Nel frattempo Scala, Palermo, Berlino, Barcellona, Buenos Aires, Atene, Tokyo, Firenze, Roma, Verona, Genova, si sono accorti di lui e, per certi versi, anche il Covent Garden ha bussato alla sua porta, portando grandi soddisfazioni ad un ragazzo con un’innata passione per la musica, un dono del Padreterno nella gola, una simpatia trascinante e quel sano pragmatismo che gli ha permesso di mettere responsabilmente un passo davanti all’altro senza corse e senza fretta, tanto il tempo, almeno fino ad ora, si è dimostrato galantuomo.

Carlo Worms - Germania di A.Franchetti
Deutsche Oper

 

ulteriori informazioni le puoi trovare sul suo sito personale
http://www.silviozanon.us/

 

 

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